domenica, Aprile 11

Potere chiavi in mano Orgasmo da onnipotenza: Cosentino e le chiavi del Parco della Reggia di Caserta

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camera letto reggia 

 

Come un fiume carsico di propensione all’ossequio, scorre nel sottosuolo italiano una vecchia abitudine, probabilmente derivante dalla dominazione spagnola, che, non dimentichiamoci, ha riguardato tanto il meridione, quanto anche il Nord (ripescate dalla memoria ‘I Promessi Sposi’).
Ora siamo tutti là a tuonare contro l’ultimo  -in ordine di tempo- geyser che ha fatto venire in superficie il sunnominato fiume carsico, ovvero la scoperta che un ex potente, ormai in carcere  -ma lo sappiamo bene che, anche dal carcere, si possono orchestrare i fili degli intrallazzi-, aveva le chiavi di ben tre cancelli laterali della Reggia di Caserta.

Lo stile della stalla chiusa dopo la fuga dei buoi ha fatto sì che i responsabili (ovvero quegli stessi, o contigui, che forse chiudevano un occhio dinanzi alla distribuzione di queste chiavi fra i potentiores) si siano precipitati a cambiare le serrature.

A parte che la malizia soffia nell’orecchio che anche di nuove chiavi sia possibile fare copie, la vicenda è la dimostrazione lampante che, a chi ha uno scettro, grande o piccolo, sia possibile accedere a privilegi impossibili alla generalità della gente, come avere il Parco di una Reggia straordinaria a disposizione del proprio jogging, in orari non consentiti al pubblico.

Un modo come un altro per sentirsi vicini al ruolo regale, all’ebbrezza di essere più eguali degli altri.

E chi ci dice che lo stesso politico, o altri, vista la facilità con cui si realizzava l’equazione potere/privilegio, non potesse usare la Reggia, oltre che come percorso di allenamento e di eliminazione delle tossine da stress, anche come (insospettabile) garçonniere quale cornice eccitante per le proprie avventure galanti?

La decadenza che patiscono i valori, e che si legge anche nella scarsa manutenzione di simili gioielli del passato, avrebbe certamente incoraggiato una tale fantasticheria da parte di qualche rozzo tenutario del potere.

Il baldacchino giallo oro della camera da letto nell’appartamento del Re nella Reggia può far scattare l’uzzolo di sentirsi Re accanto ad una bella maggiorata, esilarata da un’avventura così insolita …

Ma queste sono mie ipotesi, anche se, per lo più, abbiamo fatto esperienza di quanto la realtà superi la fantasia e come questi nani politici  -e non mi riferisco all’altezza, bensì all’etica-, affetti da orgasmo di onnipotenza, escogitino ogni spregiudicatezza per rimarcare il loro ruolo di baciati dalla sorte.

Lo fanno per far sapere ai cittadini ‘costretti a votarli’ (vuoi per sopraffazioni camorristiche, vuoi per effetto del Porcellum, vuoi, ancora, perché aspirano a emularli, nel proprio piccolo), che a loro è consentito tutto: sono uomini che, come nella pubblicità di qualche anno fa di una nota marca di dopobarba, non devono chiedere mai.

Infatti, nel caso di Nicola Cosentino, ex Sottosegretario alle Finanze, oggi secretato in carcere (ma lo sapete che un Tribunale nel Casertano è locatario di uno stabile di proprietà della società dei suoi fratelli?), non fu lui a chiedere le chiavi, oppure sì, ma non trovò resistenza, anzi complicità, da parte dell’ex Prefetto di Caserta, Ezio Monaco.

La notizia fa il paio con un’altra, che viene da una provincia limitrofa a quella di Caserta, Benevento, e che vede protagonista un Prefetto, stavolta in servizio.
Per darvi un’informazione asettica, farò parlare l’Agenzia di stampa ‘ANSA‘ delle ore 10:48 del 15 aprile scorso: «L’attuale prefetto di Benevento, Ennio Blasco, è stato arrestato dalla Guardia di Finanza in un’inchiesta su presunti episodi di corruzione relativi a certificazioni antimafia di imprese di vigilanza privata quando era prefetto di Avellino fra il 2009 e il 2011. Blasco è stato posto agli arresti domiciliari. Coinvolti anche tre imprenditori: Antonio Buglione, rapito nel 2010, è indagato. Arresti domiciliari sono invece stati notificati a Erasmo Caliendo, cognato di Carlo Buglione, fratello di Antonio e anch’egli arrestato oggi. Caliendo sarebbe stato – secondo gli investigatori – in stretto collegamento con il prefetto. Per favorire le imprese di vigilanza privata dei fratelli Buglione, il prefetto Blasco avrebbe accettato gioielli, viaggi, un’auto con autista per i suoi spostamenti e finanche il pagamento di spese di lavanderia»

In cambio di tali benefit, il Prefetto Blasco avrebbe concesso «facilitazioni all’apertura di istituti di vigilanza privata dei fratelli Buglione nelle città dove aveva esercitato le funzioni prefettizie».

Non poche città, visto che, oltre a Avellino e Benevento, Blasco ha avuto sedi a Isernia e, (come viceprefetto), a Napoli.

Anche questo comportamento ha un sapore di camorra in colletto bianco, del tutto avulsa da quella tradizione prefettizia che parlava di incorruttibilità e d’integerrimo senso del dovere.

A che punto della strada, che ebbe come pietre miliari il mitico Prefetto Cesare Primo Mori o Carlo Alberto dalla Chiesa si è perso il senso dello Stato, la consapevolezza di essere il volto della Repubblica nella propria Provincia di competenza?

D’altronde, a che punto della strada c’è stato il tracollo della pubblica fede che ha portato da De Gasperi all’Innominato; da Ferrari Aggradi a Cosentino?

I tempi son cambiati e il termine ‘galantuomo’ si è svuotato di significato.

Purtroppo, donne di Governo ai tempi dell’infanzia della Repubblica non ce ne furono, dunque è difficile fare paralleli, anche se i nomi di Lina Merlin, Nilde Iotti, Maria De Unterrichter Jervolino, Filomena delli Castelli, Tina Anselmi  -i primi che mi vengono in mente- ci dicono qualcosa … e il loro impegno per la comunità pure: altro che borse Gucci e tacco 12!

Niente auto di servizio, per loro (persino quando erano disponibili) per fare shopping … come trapelava dai giornali di questi ultimi anni fosse costume di certe sciurette dall’ambizione di arbitrae elegantiarum e non di legislatrici memorabili.

Le chiavi del potere servono, in fondo, a chiudere fuori a doppia mandata i cittadini e il concatenarsi di cerchi magici depaupera il Paese della sua dignità.

 

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