sabato, Luglio 31

Portland: perché Trump vuole la Guardia nazionale? La Polizia militarizzata nelle città può aumentare la violenza e innescare conflitti affermano gli studi, ma l'Esercito è molto più popolare della Polizia

0

Nella notte americana di ieri, gli scontri anti-razzismo hanno fatto una vittima a Portland, in Oregon, città teatro di proteste quotidiane contro la violenza della Polizia dalla morte di George Floyd, lo scorso maggio. Ieri le manifestazioni si sono incendiate dopo che un altro afroamericano, Jacob Blake, è rimasto gravemente ferito da colpi di arma da fuoco sparati della Polizia a Kenosha, nel Wisconsin. «L’unico modo per fermare la violenza nelle città ad alto crimine gestite dai dem èattraverso la forza», ha tuonato, in piena campagna elettorale, Donald Trump, prendendo di mira il sindaco che si rifiuta di chiedere l’intervento della Guardia nazionale.

Immediata la risposta dei democratici, i qualihanno accusato Trump di aver cercato di infiammare le tensioni razziali e di incitare alla violenza a beneficio della sua campagna elettorale. Trump aveva elogiato i suoi sostenitori che si sono scontrati con i manifestanti BLM a Portland, definendoli ‘grandi patrioti!’, e aveva ritwittato il nome del morto insieme alla scritta ‘Riposa in pace’e condiviso i tweet di coloro che accusano il sindaco democratico della città della morte del manifestante.

Schermaglie da campagna elettorale. Ma davvero negli States, e non solo, gli interventi dei federali e degli eserciti sedano i disordini? Secondo i ricercatori la risposta è no, ma di loro la gente si fida.

Tra coloro che hanno studiato la problematica, Angélica Durán-Martínez, professore associato di scienze politiche presso l’Università del Massachusetts Lowell. Secondo Durán-Martínez, laricerca sulla sicurezza pubblica nei Paesi che usano questa tattica rileva che gli interventi federali militarizzati possono avere conseguenze non intenzionali spesso negative. E inviando agenti e soldati federali per reprimere le proteste, gli Stati Uniti fanno parte di una tendenza globale.

Una tendenza globale. Infatti la docente porta gli esempi di diversi Paesi. Dalla Francia all’America Latina (Ecuador, Brasile, Perù, Cile) hanno fatto esperienza di forze di Polizia militarizzate, soldati e in qualche caso carri armati in piazza. In tutti i casi in esame, secondo Durán-Martínez, il dispiegamento di forze di sicurezza da agenzie governative la cui funzione principale è il conflitto armato o la sicurezza nazionale -non la sicurezza pubblica- tende a intensificare, non ridurre, la violenza.

Un esempio eclatante, secondo la docente, è ilMessico, che nel 2006 ha iniziato a inviare soldati e polizia federale per combattere i cartelli della droga. La violenza è salita alle stelle nei luoghi in cui erano presenti le truppe. «Quelle zone erano già pericolose, ma le analisi statistiche mostrano che la violenza è aumentata divenendo di gran lunga superiore a quella che sarebbe stata in assenza di truppe. La mia ricerca a Ciudad Juárez, al confine con il Texas, ha trovato prove che l’Esercito messicano e la Polizia federale hanno persino commesso torture, molestie sessuali e altri abusi».

In America Latina, i ricercatori Gustavo Flores e Jessica Zarkin attribuiscono la conseguente escalation di violenza a una combinazione di cause. I soldati e le forze di Polizia nazionali hanno armi molto potenti e pochi contatti personali con la popolazione locale. Inoltre, sono addestrati non all’allentamento dell’escalation ma al combattimento e spesso hanno una mentalità propria da guerra. Per non parlare dei problemi che si scatenano con la sovrapposizione delle giurisdizioni e delle relative competenze.

Piuttosto può funzionare, in alcuni casi, la cooperazione. «Le agenzie federali possono fornire risorse, intelligence e reti che mancano alla polizia locale. E quando le autorità locali, statali e federali collaborano per coordinare le loro missioni, questi dispiegamenti potrebbero avere successo».

C’è un motivo, però, per cui non di rado viene invocato l’intervento degli eserciti. In molti Paesi l’Esercito è molto più popolare della Polizia. Quindi, in tempi di difficoltà e polarizzazione, i leader nazionali possono trovare politicamente opportuno invocare la credibilità delle forze armate.

Negli Stati Uniti, l’80% delle persone intervistate nel 2018 credeva che i militari «agiranno nel migliore interesse del pubblico», secondo il Pew Research Center. Mentre, il Paese è nettamente diviso sulla polizia. Solo il 33% dei neri americani pensa che la Polizia usi la «giusta quantità di forza», rispetto al 75% dei bianchi americani.

E un magro 38% di tutti gli americani afferma di avere fiducia nei funzionari eletti, secondo Pew. «Simili divari di fiducia tra le forze armate e altre istituzioni governative si riscontrano in Europa occidentale e in America Latina».
Eppure «quando le truppe federali vengono inviate in situazioni instabili, possono effettivamente intensificare il conflitto». Tali schieramenti, avverte Angélica Durán-Martínez, «possono finire per minare la fiducia dei cittadini nell’Esercitolasciando irrisolte le cause alla base delle proteste o dei crimini». Ma ben si comprende perché Trump ne sta invocando l’intervento.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->