martedì, Ottobre 19

Polonia e Paesi Baltici: attori di una neo-guerra fredda

0
1 2


Ma come vive questa espansione la Federazione Russa e come si prepara ad affrontarla? Gli addetti ai lavori sono molto divisi su questo tema, ancor più dopo l’incontro Nato-Russia giudicato dal rappresentante permanente per la Russia alla Nato, Alexander Grushko, moderatamente positivo visto l’accordo per avviare un dialogo per la sicurezza dei voli militari sul Mar Baltico. Lo stesso ha tenuto a sottolineare come l’incontro potesse avere anche risvolti maggiormente negativi. Tuttavia il diplomatico russo ha ammesso, che i rapporti tra il blocco Nato e la Federazione Russa non sono così tesi dai tempi della Guerra Fredda. Secondo l’analista Viktor Murakhovskij la Federazione Russa valuta il concreto potenziale militare della Nato e non le dichiarazioni dei leaders e politici di turno, proprio per questo il Dipartimento militare attuerà, entro il 2025, il piano di riforma delle Forze Armate russe che prevede il dispiegamento di nuovi reparti, equipaggiati con nuovi modelli di armi, nel distretto militare d’Occidente. «Vogliono la pace ma si preparano alla guerra, passeranno presto dalla guerra fredda a quella calda» è il commento dell’ex Presidente Mikhail Gorbachev.

Il mondo politico ed istituzionale russo è abbastanza d’accordo sul fatto che non bisogna creare allarmismi, ma allo stesso tempo non accettare le provocazioni di questa espansione. L’ex comandante della Flotta del Mar Nero, attualmente Presidente del Comitato di Difesa alla Duma, l’ammiraglio Vladimir Komoyedov, ha dichiarato all’agenzia di stampa ‘Tass‘: «Io non credo che dovremmo rispondere ad ogni atto dimostrativo che la Nato fa vicino ai nostri confini, ma allo stesso tempo non ho dubbi che dovremmo monitorare, come stiamo facendo, la situazione nella regione del Baltico e nel Mar Nero ed esser pronti a reagire ad eventuali provocazioni con tutti gli uomini a disposizione».  Proprio per questo una Commissione speciale presieduta dal Comandante delle truppe russe del distretto militare Occidentale, Andrei Kartapolov, ha cominciato una ispezione volta a verificare i progressi ed eliminare le carenze nella flotta Baltica russa. Puntano il dito in maniera più diretta e più decisa i partiti di opposizione alla Duma, anche in vista delle imminenti elezioni parlamentari che si terranno il 18 settembre. Il Partito Comunista, secondo partito al Parlamento russo, è sceso in piazza per manifestare il proprio dissenso contro la Nato. Secondo il suo leader, Gennadij Zyuganov, la Nato è il principale nemico della Russia e non si possono tollerare ulteriori passi in avanti dell’alleanza, con la quale l’unico modo per dialogare sarebbe da una posizione di forza maggiore. Il leader comunista, durante una conferenza stampa post meeting, ne ha approfittato anche per parlare di Ue definendola inutile nella forma attuale e senza possibilità di sopravvivenza. Secondo il segretario del kprf, infatti, la Ue dovrebbe lasciare da parte la Nato e l’atlantismo e guardare maggiormente alla Russia come alleato naturale. Molto più diretto, invece, è stato Vladimir Zhirinovskij, leader dei liberal democratici di Russia, che ha dichiarato l’inutilità della Nato ad est e che «in realtà i cittadini dei Paesi Baltici non sono mai voluti esser indipendenti, si sono sempre sentiti cittadini dell’Urss». Il discusso politico russo ha inoltre detto che spera che ben presto su Riga, Tallinn, Kiev e Vilnius sventoli la bandiera russa, augurandosi appunto l’annessione alla Federazione Russa.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire quali possono le conseguenze di questa decisione della Nato di tentare l’allargamento ulteriore ad est. Anche perchè proprio negli ultimi giorni il problema Turchia, Paese strategico per la Nato, rischia di rimescolare le carte e di portare novità sul fronte siriano, decisivo per la Nato che guarda sempre più ad est, con l’obiettivo fissato sull’Asia.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->