domenica, Giugno 13

Pompei e il vento di Franceschini field_506ffb1d3dbe2

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Pompei è una realtà storica, culturale, la testimonianza tangibile di un passato comune, quello di Roma e del popolo italico, il solo luogo al mondo dove sia possibile rivivere la quotidianità dell’antica Roma, divenuto patrimonio universale dell’umanità nel 1997.

Dopo l’eruzione il nemico geologico più importante per Pompei è il terremoto. Quello del 1980 provocò notevoli danni alle rovine, rendendo necessaria una totale opera di riassetto; che si avvalsero di un lavoro terminato pochi giorni prima del sisma, consistente nella grande documentazione fotografica di tutte le pitture e decorazioni che furono fotografate e catalogate.

Nella storia secolare dell’antica Pompei i crolli sono stati sempre presenti seppur di lieve entità, per fare qualche numero dal 1994 al 2008 ci sono stati 17 piccoli crolli dovuti a scostamento dell’intonaco, o fenditure di legno, muretti.
La penuria di fondi del nuovo millennio unitamente al problema idrogeologico della zona ha portato nel 2008 al crollo del tetto in cemento armato della Casa del Labirinto, fino all’autunno nero del 2010 dove a partire da novembre crollarono prima la Schola Armaturarum, poi la domus Casti Amanti che vide la luce nel 1987, infine ma non ultimo il muro del viridario della casa del Moralista.

In quel periodo il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi era condizionato dalla cultura della Protezione Civile, inviò pertanto a Pompei commissari straordinari che di fatto espropriarono la Soprintendenza dalla sue prerogative. Ciò non migliorò la situazione, anzi sotto questa gestione commissariale riverificarono gli spiacevoli avvenimenti del 2010. Finalmente finito il tempo dei commissariamenti, la Soprintendenza ha ripreso le sue prerogative .

Nell’aprile del 2011 la Presidenza del Consiglio dei Ministri con il Dipartimento Affari Regionali e il Ministro dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo (MiBACT)  -già Ministero per i Beni e le Attività Culturali (MiBAC)-  elaborarono la proposta tecnica del ‘Progetto operativo 2011-2015 per la tutela e la valorizzazione dell’area archeologica di Pompei’ (Progetto Pompei) a valere su risorse aggiuntive del QSN 2007-2013. Il Progetto Pompei ridefiniva gli interventi inseriti nel Decreto Legge n. 34/2011 convertito il 25/05/11 in legge n.75, del ‘Programma pluriennale di interventi conservativi di prevenzione, manutenzione e restauro dell’area archeologica di Pompei’.

Nonostante il Progetto Pompei i crolli continuarono portando l’Unesco a chiedere all’Italia un rapporto sulla ‘possibile l’iscrizione dei beni nella lista del Patrimonio Mondiale in Pericolo’ che doveva essere presentato entro febbraio 2013. E’ solo di qualche tempo fa la notizia che Pompei non fu inserita nella lista nera deisiti in pericolostilata dall’Unesco nel 2011, concedendo due anni al Governo italiano per salvare l’area archeologica, rinviando al 2013 una sua definitiva decisione sullo stato degli scavi di Pompei, valutando positivamente le notizie fornite dall’Italia, basate principalmente sulla legge del marzo 2011 con cui furono stanziati fondi straordinari per il sito.

Anche l’Unione Europea valutò positivamente il ‘Progetto Pompei’ presentato dall’Italia, disponendo il finanziamento di 105 milioni di euro al fine di consentire la realizzazione di mirati interventi nell’area archeologica. Per il Sito archeologico di Pompei fu emanato un decreto legge n.91 l’8 agosto 2013 convertito nella legge n. 112 del 7 ottobre 2013 chiamato ‘Grande Progetto Pompei’ (GPP).

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