martedì, Settembre 21

Porto Rico 51° Stato USA?

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Da Stato libero associato agli USA a 51esimo Stato USA. Questa sarebbe l’ambizione del 97% dei portoricani, espressa nel corso di un referendum consultivo boicottato dalla gran parte dei cittadini dell’isola  -solo 22,7% dei 2,2 milioni di aventi diritto è andato alla urne.  Ora sarà il Congresso USA a dover decidere.

Il Governatore, Ricardo Rossello, che aveva fortemente voluto il referendum, ha elogiato il risultato come un chiaro messaggio a Washington per porre fine a quello che ha definito come unregime coloniale’ ‘indegno’ per l’isola. «Oggi i portoricani rivendicano gli stessi diritti dei cittadini americani», ha detto il Governatore. Come Stato libero associato agli USA i portoricani non hanno il diritto di votare per il Presidente degli Stati Uniti, né per il Congresso.
Rossello, definendo il risultato del referendum ‘storico’ per la statualità,  ha detto che sarebbe ingiusto se la decisione di portoricani restasse lettera morta,«sarebbe una grande contraddizione richiedere democrazia in altre parti del mondo, senza rispondere al legittimo diritto di autodeterminazione politica di Porto Rico».

La bassa affluenza sarebbe anche causata dalla forte migrazione che l’isola ha vissuto; i portoricani sempre più lasciano il Paese per andare a cercare fortuna negli Stati Uniti, dove sarebbero circa 5 milioni. Porto Rico, infatti, è uno Stato fallito. All’inizio di maggio, infatti, lo Stato aveva richiesto la bancarotta assistita poiché deve ai suoi creditori 73 miliardi di dollari.
La crisi finanziaria che ha colpito il Paese si è manifestata prima con tagli al bilancio per l’Università e la Polizia, poi molte istituzioni importanti hanno di fatto chiuso i battenti causa l’indisponibilità di fondi, e la crisi è diventata anche crisi umanitaria.

Puerto Rico, rileva Simon Johnson, economista del Peterson Institute for International Economics, esperto in rischio sistemico, è in mezzo a una delle più gravi crisi del debito mai sperimentate negli Stati Uniti o in qualsiasi Paese sviluppato. Essendo i cittadini di Puerto Rico cittadini degli Stati Uniti, con il diritto di vivere e lavorare ovunque nei 50 Stati della Federazione, ed essendo i mercati del lavoro della regione -in primis Florida- particolarmente forti, è naturale che molti portoricani, che nell’isola non trovano condizioni per una vita dignitosa e sono gravati dai debiti dello Stato, lascino la patria verso questi nuovi mercati. Il che rende sempre più difficile al Paese ristrutturare e sanare il proprio debito.

Quando il debito non è sufficientemente ristrutturato, o quando il grado di austerità imposto è eccessivo, la reazione di qualsiasi popolazione è semplice e completamente comprensibile: cercano di muoversi altrove.
I creditori a Puerto Rico dovrebbero concentrarsi su questo fatto: le persone sono la base fiscale ultima e sono mobili. Qualsiasi tentativo di imporre condizioni onerose o di forzare ulteriormente l’austerità comporterà che più persone a lasceranno l’isola, riducendo ulteriormente la capacità di risanamento del debito di Porto Rico. La riduzione dei servizi e del sostegno all’impresa ridurrà ulteriormente le entrate fiscali. Se Porto Rico non riuscirà ristrutturare il debito e creare le basi per una ripresa economica sostenibile, evidenzia l’economista, il fallimento potrebbe pensare gravemente su alcune istituzioni finanziarie americane.

Puerto Rico ha bisogno di una ripresa dell’attività del settore privato, sostenuta da servizi di governo locale essenziali e da investimenti robusti nell’infrastruttura pubblica. Ciò può avvenire solo dopo che è avvenuta una ristrutturazione del debito sostanziale e globale, o trovando l’accordo con i creditori oppure passando dal fallimento. Se Washington fosse disponibile a destinare risorse extra al Paese, secondo Johnson, tali risorse dovrebbero essere messe a disposizione dopo la definizione della ristrutturazione del debito. E ora il Congresso ha l’altro problema: quello di decidere se rispondere positivamente al desiderio dei portoricani di essere americani.

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