mercoledì, Maggio 12

PPE alla prova del voto Una delle più grandi famiglie politiche europee si prepara alle tornata elettorale di maggio

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Il PPE (Partito Popolare Europeo) è la famiglia politica europea che rappresenta i valori del centro-destra. Aspira a un’Europa dei valori vicina ai cittadini e basata sulla democrazia, la trasparenza, la responsabilità e la prosperità attraverso la promozione di un’economia sociale di mercato.  Può contare sul gruppo politico più grande al Parlamento europeo (attualmente è rappresentato da 275 parlamentari, dei quali 34 sono italiani) e sulla maggioranza dei capi di Stato e di governo rispetto a ogni altra famiglia politica al Consiglio europeo, come pure su membri della Commissione Europea.

Il PPE è una delle più grandi famiglie politiche europee, e vanta nella sua storia, alcuni fondatori dell’attuale Unione. Non è la loro una visione euroscettica, ma moderata, più cauta sul processo di allargamento e sulle politiche sociali. Attualmente, con il maggior numero di deputati al Parlamento europeo, è composto, per parte italiana dai seguenti partiti politici: Forza Italia, Unione Democratica di Centro, Nuovo Centro Destra, Udeur, Südtiroler Volkspartei.

Il bilancio dei cinque anni di legislatura  è il seguente. Secondo il PPE, il gruppo politico ha reagito tempestivamente per arginare la crisi. Allo stesso tempo ha aiutato nello sviluppo di nuovi programmi di ricerca affinchè l’Europa resti leader in determinati settori. La maggioranza che ha dominato la legislatura al termine non si è rispecchiata sempre nelle proposte della Commissioni a guida Manuel Barroso (anch’egli esponente PPE) ma spesso l’ha costretta alla negoziazione.

 Il partito Popolare è ben rappresentato nelle istituzioni. Al Parlamento europeo il presidente del gruppo e Joseph Daul (parlamentare francese del partito UMP). Alla commissione sono presenti, Josè Manuel Barroso, Presidente della Commissione, il Commissario all’industria, Antonio Tajani, il Commissario alla giustizia, ai diritti fondamentali e alla cittadinanza,Viviane Reding e  Günther Oettinger, commissario alle politiche energetiche.

Il Candidato per la presidenza della Commissione è Jean-Claude Juncker, uno dei leader più esperti in Europa. Per quasi 20 anni è stato Primo ministro del Lussemburgo (1995 fino al 2013). Dal 2005 fino al 2013, è stato anche presidente dell’Eurogruppo  (cioè ha guidato i ministri delle Finanze della zona euro) e  determinante nel guidare l’Europa al sicuro fuori dalla crisi finanziaria. Jean-Claude Juncker, per la sua esperienza politica europea, ha vinto nel 2006, il prestigioso Premio Carlo Magno.

Il 7 marzo 2014, Jean-Claude Juncker è stato eletto come candidato del Partito popolare europeo alla presidenza della Commissione europea al Congresso del PPE, che si è tenuto a Dublino, Irlanda. Juncker punta su tre valori fondamentali: la leadership esperto ed efficiente, di solidarietà tra le persone e le nazioni e una forte visione per il futuro.Il manifesto del gruppo politico per le elezioni,  si chiama: ‘La nostra idea per un’Europa migliore’.

Il PPE  crede in un’Europa più forte, anche dal punto di vista dell’integrazione, con sistemi decisionali più efficienti e meno complicati. Secondo il PPE: «l’Europa è una vasta comunità di valori e principi tra i quali la libertà, la responsabilità, la giustizia, la sicurezza, il rispetto per la dignità della vita umana e la parità tra uomini e donne. Noi vogliamo una società sana, con un nuovo accento sulla solidarietà tra tutti gli europei . L’Unione europea deve diventare più forte , più semplice e più democratica. Le istituzioni europee dovrebbero concentrarsi su specifiche questioni importanti,  lasciando altre questioni agli Stati membri, evitando un’Europa centralizzata».

La scommessa è rafforzare la in una zona euro dal punto di vista politico , e la stessa moneta,  considerata affidabile e che assicura stabilità politica e ci rende più competitiva a livello internazionale . E’ chiaro l’intento di riprendere le redini politiche di una crisi dove i mercati hanno messo in secondo piano il significato politico dell’Unione europea.

Il secondo punto del programma è riformare le politiche per la crescita e l’occupazione nel senso di  creare le giuste condizioni per una crescita sostenibile e la creazione di posti di lavoro in Europa come l’ obiettivo politico fondamentale per i prossimi anni.  Il programma in questo senso afferma: «siamo impegnati a raggiungere questo mettendo in pratica i principi dell’economia sociale di mercato e ad attuare le riforme nel settore della sanità , sistemi pensionistici , mercati del lavoro e sistemi di tassazione . Per noi , una maggiore spesa pubblica non è la risposta , noi rifiutiamo spese sconsiderate di soldi dei contribuenti . Abbiamo bisogno di stimolare la produzione industriale , l’imprenditorialità e l’innovazione , in particolare nel settore digitale, collaborando con il settore privato e sostegno alle PMI.  Al fine di guidare gli investimenti, abbiamo bisogno di banche sane e responsabili che possiamo controllare legalmente in caso di rischi irresponsabili. Ma mentre lotta per un’economia competitiva e innovativa, vogliamo anche a preservare l’ambiente: l’Unione europea deve essere il capofila in tecnologie senza emissioni di carbonio , mantenendo i prezzi dell’energia a prezzi accessibili . Lotta contro la frode fiscale , l’evasione e l’elusione fiscale sarà anche una delle nostre principali priorità per gli anni a venire». In sintesi la ricetta dei popolari è evitare ulteriori debiti e mantenendo una spesa pubblica controllata, utilizzandola evitando gli sprechi.

Il terzo punto del programma è dedicato ai giovani, all’alfabetizzazione digitale, al rafforzamento dei programmi per la mobilità, che, senza le negoziazioni imposte dall’europarlamento, sarebbero spariti nell’ultimo budget approvato.

Infine, nel documento si parla anche di sicurezza per i cittadini europei e politica estera in un mondo sempre più globalizzato.

La libera circolazione delle persone all’interno dell’Unione europea è un grande risultato , non solo in termini di libertà, ma anche in termini di sicurezza: avendo abolito le frontiere interne c’è  un controllo più severo delle frontiere esterne comuni, attraverso la politica di Schengen. I popolari hanno intenzione di rafforzare la cooperazione tra i paesi dell’UE in materia di gestione delle frontiere, per mostrare solidarietà con i paesi che si trovano sulla linea del fronte dei flussi migratori. Secondo il gruppo si devono affrontare i problemi del riciclaggio di denaro e la corruzione. Infine, la lotta contro la criminalità organizzata e il terrorismo è anche una delle priorità del partito. Per quanto riguarda la politica estera, secondo il PPE, nella prossima legislatura, l’UE dovrà rafforzare  le capacità estera, di sicurezza e di difesa dell’Europa, migliorando la sua capacità di agire nel mondo e nel cyberspazio. La posizione del gruppo è prudente su ulteriori allargamenti ma resta viva l’intenzione di creare partnership strette con i paesi che circondano l’Europa , per creare un quartiere prospero , democratico e stabile . E’ importante costruire un partenariato transatlantico di fiducia ma anche di rafforzare le nostre relazioni commerciali con i paesi dell’America Latina e dell’Asia .

 Secondo gli ultimi sondaggi disponibili,commissionati da Vote Watch Europe,  il PPE è al 28,10 % con 211 seggi, primo gruppo, seguito dal partito socialista al 27,43% con 206 parlamentari.

 

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