domenica, Aprile 18

Povertà e violenza nello Stato di Guerrero L'allarme dopo la sparizione di alcuni studenti della Ayotzinapa: "E' uno Stato fallito. Serve una svolta"

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Guerrero

Guerrero ormai non è più descritto con aggettivi che fanno riferimento alla rilevanza della sua geografia come nell’epoca Preispanica, durante il Viceregno. Non si cantano più le bellezze della ‘Perla del Pacifico’, del ‘Triangolo del sole’, della Sierra enigmatica o della Montagna colma di tradizioni. Ciò che è stato riconosciuto come Stato libero e sovrano il 27 ottobre 1849, oggi è definito solo in numeri… negativi.

Guerrero è il secondo Stato più povero del Messico, secondo le ultime due relazioni (2010 e 20012) del Consejo Nacional de Evaluación de la Política de Desarrollo Social (Coneval). I suoi abitanti, secondo il censimento del 2010, sono poco più di 3 milioni, solo il 3 per cento della popolazione complessiva del Messico; in compenso lo Stato ha il 9,2 per cento di poveri del Paese  – definiti in condizioni di ‘povertà estrema’ dall’Instituto Nacional de Estadística y Geografía (INEGI). Guerrero è la dodicesima area più popolata delle 32 che costituiscono la Repubblica.

Acapulco possiede il primato della città più violenta del Messico, ed è anche la terza a livello mondiale per la medesima ragione. Acapulco ha la media è di 113 omicidi ogni 100 mila abitanti, secondo le stime del Consejo Ciudadano para la Seguridad Pública y la Justicia Penal relative al 2013. Nello Stato, situato nella parte meridionale del Paese, operano quattro dei nuovi cartelli della droga che si disputano il territorio messicano. In quella regione, inoltre, convivono violentemente alcuni gruppi separati in seguito all’arresto e alla morte di narcotrafficanti come Arturo Beltrán Leyva (2009) o Edgar Valdez ‘La Barbie’ (2010).

I porti di Guerrero in cui hanno ormeggiato le loro navi i ‘conquistadores’, cercatori d’oro e commercianti attratti dal nuovo continente, e che più tardi hanno aperto le porte ai milioni di turisti che hanno invaso il Messico dagli anni Cinquanta in poi, sono stati ugualmente strategici per il traffico di droga verso la fine del secolo scorso, in auge dall’inizio del secondo decennio di questo secolo.

Guerrero è uno Stato fallito”, dice il professore della Universidad Autónoma de Guerrero (UAG) Ernesto Ortiz Diego. Laureato in Sociologia alla Universidad Iberoamericana, con master e dottorato in Pubblica Amministrazione e un altro dottorato in Letteratura, dalla sua casa di  Tixtla – un Comune nella regione Centro de Guerrero -, Ortiz Diego non vede altra soluzione: il Senato della Repubblica tolga il potere al Governo oppure il GovernatoreÁngel Aguirre Riverorinunci all’incaricocosì da insediare un  Governo provvisorio, come prevede la legge degli Stati Uniti Messicani.

Una soluzione, secondo il docente, urgente, oramai, dopo la sparizione di 43 studenti il 26 settembre scorso, e l’uccisione di 6 persone, per opera della criminalità organizzata che ha usato agenti della Polizia cittadina come complici, per sequestrare i giovani della Escuela Normal Rural ‘Raúl Isidro Burgos’ di Ayotzinapa, un paese appartenente al Comune di Tixtla. «In questo momento, la priorità del Governo della Repubblica e di tutto il Gabinetto di Sicurezza, è quella di cercare i giovani studenti di Ayotzinapa», ha annunciato il Presidente messicano Enrique Peña Nieto.

Fondata nel 1926 come parte di un sistema di scuole rurali normali, che secondo il Governo federale avrebbe portato l’educazione alle masse, la Escuela Normal de Ayotzinapa, che forma maestri, si è ribellata con la medesima forza dei movimenti guerriglieri dell’epoca. Alcuni personaggi delle rivolte storiche si sono formati nelle aule di questa scuola. I più importanti, Lucio Cabañas Barrientos, fondatore del Partido de los Pobres, e Genaro Vázquez, attivista della Asociación Cívica Nacional Revolucionaria sono stati leader di una straordinaria partecipazione sociale negli anni Sessanta.

Così, la Normal Rural de Ayotzinapa ha in sé i geni della ribellioneQual’è la differenza tra quelle lotte e quelle che adesso stanno vivendo gli studenti, a oltre mezzo secolo di distanza dai movimenti guerriglieri? Il massacro di Iguala, infatti, è avvenuto nel contesto di una manifestazione degli studienti della Normal contro la riforma scolastica, e per celebrare il 46esimo anniversario del massacro di Tlatelolco del 2 ottobre 1968, quando oltre 300 giovani vennero uccisi dai reparti speciali dell’Esercito e della Polizia poco prima dell’inaugurazione delle Olimpiadi di Città del Messico.

La differenza è data dai cartelli della drogadall’insicurezzadallo Stato fallito, incapace di esercitare una funzione di controllo e la connivenza tra delinquenza e autorità. Sono queste le cause identificate dal sociologo Ortiz Diego. L’intensità del fenomeno della delinquenza raggiunge l’apice di questi ultimi 100 anni, secondo studi della Universidad Nacional Autónoma de México, in questo 2014, e la causa sta nella crisi di sicurezza che ha dovuto affrontare questo Governo.

Le ricerche dei 43 studenti della Ayotzinapa proseguono, vengono cercati in tutto il territorio dello Stato di Guerrero, con la speranza di trovarli ancora vivi. Nei primi giorni di ottobre sono stati trovati 28 cadaveri in cavità del suolo di Iguala, le cosiddette ‘narco fosse’ o ‘fosse clandestine’, che secondo la giustizia federale non sono degli studenti. ‘Ayotzi vive, la lotta continua’, hanno gridato più di 20 mila persone l’8 ottobre in una marcia a Città del Messico, organizzata per reclamare giustizia per queste sparizioni. Le ricerche continuano nello Stato di Guerrero. Il 16 ottobre sono state trovate altre sei fosse.

Ángel Aguirre, il Governatore, vorrebbe far scomparire Ayotzinapa”, sostiene il cattedratico dell’Universidad Autónoma de Guerrero. Ma aggiunge anche che gli risulterà difficile, perché vi studiano 500 alunni che desiderano essere maestri. Ortiz Diego riconosce che la Normal Rural deve cambiare. “Bisogna trasformarla, insegnare informatica o un’altra professione. Adesso l’educazione non è molto buona, il livello degli insegnanti non è molto alto. Sono di Sinistra e non hanno letto Marx o Engels”, dice Ortiz Diego. “Tuttavia, il basso livello accademico di Guerreronon è appannaggio esclusivo della Normal Rural de Ayotzinapa”, aggiunge. “Nella Universidad Autónoma de Guerrero il livello è basso, il 5 per cento dei professori non possiede un profilo universitario, non si fa ricerca e la divulgazione è assente. In questo Stato, se non sei un burocrate o un piccolo commerciante, non hai altre possibilità; allora il narcotraffico è più facile, è una fonte d’impiego e anche per tale motivo molta gente vi si dedica”.

L’indice della povertà del Coneval stima che nello Stato di Guerrero vivono 760 mila persone vulnerabili per carenze sociali. Nel 2012, secondo il medesimo studio, 2 milioni e 442 mila persone si trovavano in condizioni di povertà.  Un milione e 331 mila di esse, in povertà ‘moderata’ e 1 milione e 111 mila in povertà ‘estrema’, con più di tre carenze. La valutazione nazionale considera carenze, il ritardo scolastico, i servizi di salute, la previdenza sociale, la qualità dell’abitazione e l’accesso ai generi alimentari.

Nel 2010, specifica la relazione annuale ‘Informe Anual Sobre la Situación de Pobreza y Rezago Social’, realizzata dal Governo Federale, Iguala – per esempio – aveva 38 mila e 909 persone di età superiore a 15 anni con livelli di educazione base (elementari- scuole medie) incompleta. Ad Acapulco, la città più grande e abitata di Guerrero, vi sono più 217 mila persone nella medesima condizione per quanto riguarda l’istruzione. Le abitazioni di terra, come rileva la statistica, sono frequenti in cinque dei Comuni principali, uno di essi è la capitale dello Stato, Chilpancingo.

È necessario elevare il livello culturale delle masse, manca istruzione, i tassi di analfabetismo sono molto alti”, spiega il cattedratico intervistato. Ortiz Diego, che collabora anche con la radio universitaria della principale casa di studi di Guerrero, si occupa della educazione letteraria degli studenti. “Bisogna alfabetizzare, fare in modo che si alzi il livello d’istruzione, che abbiano la capacità di analisi per comprendere un libro o un giornale per sapere cosa sta accadendo”.

La gente nello Stato di Guerrero vive con timore e adesso convive con l’attività dei narco: le persone si abituano, restano in silenzio per paura delle rappresaglie. La causa, dice il cattedratico, è che la criminalità organizzata è infiltrata ovunque ed è sempre peggio. “È entrata nelle scuole, paga campagne e lavora in complicità con i Governi, non è un caso che la situazione sia così problematica”, deduce. La sua speranza, come quella di molte persone in Messico, è “che gli studenti siano ritrovati vivi, che si formi un nuovo Governo con persone che abbiano una formazione accademica e politica e un’etica di servizio pubblico, che si propongano nuove strategie per sconfiggere la povertà e il ritardo nell’istruzione nello Stato di Guerrero; affinché ci sia governabilità”.

Il Governo messicano accusa della sparizione dei 43 studenti il gruppo criminale autodenominato Guerreros Unidos, che opera in diverse aree di Guerrero. Secondo le indagini, il Sindaco di Iguala, José Luis Abarca, è implicato nel crimine. Dal 30 settembre i membri del suo Consiglio comunale gli hanno concesso un congedo dall’incarico, poiché il membro del Partido de la Revolución Democrática (PRD) è fuggito. José Luis Abarca, prima di scomparire, si è giustificato dicendo che si trovava in una festa quando è avvenuto l’attacco agli studenti della Ayotzinapa.

Traduzione di Marco Barberi

 

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