domenica, Maggio 9

Porcellum: Grazie, avvocato Bozzi image

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Un gran bell’articolo di Michele Ainis sul ‘Corriere della Sera’ di oggi descrive in modo chiaro ed esaustivo, dunque desolante, la situazione da anno zero della nostra Repubblica, nel rincorrersi dei ‘day after’ a catena iniziati con la decadenza di Silvio Berlusconi  da Senatore.

E’ il turno stavolta, cruciale, di un’altra decadenza, sancita dal parere inappellabile della Consulta.  Quella della legge elettorale più vergognosa del mondo, in vigore in Italia dal 2005, e scusate se è poco.

Una legge voluta fortemente da Berlusconi, concepita ed eseguita tramite il braccio armato della Lega e dello schieramento di cui facevano parte molti che oggi le lanciano contro sanguinosi anatemi ed approvata dal Parlamento senza l’avallo dell’opposizione,  allo scopo preciso di rafforzare ancora di più il potere della maggioranza che avrebbe vinto le elezioni del 2006.
Il cui risultato, scontato, fu a favore del Cavaliere e gli garantì otto anni di Governo, trascorsi senza portare a termine nessuna di quelle riforme che ancora adesso, da extraparlamentare, incongruamente  detta come condizione di adesione al varo di una legge elettorale nuova.

Già il fatto che il nome  ‘Porcellum’, affibbiato alla legge in questione da quel  diabolico, geniale vecchietto di Giovanni  Sartori, non sia stato ricusato con sdegno, ma al contrario accettato praticamente da tutte le forze politiche, sia pure con un ghigno beffardo sulle labbra, la dice lunga sui suoi contenuti in primis, ma soprattutto sull’evidente ritrarsi fulmineo della mano politica che quel sasso ha lanciato. Un sasso ben pesante, se nessuno dei responsabili, cioè il Parlamento tutto con l’eccezione dell’eroe Roberto Giachetti, ancora in sciopero della fame per tener desta l’attenzione di tutti su questo essenziale snodo democratico, ha saputo o voluto rimuoverlo.

La Commissione per studiare la nuova legge, presieduta dalla Senatrice Anna Finocchiaro, per dire, è incagliata su non si sa bene quali problematiche e non da’ segni di vita da mesi.

Dunque ha perfettamente ragione Ainis quando dice che  «È il vuoto politico che ha tenuto a galla per tre legislature una legge elettorale che costituisce di per sé un insulto alla democrazia»
Ma aggiungerei che il vuoto politico è in realtà tutt’altro che un concetto astratto, o una semplice dimostrazione di ignavia da parte delle screditate (o dovrei dire delegittimate?) forze politiche tuttora in servizio, ma è il frutto marcio di una volontà precisa.

E’ infatti un’abitudine ormai inveterata, da parte dei signori inamovibili, quella che antepone alla volontà popolare e a un’opinione pubblica stremata, ignorandola con puntuale pervicaciail bieco calcolo politico sulla gestione del potere per gli anni a venire. Una posta enorme, che ha fatto dimenticare a costoro un piccolo, fondamentale particolare che figura non a caso nell’primo articolo della nostra Costituzione: «La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione»
Un grazie all’avvocato Aldo Bozzi, promotore dell’azione che ha portato al parere definitivo della Consulta. C’è stato bisogno di lui e della sua ostinazione, per farlo finalmente applicare.

 

 

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