lunedì, Settembre 20

Post elezioni in Venezuela: quali prospettive?

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Greg Wilpert e Alejandro Velasco insieme con Paul Jay fanno un’analisi politica delle elezioni in Venezuela, conclusesi in tarda serata di ieri con i primi risultati, non da exit pool. Il presidente Nicolas Maduro ha accettato i risultati ufficiali che vedono l’opposizione al Governo del nuovo Paese e quindi come vincitrice. Maduro dice che il Partito della controrivoluzione ha vinto e per questo merita di reggere le sorti del Venezuela. I Partiti di opposizione anti-chavista hanno vinto a super maggioranza in Assemblea nazionale, cosa che potrebbe portare alla rimozione di Maduro dal suo incarico.

La coalizione MUD (Mesa de unidad democratica) sfiora il 60% dei voti e ottiene per ora 99 seggi su un totale di 167 nell’Assemblea nazionale (altri 19 seggi sono ancora da assegnare, quindi l’opposizione potrebbe superare la soglia dei 100 seggi con una nuova Assemblea a maggioranza qualificata dei tre quinti).  Il Presidente venezuelano riconosce la sconfitta perché secondo lui ha vinto la Costituzione e la Democrazia nel Paese. Il Partito al potere PSUV (Partido Socialista Unido de Venezuela) è ridotto a meno della metà dei seggi degli avversari, per la prima volta dopo 17 anni di predominio alle elezioni in tale Nazione, ma il distacco potrebbe aumentare per via dei seggi ancora da assegnare.

Solo a notte fonda di ieri, dopo ore di attesa, la Commissione Nazionale Elettorale (CNE) ha dato i primi risultati. La MUD, la coalizione unitaria dell’opposizione, ha ottenuto 99 seggi, il PSUV di Maduro 46. Nessuno prevedeva che ci sarebbe stata una vittoria dell’opposizione così ampia, ma già prospettata dai sondaggi. Una vittoria non è del tutto facile da gestire causa la drammatica crisi economica e per attuare misure drastiche e immediate non volute né dal Presidente, né dall’opposizione.

(tratto dal canale ‘Youtube’ di ‘The Real News‘)

 

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