martedì, Dicembre 7

Premi ai netturbini di Roma? Oltre al diritto al lavoro, c’è il dovere! Un sistema di inadempienze generalizzato cui nessuno mette mano perché i controlli vengono disattesi e le responsabilità diffuse e dunque diluite in un mare magnum di tolleranza

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Non crediamo mai abbastanza

a ciò in cui non crediamo

(M. Conte S. 2004)

La notizia di un incentivo di 3 milioni di euro per ‘pregare’ gli ex spazzini della nostra infanzia, ora netturbini de Roma, città munnezzara infelice e caotica grazie all’eterea inconsistente a cinque raggi, di andare a lavorare senza prendersi malattie e/o ferie per realizzare il piano di pulizia straordinaria legando i lauti premi alla riduzione dell’assenteismo per la malattia, pare in prima battuta la quintessenza del costume antropologico italico che vibra e vira sempre tra commedia e melodramma, senza mai imboccare la più impegnativa via della tragedia. Prima i fatti che di per sé appaiono civicamente ‘osceni’, poi qualche considerazione che modifica però un iniziale facile sdegno.

Poiché il caposaldo perenne in questo paese per altro bellissimo ed invidiato, ma non vivendoci è facile, è che siamo privi di uno stile e di un carattere di serietà. Soprattutto nella vita pubblica politica e sociale. Più che opinare senza sapere leggiamo con attenzione il «verbale di accordo – incentivazione all’aumento del tasso di presenza siglato tra Ama, Roma, 18 novembre 2021, uno dei disastri romani, con i rappresentanti delle segreterie territoriali delle OO. SS. FP CGIL, FIT CISL, UILTRASPORTI, FIADEL». Tale verbale di accordo prevede che «il premio aggiuntivo verrà riconosciuto qualora nel periodo considerato dalla presente intesa oltre alla totale pulizia di tutte le strade principali di Roma, della rimozione di tutti i rifiuti rimasti a terra attorno ai cassonetti, alla igienizzazione degli stessi ed alla rimozione delle discariche abusive ai lati delle strade, oppure si registri una riduzione del tasso di assenza per malattia di almeno il 10% (almeno nei mesi di dicembre e gennaio) rispetto alla percentuale registrata nei mesi di settembre e ottobre 2021».

Letta così è  dura da accettare o da considerare una faccenda minima. Dapprincipio c’è da restare molto perplessi. Ma prima di approfondire vediamo prima una sintetica analisi del testoche Merlo su ‘Repubblica’ chiama del “Realismo Rassegnato der novo sindaco umanista Roberto Gualtieri”, per poi dire del capolavoro italico su cui nessuno ci batte, almeno nell’emisfero occidentale, fondato sull’impronta di una ‘corruzione onesta’. Un premio viene attribuito con 360 euro per chi fino a fine anno non si assenterà mai, 260 euro per soli 3 giorni di assenteismo fino a 200 euro per un’astensione dal lavoro per un massimo di 5 giorni.

Primo quesito: ma non assentarsi è devoluto al singolo lavoratore oppure vigono leggi e norme che già codificano il rapporto di lavoro con l’Ama? Il tutto accade con tanto di trattativa sindacale ‘qualora’ si raggiungano i risultati meno deprimenti di una spazzatura che vegeta negli ultimi anni nelle strade romane, pur di riuscire a ripulire tutte le strade ‘principali’ di Roma. Principali? E con quali criteri? Dove iniziano e finiscono le strade principali? E quelle delle fasce esterne, e le periferie? Ah già, lì i turisti non arrivano… ma i residenti tutti avrebbero diritto ad avere strade pulite, trasporti efficienti ed altri servizi pubblici. Pare porpio un’italica fantasia. Perché si pianifica un obiettivo di servizio con un piano di pulizia ‘straordinario’, igienizzando cassonetti e dintorni (fino a dove, per metri quadri o lineari?!) unitamente alle ‘discariche abusive’ (su cui incidono, come quasi ovunque, inciviltà e strafottenza di tanti che buttano rifiuti a tutte le ore ando cojo cojo, perché i luoghi pubblici mica sono di tutti, avendo interesse solo per il proprio spazietto privato da tener lindo e pulito) che ghirlandano le strade, vere fioriture di paramenti natalizi. Con il corredo animale di branchi di cinghiali nei dintorni, animali di cui la virginea affermava dovesse occuparsene la Regione Lazio, essendo ella solo il sindaco!

Nel verbale si contrappone in alternativa a quel piano pre natalizio se non dovesse realizzarsi l’obiettivo funzionale, l’‘oppure’ nel riuscire a ridurre malattie vere o finte, con certificati medici di comodo o comprovabili, per almeno il 10% (non si pretende di più, state sereni!). Considerazioni (quasi) serie… Primo: ti premio se compi il tuo lavoro per cui sei pagato, bene o male non sappiamo. Per cui o per quindi come direbbe il grande Totò, ti offro un incentivo, che non è più implicito nel dovere di svolgimento con accuratezza competenza ed efficacia delle tue mansioni per cui sei inquadrato e pagato, ma diviene un bonus aggiuntivo capace di spronare a far meglio perché l’incentivo monetario dimezza raffreddori, febbri e malanni vari! Tra le tante piccole, medie, immense nefandezze di un Paese dove si smercia tutto, come i vitalizi per chi è stato, fu ‘onorevole’. O dove chi senatorizza quando c’è in Aula può fare affari con altri paesi facendosi retribuire lautamente per dire al suo padrone che il paese da cui prende soldi è entrato in Rinascimento per il quale Lorenzo de’ Medici sta cominciando a rosicare nella sua antica tomba! Il fatto, ribadisco fino alla nausea, è che non siamo seri, per cui Draghi è una specie di campione mondiale dell’umanità perché è serio, non straparla, non motteggia, anzi è sin troppo riservato in un’accozzaglia di governo stile ‘Frankenstein’ con molti, il mojito man fascio leghista, che avrebbe dovuto essere accompagnato alla porta da tempo, ma fa comodo avere un nullo individuo a far casino, così Draghi si concentra su ciò che c’è da fare. Ma ve li vedete gli italiani fare i compìti, i severi, i seri con gente come Berlusconi, oggi ancora blandito, invece di accompagnarlo con discrezione alla tomba? O i democristiani che pur avendo ricostruito il paese poi se lo sono spolpato? E vogliamo parlare dei socialisti, di Tangentopoli, del sistema intero dei fondi neri e dei finanziamenti occulti, fino alle Fondazioni, finti contenitori culturali nati come funghi in Italia per aggirare la norma sul divieto di finanziamento pubblico ai partiti, asservendo i ben peggiori denari di privati sconosciuti, mica come in America, aggirando tutte le norme di trasparenza, perché c’è la famosa privacy, altra buffonata all’italiana? Per non dire delle migliaia di situazioni illegali, illecite, di mutuo appetibile scambio tra politica affari e crimine organizzato e di tutti gli altri scandali della cosa pubblica su cui vive l’Italia.

A questo verbale di accordo si aggiungono le parole della neo assessora all’Ambiente del Comune di Roma, Sabrina Alfonsi la quale afferma con chiarezza che «il bonus è legato alla disponibilità del lavoratore a garantire la massima presenza e prevede una premialità per chi decide di rinviare le proprie ferie e le proprie ore di permesso al termine del piano di pulizia straordinaria». Originale quanto incredibile, si chiede o si implora la disponibilità del lavoratore a essere sempre presente in cambio di un premio. Ma la faccenda si complica, perché in realtà si chiede ai lavoratori di posporre ferie e permessi fin tanto che non si riesca a raggiungere l’obiettivo di una completa pulizia straordinaria. Dunque è un una tantum fondato sulla disponibilità a non utilizzare ferie. Ed allora la vicenda in incredibile assume come sempre i contorni di una commedia all’italiana. Non conosciamo quale regime lavorativo sia oggi in vigore, non abbiamo notizie sul tipo di organizzazione del lavoro, per turni e per mansioni, con l’aggiunta di una difesa sindacale del ‘patto’ poiché «nei mesi precedenti abbiamo denunciato le cause dei disservizi, a partire dalle condizioni dei mezzi (il 43% della flotta è ko). La nuova dirigenza ha riconosciuto, dati alla mano, che avevamo ragione noi». Nuova dirigenza che non sappiamo come sia stata scelta ed in base a quali criteri, forse meritocratici? C’è da dubitarne. E poi, perché solo nei mesi scorsi sono stati denunciati disservizi? Non c’erano prima? E perché non in altre sedi, magari giudiziarie, ove mai ne fossero emerse criticità? Allora il problema era la vecchia dirigenza, non sappiamo se rinnovata o meno e con quali regalie e benefit a dirigenti ed altre figure apicali pregresse. Dai dati aziendali scopriamo che nei primi 6 mesi del 2021 il personale assentatosi è stato in media del 15%, 1074 lavoratori su un totale di 7162 per una perdita quotidiana di 6445 ore di lavoro.

Morale di questa ulteriore immorale. Sembrerebbe di intravedere inefficienze ed incapacità di varia natura e livelli, dai responsabili aziendali alle stesse organizzazioni sindacali fino ai lavoratori. Dire ora che questo sistema premiale sia inverecondo è quantomeno facile. Il problema a Roma come in mille altre realtà pubbliche è che ci troviamo dinanzi ad un sistema di inadempienze generalizzato cui nessuno, dalla virginea negli ultimi 5 anni fino ad altri profili di mancato controllo, mi veniva di dire di qualità ma è eccessivo, mette mano perché i controlli vengono disattesi e le responsabilità diffuse e dunque diluite in un mare magnum di tolleranza. Poi dice perché la gente, il popolo non creda più in nulla. Come fare a fidarsi di un sistema simile? L’ho anticipato in passato e lo ribadisco oggi. Dato questo sistema consolidato di inefficienze irresponsabilità e malgoverno dei sistemi pubblici, c’è molto da temere sull’assorbimento clientelare politico, di poteri criminali e di altri attori contigui, delle immani risorse che verranno inviate dall’Europa. Qui altro che digitalizzazione come dicono in tanti con parole roboanti, non ci sono proprio criteri minimi accertati di rendere credibile la qualità e la quantità di spesa che inonderà l’Italia. Draghi o meno.

Ricordo che anni fa si discettò tragicomicamente sul riconoscere un contributo in denaro a chi la mattina entrava puntualmente al lavoro! E chi come il sottoscritto e tanti altri timbravano il cartellino per caffè e cornetto, poi dovevano, con certificazione di un badge elettronico, forma di controllo dittatoriale per gli imbecilli odierni no tutto, recuperare minuti od ore passate a far altro. Tra cui visite mediche problemi personali o familiari. Punto. Lì nei posti conosciuti in via diretta, agenzia fiscale, controllo di ferie assenza ed altro venivano certificate per via elettronica. Chi sgarrava ne rispondeva. Anche con sospensioni dal servizio. Non è difficile. Esistono modelli, metodi, applicazioni, il problema è applicarli e renderli oggettivamente incontrovertibili. Quindi se uno era malato non solo non guadagnava di più, ma gli veniva pure tolta una quota percentuale dallo stipendio. E sentire il nuovo sindaco di Roma mettere le mani avanti e dire « l’accordo è stato siglato da Ama in piena autonomia» e che «la riduzione del tasso di malattia è solo una condizione aggiuntiva per accedere al premio» e che si tratta «solo di un primo passo e che per raggiungere gli standard di eccellenza occorrerà più tempo sia sul fronte della raccolta che su quello degli impianti», lascia ancora più interdetti. Non servono eccellenze, baroni o conti, serve solo un “normale” standard di normalità che nel nostro malaugurato paese è la chimera mentre in altri contesti è la base per un andamento del bene pubblico.

Poi dire che cambieranno molte cose perché arriveranno i famosi denari del Pnrr è un ulteriore elemento di degrado. Perché prima di soldi non ce n’erano? E se sì, dove sono finiti e chi se li è intascati? Siamo messi proprio male, sempre ad inseguire piani e progetti eccezionali. Vorremmo gli standard di altri paesi europei. Con meno ladri tra politica affari e criminalità. Questi soffocano tutta l’aria. Compresi i comportamenti mediatori e clientelari di molti che svuotano l’economia e la morale del paese.

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Sull'autore

PhD Sociologo, scrittore per elezione e ricercatore per vocazione, inquiete persone ancora senza eteronimi di Pessoa. Curioso migrante di mondi, tra cui Napoli, Vienna, New York. Ha percorso solo per breve tempo l’Università, così da preservarlo da mediocrità ed ipocrisie, in un agone dove fidarsi è pericoloso. Tra decine di pubblicazioni in italiano ed in lingua si segnala l’unica ricerca sociologica al mondo sull’impianto siderurgico di Bagnoli, Conte M. et alii, 1990, L’acciaio dei caschi gialli. Lavoro, conflitto, modelli culturali: il caso Italsider di Bagnoli, Franco Angeli, Milano, Pref. A. Touraine. Ha diretto con Unione Europea e Ministero Pari Opportunità le prime indagini sulle violenze contro le donne, Violenza contro le donne, (Napoli 2001); Oltre il silenzio. La voce delle donne (Caserta 2005). Ha pubblicato un’originale trilogia “Sociologia della fiducia. Il giuramento del legame sociale” (ESI, 2009); “Fiducia 2.0 Legami sociali nella modernità e postmodernità” (Giannini Editore, 2012); “Fiducia e Tradimento. In web we trust Traslochi di società dalla realtà diretta alla virtualità della network society”, (Armando Editore, 2014). Ha diretto ricerche su migrazioni globali, lavoro e diritti umani, tra cui 'Partirono bastimenti, ritornarono barconi. Napoli e la Campania tra emigrazione ed immigrazione' (Caritas Diocesana Napoli, 2013 con G. Trani), ed in particolare “Bodies That Democracy Expels. The Other and the Stranger to “Bridge and Door”. Theory of Sovereignty, Bio-Politics and Weak Areas of Global Bίos. Human or Subjective Rights?” (“Cambridge Scholar Publishing”, England 2013). Nella tragica desiderante società dello spettacolo scrive per non dubitare troppo di se stesso, fidarsi un poco più degli altri e confidare nelle sue virtuose imperfezioni. Sollecitato, ha pubblicato la raccolta di poesie Verba Mundi, Edizioni Divinafollia, Bergamo. È Vice Presidente e Direttore Scientifico dell’Associazione Onlus MUNI, Movimento Unione Nazionale Interetnica.

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