venerdì, Maggio 7

Povertà infantile: una nuova crisi?

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Grecia-crisi

 L’agenzia per i minori delle Nazioni Unite ha dichiarato in un suo rapporto che nel 2008 in Grecia il tasso di povertà infantile si è duplicato in maniera esponenziale e riguarda due bambini su cinque, in particolare nella regione Mediterranea.

 Secondo questa ricerca, in Grecia nel 2012  il 40,5% dei minori viveva in povertà e questo era il più alto livello registrato nei 41 Paesi più influenti del mondo. Secondo i dati dell’ Unicef nel 2013 in Grecia ed in Spagna  molti bambini vivevano al di sotto della soglia di povertà ed era una situazione che si protraeva dal 2008. I soggetti più interessati all’incremento del livello di povertà sono i minori migranti, con percentuali  del 35% rispetto al 15% degli altri minori.

 L’Unicef volendo avere una visione più profonda di questa situazione nel 2014 ha istituito una commissione The Health Behaviour in School-aged Children (HBSC) per analizzare lo stato di salute dei bambini greci dagli 11 ai 15 anni. «I risultati sono istruttivi», ha affermato l’Unicef: «nonostante i grandi sforzi delle famiglie per isolare i loro figli dalle gravi conseguenze della recessione, i dati hanno rivelato come i bambini siano consapevoli dei problemi che affliggono la realtà che li circonda».

 «Gli intervistati che dicono che la situazione economica delle loro famiglie non è migliorata, sono balzati dal 7,2% del 2006 al 14,5% del 2014. Questi bambini sono evidentemente sensibili alle conseguenze della recessione e sono consapevoli dell’aumento di stress dei loro genitori causato dai tagli e dai licenziamenti. Questa situazione ha incrinato i rapporti familiari, il 27% degli intervistati rivela che all’interno della sua famiglia ci sono tensioni e liti. Solo il 3% degli intervistati tra il 2006 e il 2014 è attualmente soddisfatto dei rapporti con la sua famiglia, e solo il 10% è soddisfatto della sua vita nel complesso».

 Giorgio Protopapas, direttore generale del centro SOS Villaggio dei Bambini, ha risposto alle nostre domande riguardo il livello di povertà infantile e ci ha anche aiutati a guardare la realtà delle cose attraverso gli occhi di un bambino. SOS Villaggio dei Bambini è un’associazione creata per i minori bisognosi di cure e aiuto, molti sono orfani, altri non hanno fissa dimora. Questo centro sostiene i bambini, li accudisce, li aiuta a costruire il loro futuro e contribuisce allo sviluppo della comunità. Nel 2008, 23 su 41 Paesi analizzati hanno visto alzarsi il livello di povertà infantile, in testa c’è l’Islanda seguita dalla Grecia, la Lettonia, la Croazia e l’Irlanda, dove il tasso è aumentato del 50%  rispetto i livelli pre-crisi. Nel caso della Grecia il tasso di povertà infantile è balzato di 17,5 punti portando il 23% del 2008 al 40,5% del 2014 e questo non ha fatto altro che aumentare i dislivelli già esistenti, privando i bambini di ogni cosa.

 Ci sono famiglie che non riescono a sostenere i loro figli e si rivolgono a voi? Sono molte le famiglie con un solo genitore?

 Negli ultimi quattro anni, un centinaio di famiglie ci hanno contattato poiché non riuscivano a sostenere economicamente i loro figli. In particolare nel 2009 abbiamo aiutato 100 famiglie e attualmente sosteniamo 1.120 famiglie e il 35% di queste sono monoparentali.       

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                            Quanti genitori vi chiedono un sostegno economico e quanti vi affidano i loro figli?

 Tutte le famiglie che sosteniamo hanno esigenze differenti, tutte causate dalla crisi economica. Nel 2012 abbiamo avuto alcune richieste da famiglie che volevano affidarci i loro figli, proprio a causa delle difficoltà finanziarie e in alcuni casi, specialmente quando si trattava di famiglie con un solo genitore, siamo stati felici di soddisfare le loro richieste. Per questo abbiamo creato Centri per il Supporto dei Minori e le loro Famiglie in sei città con il sostegno della Fondazione Stavros Niarchos.

 In che modo aiutate i genitori che si rivolgono a voi?

 Forniamo ai genitori e a tutta la famiglia consigli e assistenza materiale e in casi eccezionali diamo loro supporto finanziario per pagare l’affitto o la bolletta della luce. Per i bambini che ne hanno bisogno forniamo supporto psicologico o psichiatrico, logopedia, educazione speciale, sostegno allo studio e attività ricreative.

 In che percentuale le richieste provengono da famiglie Greche e in quale da famiglie di lavoratori migranti?                                                                                                     

Ad Atene il 65% delle famiglie sono greche mentre nelle altre città l’85%.

 Come sono cambiate le cose dopo la recessione? E quale è stata la reazione dei genitori nei primi anni di crisi, e ora, la situazione è cambiata?

 I primi anni hanno portato notevoli difficoltà nell’affrontare la vita di tutti i giorni e ancora oggi si avvertono gli strascichi. Prima i genitori erano rassegnati a loro stessi e si sentivano abbandonati ma, con l’avvento di nuovi attori sociali interessati in vari settori, dal sostegno finanziario all’orientamento professionale, hanno preso più consapevolezza di loro stessi e hanno capito come gestire le situazioni difficili.

 Raccontaci un caso particolare.

 La collaborazione tra la famiglia X e il Centro di Supporto per i Minori e le loro Famiglie di Atene è incominciato nel marzo 2012, dopo la richiesta da parte della scuola frequentata dai bambini. I genitori di questi bambini erano morti nel 2008 e la custodia di K. di 12 anni e Tz. di 11 anni era stata affidata alla nonna. Questo nucleo familiare percepiva 330 euro al mese di pensione del padre, 88 euro ogni due mesi (una indennità per i minori rimasti soli) e vivevano in un appartamento in affitto dove pagavano 220 euro al mese. K. è stato aiutato dal Centro con terapie psicologiche e sostegno allo studio mentre suo fratello Tz. ha usufruito  di un supporto scolastico ed entrambi partecipano a vari laboratori ed attività ricreative. La loro nonna riceve consigli e sostegno materiale ( cibo,vestiti e materiale scolastico).Inoltre ogni tanto paghiamo loro la bolletta della luce.

 Come reagisce un bambino davanti all’incapacità di essere sostenuto da un genitore? E quali sono gli effetti sulla vita quotidiana di un bambino?

 Le reazioni dei bambini variano a seconda dell’età e dei loro casi specifici. Di solito il primo sentimento è l’ansia, ma poi cercano in tutti i modi di sostenere i genitori e aiutarli a risolvere le difficoltà del momento. Purtroppo, in queste situazioni molte volte i genitori perdono interesse per i loro figli e i bambini, sentendosi trascurati, imboccano strade sbagliate e non riescono più a perseguire i loro obiettivi scolastici. Percepiscono insicurezza e hanno bisogno di una figura che li supporti e qui si rivela necessario un aiuto psicologico.L’impatto sulla loro vita quotidiana dipende molto dagli stati d’animo e i rapporti con i loro genitori.

 

Traduzione a cura di Marzia Quitadamo

 

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