mercoledì, Aprile 14

Polonia: la compagnia energetica nazionale diversifica la fornitura del gas "Per aumentare la sicurezza energetica della regione, storicamente dominata dal gas russo"

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«Questo accordo è il primo contratto PGNiG stipulato nel portafoglio di contratti a medio termine LNG. La maggior parte di essi servirà a fornire forniture di gas diversificate alla Polonia e all’Europa centrale e orientale per aumentare la sicurezza energetica della regione, storicamente dominata dal gas russo». Con queste parole Piotr Wozniak, Presidente del consiglio di amministrazione di PGNiG, la compagnia energetica nazionale polacca, ha annunciato di aver firmato un accordo quinquennale per l’acquisto di gas naturale liquefatto (LNG) dagli Stati Uniti: dal prossimo anno, la Centrica LNG Company Ltd farà ben nove spedizioni di LNG dal terminal Sabine Pass in Louisiana al porto polacco di Swinoujscie, sulla costa del Baltico.

«Il porto di scarico del gas di Swinoujscie» – ha spiegato Wozniak – «consente alla Polonia di acquistare gas naturale liquefatto da qualsiasi parte del mondo via mare. La capacità del terminal è di 5 miliardi di metri cubi ed è possibile espandere le capacità a 7,5 miliardi di metri cubi. Le attività del terminal sono iniziate alla fine del 2015, mentre su base permanente la Polonia compra piccole quantità di gas naturale liquefatto dal Qatar».

La costruzione del terminal di Swinoujscie andava nella direzione di rendere in breve tempo la Polonia un rivenditore europeo di LNG. Secondo Wozniak, questo accordo non è l’ unico che la Polonia sta tentando di concludere per diversificare la sua fornitura di gas: sarebbe in procinto di acquista LNG anche dalla Norvegia. «Inoltre a ottobre PGNiG ha concesso il diritto di pompare 10 miliardi di metri cubi di gas all’anno attraverso un gasdotto che collegherà la piattaforma continentale norvegese con la Polonia nel 2022» ha detto il numero uno di PGNiG. L’ importanza dell’ accordo con la compagnia statunitense sarebbe legata al tentativo di garantire una fornitura di gas affidabile e diversificata,  riducendo sua dipendenza delle forniture di gas dalla Russia.
Il capo di PGNiG, ha inoltre escluso che l’azienda possa stringere nuovi accordi a medio o a lungo termine con Gazprom. Proprio l’ espansione del gas russo nel mercato europeo ha trovato nella Polonia un feroce oppositore. La compagnia nazionale tedesca continua ad intentare diversi processi a Stoccolma contro Gazprom e Gazprom Export per rivedere il prezzo del gas naturale. Anche se, secondo quanto affermato, qualche mese fa, dall’ Amministratore delegato del colosso energetico tedesco Uniper, Klaus Schaefer, le spedizioni statunitensi sono il 50% più costose rispetto ai prezzi di riferimento europei, Varsavia vuole aumentare la sicurezza energetica regionale, smarcandosi da Mosca.

 

Senza contare che la Uniper, figura tra le cinque società energetiche europee, oltre OMV, Shell, Engie e Wintershall, che hanno investito nell’ estensione del gasdotto Nordstream, quello, per intendersi, che dalla Russia arriva in Germania. A questo si affianca il Nordstream 2 che prevede di raddoppiare la consegna annuale russa di LNG alla Germania.

Non è mai stata nascosta dal Comandante in capo americano la volontà di rendere gli Stati Uniti sempre più autonomi e competitivi nella sfera energetica. La Russia è «aggressiva e destabilizzante» aveva detto Donald Trump, a maggio, in visita a Varsavia, riconoscendo al governo polacco il merito di spendere il famoso 2% del PIL per la difesa nella cornice della NATO. Dopo la decisione presa dal Senato USA e in attesa di passare al vaglio della Camera di vendere il sistema anti-missilistico Patriot alla Polonia e la firma da parte della compagnia energetica nazionale polacca di un contratto della durata di cinque anni, l’ obiettivo di sganciare l’ Europa orientale dall’ influenza russa sembra sempre più evidente. Ma quale sarà la prossima mossa di Mosca, in questo clima così ‘freddo’?

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