sabato, ottobre 20

Premio Nobel per la pace 2018, premiati Mukwege e Murad Usa, chiuso il dibattito sulla nomina del giudice Kavanaugh alla Corte suprema. Domani il voto finale

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Sono Denis Mukwege e Nadia Murad i vincitori del premio Nobel per la pace 2018. I due sono stati nominati «per i loro sforzi volti a porre fine all’uso della violenza sessuale come arma di guerra e conflitto armato». Mukwege, un medico congolese, è stato critico del governo congolese ed ha curato le vittime degli stupri. Murad è una donna yazida che è stata prigioniera dell’Isis.

Andiamo negli Usa, perché il Senato, controllato dai repubblicani, ha approvato con un voto procedurale la chiusura del dibattito sulla nomina del giudice Brett Kavanaugh alla Corte suprema. Il voto finale per la sua conferma è previsto per domani. Tra l’altro in merito è intervenuto anche il presidente Donald Trump, che accusa su Twitter ‘Soros e altri’ di pagare i militanti che protestano contro la sua nomina.

Un gruppo di militanti del gruppo francese di estrema destra Generation Identitaire, ha attaccato nel pomeriggio la sede a Marsiglia della ong Sos Mediterranee, che noleggia la nave Aquarius, e ha costretto con la forza i dipendenti presenti ad uscire. La polizia è immediatamente intervenuta e gli assalitori sono stati posti in stato di fermo. L’accusa dei militanti nei confronti della ong è quella di alimentare il traffico di esseri umani.

Pesanti scontri tra manifestanti palestinesi ed esercito israeliano, in occasione della Marcia del Ritorno, appoggiata da Hamas, sono avvenuti lungo tutta la barriera difensiva tra Gaza e lo stato ebraico. Fonti israeliane parlano di lancio di sassi, ordigni esplosivi e bottiglie incendiarie contro i soldati.

Venezuela vs Colombia. Il presidente Nicolas Maduro infatti ha attaccato l’omologo Iván Duque: «Ha una faccia da angioletto (…) però è un diavolo che odia il Venezuela e cospira quotidianamente contro il nostro Paese, contro la nostra Forza armata nazionale bolivariana (Fanb). E’ dalla Colombia che si finanzia la cospirazione per danneggiare la nostra Forza armata. Metto in guardia i nostri militari, morale alto, massima lealtà, massimo impegno davanti alla cospirazione oligarchica colombiana del governo di Iván Duque, massima coesione e massima preparazione».

In BrasileJair Bolsonaro, sempre in testa ai sondaggi per le elezioni di domenica prossima, non ha partecipato ieri sera all’ultimo dibattito televisivo fra candidati presidenti, ma ha concesso un’intervista a una emittente che lo appoggia, che è stata trasmessa nello stesso orario.

Chiudiamo con la Tunisia, perché il presidente Beji Caid Essebsi ha prorogato di un mese lo stato di emergenza su tutto il territorio nazionale, a partire dal prossimo 8 ottobre. Lo stato di emergenza era stato proclamato in tutto il Paese in seguito all’attentato terroristico al bus delle guardie presidenziali nel centro della capitale nordafricana il 24 novembre 2015 e successivamente prorogato più volte. L’ultima proroga dello stato di emergenza (di 7 mesi) risale al 12 marzo scorso.

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