lunedì, Dicembre 6

Polonia, presto un uomo solo al comando? In caso di vittoria, la destra conservatrice potrebbe avviare riforme sul modello ungherese di Viktor Orban

0
1 2


La Polonia rinnova il Parlamento questa domenica. I sondaggi prevedono una vittoria con il 34-36% dei consensi della destra conservatrice e antieuro rappresentata dai populisti di ‘Diritto e Giustizia’ (PiS), al potere nel 2005-2007, che dovrebbe sconfiggere la formazione centrodestra al governo, Piattaforma Civica (Po), accreditata di un 24-27%. Sarebbe la seconda vittoria per la destra in 5 mesi, dopo aver vinto a sorpresa le elezioni presidenziali dello scorso maggio con il suo candidato, Andrzej Duda.

Alle elezioni i cittadini polacchi sceglieranno i rappresentanti di entrambe le camere, rispettivamente 460 deputati e 100 senatori. I seggi nella camera bassa del parlamento sono scelti su base proporzionale. con uno sbarramento al 5% per essere presenti in aula. Per le coalizioni la soglia è più alta e deve raggiungere almeno lo 8% dei consensi. Il Paese è suddiviso in 41 distretti elettorali che assegnano dai 7 e ai 19 seggi  a seconda della loro grandezza. I 100 membri del senato sono eletti invece su base maggioritaria dal 2011. A superare le soglie, del 5% per i partiti e dell’8% per le coalizioni, saranno anche la coalizione Sinistra unita (11%), il Partito dei Polacchi, il Partito Moderno e il movimento del rocker Pawel Kukiz, che si attestano intorno al 6%. Sul piano ideologico, la politica polacca è di fatto un duopolio tra partiti conservatori: Piattaforma civica sta più al centro e in economia tende più al liberismo; Diritto e Giustizia è più destra sociale e in politica estera predilige il legame atlantista. La sinistra classica manca dalla scena ormai da molti anni.

La novità di rilievo di questa tornata elettorale è la prospettiva che tutto il potere potrebbe concentrarsi, per la prima volta da anni, nelle mani di un solo uomo: Jaroslaw Kaczynski, il leader politico di Diritto e giustizia e fratello di Lech, ex presidente e fondatore del partito, tragicamente deceduto nell’incidente aereo di Smolensk del 2010. È lui il vero protagonista di questa tornata elettorale, che vede, almeno davanti ai riflettori, un duello fra due donne: la premier uscente Ewa Kopacz e , indicata appunto dal numero uno di Pis. Degli otto sfidanti che formalmente si contenderanno la vittoria, sono queste le due personalità dal cui confronto dipenderà la sorte del voto: Kopacz, 59 anni, premier e leader di Po, al governo da 8 anni – in coalizione con il Partito dei contadini (Psl) – e la sfidante Szydlo, 52 anni, ex sindaco di un piccolo comune e già tesoriera del Pis, indicata da Kaczynski quale capo del governo dopo la eventuale vittoria alle elezioni del 25 ottobre prossimo.

L’ex premier, per ragioni di strategia, fino a qualche settimana fa è rimasto dietro le quinte, ma è sua la regia dietro la campagna elettorale della candidata Szydlo, come già in primavera per quella del vincitore delle presidenziali, Duda. Conosciuto per le sue inclinazioni demagogiche e nazionaliste, Kaczynski vorrebbe – ne è convinto, ad esempio, un politologo del calibro di Radoslaw Markowski, fra i più prestigiosi del Paese e uno dei massimi esperti della situazione politica polacca – procedere a riforme sul modello ungherese di Viktor Orban. Secondo il politologo, sia Kaczynski sia Orban non prendono in considerazione il fatto che nella democrazia esistano le minoranze, che bisogna rispettare. in più rifiutano i profughi e fomentano le paure della popolazione sul pericolo delle epidemie che questi diffonderebbero. Per questo Markowski ritiene che Szydlo, in caso di vittoria, potrebbe ‘copiare’ nel proprio Paese le riforme introdotte a Budapest, compreso il cambiamento della Costituzione, in ossequio alla volontà del suo mentore.

Secondo il settimanale Polityka l’unica vera domanda di queste elezioni è: «Vuoi che tutto il potere passi a Jaroslaw Kaczynski? Sì o no». Il periodico l’ha pubblicata in copertina, con la foto di Kaczynski sullo sfondo. Per il direttore della testata Jerzy Baczynski, la data del 25 ottobre potrebbe segnare la fine di un quarto di secolo della storia di Polonia, durante la quale il Paese ha fatto i passi da gigante per recuperare il tempo perduto sotto il regime del socialismo reale e ritornare nella comunità dei paesi europei. È inquietante, secondo questa analisi, che Kaczynski, quale «vero ‘Lord Voldemort’ della politica polacca» possa di nuovo rafforzare le energie oscure sempre presenti nelle anime di polacchi. Che si esprimono nella xenofobia e nella diffidenza.

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->