martedì, Maggio 18

Portovenere, una storia di sapori

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Non poca polemica ha suscitato lo spot della Regione Liguria proposto all’ultimo Festival di Sanremo appena concluso. Il Presidente della Regione Giovanni Toti si è detto soddisfattissimo, sostenendo di voler portare la Liguria intera «al centro della vita economica e sociale di questo Paese». Peccato che di Liguria nello spot ne appaia ben poca. Infatti, quasi tutte le vedute proposte nei 40 secondi di pubblicità, raffigurano -quasi nella totalità- scorci delle Cinque Terre, come se la Liguria iniziasse a Riomaggiore e finisse a Monterosso.

 Twitter si è scatenato. Migliaia sono i cinguettii che sono stati pubblicati a seguito della messa in onda dello spot. Per non parlare di quando Carlo Conti ha dichiarato che «La Liguria è bella dalle 5 Terre a Ventimiglia», dimenticandosi di tutta la provincia di La Spezia, che comprende anche le splendide perle di Portovenere, Lerici, e che arriva fino al confine con la provincia di Massa Carrara. Una dimenticanza che gli è costata cara sui social.

Il Golfo dei Poeti,  terra meta di turisti da tutto il mondo, di cui il Festival si è tristemente dimenticato. Un lembo di terra varcato da sommi poeti e artisti che hanno contraddistinto la cultura italiana, a partire dal Trecento con Dante Alighieri e Francesco Petrarca che già lodavano questo pezzo di Liguria.

Un ‘Golfo dei Poeti’ non a caso, dato che è stato grande fonte d’ispirazione, riscontrabile nei romantici versi di Percy Bysshe e Mary Shelley, Lord Byron -al quale è dedicata la grotta antistante la celebre Chiesa di San Pietro a Portovenere-, Virginia Woolf, Pier Paolo Pasolini, Eugenio Montale, Salvatore Quasimodo, Mario Soldati, Indro Montanelli, Gabriele D’Annunzio, Filippo Tommaso Marinetti, Attilio Bertolucci… tutti si fermano a lungo e scrivono agli amici, invitandoli a raggiungerli in questo ‘luogo ideale’. Persino nel celebre dipinto ‘La Nascita di Venere’ del Botticelli, sembra che in basso a destra, accanto alle gambe della Dea, vi siano le coste di Fezzano e Marola e -in lontananza- quelle dell’isola Palmaria.

Terre di mare e di pescatori. Tra queste, Portovenere ancora conserva i tratti della tradizione. Sembra che tutto si sia fermato, congelato. Per esempio le case a picco sul mare, vengono tutt’oggi pitturate l’una diversa dall’altra perché un tempo permettevano ai pescatori che tornavano a casa, di vedere già da lontano se la loro casa era stata attaccata o meno dagli invasori o dai pirati. Le tre torri che circondano il Paese, riportano ancora la scritta ‘Colonia Ianuensis 1113’ (Colonia Genovese 1113), e le misure di capacità che calcolavano il costo d’accesso al Paese, sono ancora perfettamente conservate.

Il paese sembra come assopito, addormentato, e conserva ancora il sapore dei tempi che furono. Sapori che si ritrovano ancora sulle tavole dei liguri, a partire dal pesto, all’olio, al vino, alla pasta. Gusti e profumi di tradizione, che oggi vengono riscoperti anche grazie ad un’attenzione maggiore dei consumatori al Made in Italy e al Chilometro Zero.

 

Un viaggio, quindi, nei sapori, nei colori e nelle coste a strapiombo sul mare, per trovare quella parte di Liguria dimenticata al Festival di Sanremo. Chi parla è Paola Sanna, storica commerciante de ‘La Cambusa’ di Portovenere, che ha fatto del suo amore per la cucina e per le prelibatezze del territorio, un vero lavoro.

 

Che significato ha la tradizione per Portovenere?

Portovenere è un piccolo borgo, un angolo di paradiso ancora -e per fortuna- del tutto incontaminato. Tutto è rimasto com’era e probabilmente è questo che attrae turisti da tutto il mondo. E come dargli torto?! La Chiesa in fondo al paese attira ogni anno migliaia di coppiette innamorate che decidono di legarsi per la vita, proprio dove un tempo sorgeva il tempio dedicato alla Dea Venere.. che poi da il nome al Paese, ‘Portus Veneris’, il porto dedicato alla Dea Venere. La tradizione, quindi, in ogni forma, sia dal paesaggio ancora intatto, sia nei piatti della nostra quotidianità. E penso che questa la ricetta giusta: la ricerca dei gusti di una volta, la genuinità e la tradizione. I turisti che tornano nel paese, che tornano a trovarci, ne sono la conferma.

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