lunedì, Settembre 20

Il ponte sullo Stretto che non c’è

0
1 2


Nel 2013 però, l’Eurolink (che aveva vinto l’appalto) non firma il contratto con la Stretto di Messina S.p.A. (la società concessionaria per la costruzione del ponte fondata dalle Regioni Sicilia e Calabria e dall’Anas) e quindi tutto il progetto decade. Inoltre, la Stretto di Messina S.p.A. viene messa in liquidazione da Mario Monti e l’Eurolink chiede un indennizzo di 1,2 miliardi di euro per la mancata realizzazione dell’opera, che si trasformeranno successivamente, per effetto della legge 229/12, in 45 milioni di euro.

Tornando al 2015, il Sottosegretario alle Infrastrutture, Umberto Del Basso De Caro, ha dichiarato all’interno della Camera dei Deputati che bisogna «valutare l’opportunità di una riconsiderazione del progetto del ponte sullo Stretto come infrastruttura ferroviaria previa valutazione e analisi rigorosa del rapporto costi-benefici, come possibile elemento di una strategia di riammagliatura del sistema infrastrutturale del Mezzogiorno». La risposta del Ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio è stata netta: nessun dossier sul tavolo del Ministero; il ponte sullo Stretto non è una priorità, ma comunque non ci sono pregiudizi.

Sembra che Matteo Renzi non sia interessato alla faccenda, ma molti siciliani da noi interpellati sono molto critici nei confronti del ponte sullo Stretto di Messina: “Prima di costruire un’opera così importante”, ci dice una ragazza siciliana di Caltanissetta, “bisognerebbe ricostruire da zero le infrastrutture viarie interne alla Sicilia. Un ragazzo che abita nell’entroterra dell’isola non può raggiungere Palermo o Catania per frequentare l’Università e quindi è costretto a fare il fuorisede nella sua terra natìa”. Le autostrade e le superstrade in Sicilia sono un colabrodo e il pilone caduto sulla rete viaria siciliana che ha diviso l’isola in due è stato un fatto emblematico. “Non è così difficile raggiungere la Sicilia”, continua la ragazza, “e se devo metterci due ore in più per arrivare a casa preferisco però avere delle strade percorribili nell’entroterra. Dopo si può pensare al ponte sullo Stretto di Messina”.

Ma quali sono le novità e le infrastrutture che potrebbero essere effettuate nel secondo Millennio sul ponte sullo Stretto?

Prima di tutto, la Società Elettrica Italiana (S.E.I.) ha proposto l’installazione di pale eoliche sui piloni dell’infrastruttura siciliana: la ventosità sullo Stretto è elevata e la Sei scrive che vorrebbe «dotare i 2 piloni che sosterranno il futuro ponte sullo stretto di Messina con 2 aerogeneratori da 3 MW ciascuno». Per parlare meglio di questo progetto abbiamo intervistato Enrico Banchi, CEO della S.E.I., che ci ha spiegato meglio l’idea delle pale eoliche: “Noi abbiamo condotto uno studio e un’indagine anemologica dello Stretto”, ci racconta il dirigente, “e quindi pensammo che l’idea di mettere le pale sul ponte avrebbe permesso una buona produzione di energia. Questo nostro studio è del 2010: abbiamo fatto dei rendering ipotizzando delle turbine non particolarmente elevate come potenza e come dimensione”.

Queste pale avrebbero una potenza limitata: “Parliamo di pale da 200 Kw”, continua Banchi, “messe in serie sul ponte e installate in direzione Nord-Ovest, con turbine che avrebbero uno spicchio di 45 giri di angolo per orientarsi in direzione del vento. L’ipotesi nasce con la Danese Norwin che aveva fatto esperienze similari a Dubai, a Londra e in Bahrein”. I rotori verrebbero messi a cento metri l’uno dall’altro perché non possono essere posti più vicino di così.

L’idea del ponte è ancora lontana ma uno spicchio di speranza c’è: “Se fosse rilanciata l’idea della costruzione del ponte noi potremmo proporre questo progetto e potremmo proporci come fornitori e realizzatori di queste turbine”, conclude il CEO.

Proprio questo vento, però, provoca dei problemi infrastrutturali importanti: il ponte potrebbe ondeggiare vorticosamente e creare danni ingentissimi se non venisse costruito a regola d’arte. Ma anche l’installazione dei piloni nel mare sarebbe problematica: immettere il cemento a cento metro di profondità nel mare è stata un’idea troppo difficile da realizzare.

Inoltre, nel 1997, l’ingegnere Claudio Gilbo aveva svolto uno studio sulla fattibilità del ponte, proponendo «un attraversamento realizzato con una struttura modulare, costituita da tre ponti strallati con struttura tutta in acciaio, fondata su galleggianti sommersi ed ancorati al fondo. I tre moduli da 1.100 metri, in catena cinematica, formano l’attraversamento stradale e ferroviario di 3.300 metri». Anche questa proposta fu accantonata e sembra che il ponte non possa più riprendere il via.

Certamente un progetto che prevede molti contro e molti pro e che non soddisfa appieno la popolazione. Troppi soldi, troppi appalti che potrebbero essere truccati e infine una ricerca spasmodica di innovazioni che, forse, in zone come quelle provocherebbero solamente uno scempio paesaggistico importante.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->