lunedì, Ottobre 25

Premier e impeachment Camera svuotata dopo il pronunciamento della Corte di Giustizia, Senato rinnovato, Premier nel mirino

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Bangkok – Si sono aperte ieri le votazioni per 77 posti di senatore che potrebbero ritrovarsi subito tra le mani la patata bollente correlata al destino del Primo Ministro in carica Yingluck Shinawatra, la quale – dopo cinque mesi di proteste in piazza – potrebbe essere sottoposta a procedimento di impeachment per mancato assolvimento dei propri doveri istituzionali. Mentre ufficialmente il Senato passa per essere organo istituzionale non schierato, la più prevedibile verità prevede che vi imperino i due attuali schieramenti politici maggioritari nel Paese, ovvero il partito politico oggi al Governo, il Pheu Thai Party ed il suo oppositore cioé il Partito Democratico.

Entrambi cercano di controllare i 150 posti della Camera Alta del Parlamento thailandese, in assenza di una Camera Bassa attualmente svuotata dopo che il voto di febbraio è stato annulato il mese scorso dall’Alta Corte di Giustizia. Da alcuni dati non ufficiali della scorsa notte, sembra ormai chiaro che il vincitore di questa competizione politica non potrà non provenire da uno dei due schieramenti maggioritari, il fronte delle “Magliette Rosse” da una parte oppure il fronte anti-governativo dall’altra. L’ex Revisore dei Conti Generali Khunying Jaruwan Maintaka sembra essere la vincitrice per il Senato per quanto riguarda il voto di Bangkok con più di 500.000 voti su un milione di votanti. Jaruwan, nota per essere una fiera nemica politica dell’ex Premier Thaksin Shinawatra, non vuole deludere i propri elettori, cosa che ha ben chiarito a viva voce, non appena ha avuto riscontro del voto ancora non ufficiale a lei favorevole nella Capitale.

In ogni caso, è altrettanto noto che nelle Province del Sud del Paese è facile prevedere che il voto sia andato nella gran parte dei casi a favore del fronte politico anti-governativo. Così come è altrettanto risaputo che nelle zone del Nord le Province si colorano più facilmente di rosso. Ad esempio, a Khon Kaen l’avvocato Wan Suwanpong del fronte delle “Magliette Rosse” s’è lasciato la competizione alle spalle di ben lunga distanza. A Udon Thani, l’esponente delle “Magliette Rosse” Arporn Sarakham moglie di Kwanchai Praipana ha vinto con più di 300.000 voti lungo la corsa che conduce al Senato. Nell’importante snodo commerciale e mercantilizio nazionale di Chiang Mai, Adisorn Kamnerdsiri, ex Governatore della città, con dichiarata vicinanza politica al partito governativo Pheu Thai Party si prevede vinca facile e con buona messe di voti.

I sostenitori del movimento politico anti-governativo spingono per le dimissioni di Yingluck Shinawatra dal ruolo di Primo Ministro, cosa che loro ritengono potrebbero ottenere attraverso l’empeachment che però avrebbe bisogno dei tre quinti del Senato nel caso in cui fosse ritenuta colpevole dalla Commissione Nazionale Anti-Corruzione NACC di mancato assolvimento del suo ruolo istituzionale nella applicazione dello schema “riso in cambio di denaro” e proprio ieri la Premier è comparsa davanti alla Commissione Nazionale Anti-Corruzione. Si prevede da una parte il fronte a sostegno del Governo attraverso la parte eletta di senatori che erigerebbero alte palizzate per difendere il Governo in carica dalle sfide legali che potrebbero piovergli addosso. E’ pur vero però, che se il Senato fuoriuscisse con una maggioranza anti-governativa, la Premier potrebbe uscire definitivamente dalla scena. I senatori non eletti sono visti dalle istituzioni come veri e propri alleati del fronte anti-governativo e potrebbero quindi guidare strutture rilevanti come la Corte Costituzionale e la Commissione Elettorale.

 

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