martedì, Settembre 21

Politica: la patata bollente Il cerino è nelle mani dell’Esercito, stante la riottosità delle principali parti politiche

0

thailandia-interna-nuova

Bangkok – Il dispiegamento è stato netto e deciso, praticamente seguendo alla lettera il manuale d’uso militare nella disposizione delle forse sul territorio urbano. I soldati sono arrivati alle stazioni tv nelle ombre a cavallo tra la notte e l’alba, più o meno allo stesso tempo in cui l’annuncio dell’introduzione della Legge Marziale veniva compiuto cioè intorno alle 3 della notte di martedì scorso. Le stazioni radio e tv variamente collegate a partiti e movimenti politici sono state sospese nel giro di poche ore.

Jatuporn Promphan, leader del Movimento delle “Magliette Rosse” pro-governative ha riferito ai giornalisti che sapeva già tutto fin dalla mezzanotte. Ciò comunque non ha evitato che la stragrande maggioranza dei thailandesi si svegliasse nello stupore, sebbene in tanti ci si aspettasse che potesse accadere da un momento all’altro che l’Esercito potesse intervenire in un qualche momento dopo proteste che hanno tenuto in scacco la nazione per almeno sei mesi, creando un clima fluido ed estremamente volatile sulla scena politica dell’intero Paese.

La presenza dei soldati è low profile, abbastanza soft e poco invasiva, almeno in apparenza. Alcuni sono stati disposti nei pressi delle principali intersezioni così come lungo le scale su e giù nell’area Rat-chaprasong, altri alle stazioni del BTS il treno a rotaia superiore unica a scorrimento veloce. Alla periferia del centro di raccolta dei manifestanti affiliati alle Magliette rosse, nella parte occidentale della città, i soldati sono gentili, si stagliano nel sole e scrutano i veicoli di passaggio prima di consentire loro di muoversi attraverso i posti di blocco.

E mentre il corpo di guardia delle Magliette Rosse si rilassa all’ombra cercando riparo dalla calura e divide la propria fornitura d’acqua con i soldati, le truppe non dimenticano affatto di fare un cenno di saluto ai passeggeri delle auto in transito. Hanno persino concesso di fotografarli o far parte degli ormai onnipresenti selfie con tutti coloro che passano nei pressi dei posti di blocco. Una unità militare ha anche concesso a qualche passante di farsi fotografare all’interno dell’abitacolo delle jeep militari, quelle che sono sormontate dalle luci fotoelettriche per uso militare e per sicurezza. Nei social media non mancano nemmeno le vignette caustiche, popolate di animali che fanno il verso agli umani, in posa sulla cattedra mentre impartiscono disposizioni correlate ad uno stato di Legge Marziale, il che è sembrata ad alcuni una specie di citazione alla “Fattoria degli Animali” di George Orwell.

I treni si sono subito riempiti all’inverosimile soprattutto al mattino poiché tutti si cerca di evitare le strade riempite da svariati checkpoint militari. Ma d’altro canto, quasi ci si è abituati a tutto questo nella Capitale colpita da almeno sei mesi da numerose manifestazioni con tanto di striscioni, cartelloni, posti di blocco improvvisati e svariati sit in qua e là, per non dire delle marce di protesta improvvisate e degli accampamenti installati lungo strade, marciapiedi e parchi cittadini. A fronte di una quotidianità diventata insostenibile, del peggioramento progressivo di tutta la catena economica ad ogni ordine e grado, tutto sommato, l’introduzione della Legge Marziale è giunta come un sollievo ed offre una specie di ombrello protettivo contro manifestazioni violente e violenza metropolitana diffusa.

Al centro di raccolta degli anti-governativi affiliati al People’s Democratic Reform Committee, ad un tiro di schioppo dal famoso Distretto di Khao San Road, i supporter del movimento lealista hanno persino brindato alla notizia dell’introduzione della Legge Marziale. E mentre i ministri del Governo ad interim si sono riuniti per decidere la mossa successiva – che poi è stata quella di chiedere alla Commissione Elettorale di calendarizzare le prossime elezioni – i loro supporter affiliati alle Magliette Rosse si sono anch’essi riuniti negli uffici creati nei pressi dei palchi piazzati nei vari centri di raccolta, una specie di comitato elettorale disposto in strada. I leader si son tutti paludati, continuando a ripetere che no, questo non è un colpo di stato perché il Governo ad interim è ancora al suo posto ma hanno allo stesso tempo messo in guardia tutti dal provare di nominare un primo ministro non-eletto. Gli affiliati al Movimento delle magliette Rosse sono attendisti. In fondo, chi tiene tutte le carte del mazzo, in questo momento, nel bene e nel male è proprio lui, il solo generale al comando, Prayuth Chan-ocha.

In realtà, il Generale si ritrova davanti una strada tutta in salita nel voler portare tutt’e due i lati della rissosa scena politica thailandese ad un unico tavolo di confronto o dialogo. Gli esponenti del People’s Democratic Reform Committee, ad esempio, hanno già detto che -Legge Marziale o no- loro tirano dritto e continueranno a protestare a muso duro e bloccheranno qualsiasi data sia scelta per prossime elezioni. L’attuale Gabinetto di Governo, sebbene temporaneo, ha rifiutato di rassegnare dimissioni fino a quando non siano definite le prossime elezioni ed ha chiesto alla Commissione Elettorale di organizzare nuove elezioni il 3 Agosto. L’ultima novità vista finora è solo l’introduzione della Legge Marziale. Subito dopo il Generale Prayuth ha dichiarato che -fino a quando sarà necessario- l’attuale Governo in carica continuerà ad agire seguendo le sue normali funzioni.

L’Esercito, che ha guidato 11 colpi di stato tra il 1932 ed il 2006, ha ripetutamente sottolineato che quello in corso non è un colpo di stato. Il Puea Thai Party che detiene la maggioranza del Governo in carica ha la protezione aggiuntiva del suo corpo di guarda in strada ed ha svolto alcuni meeting al proprio interno per chiarirsi sul da farsi. Lo stesso Primo Ministro ad interim, Niwatthamrong Boonsongpaisan, ha chiesto subito dopo l’ufficializzazione dell’introduzione della Legge Marziale di agire all’interno dei confini stabiliti dalla Costituzione.

La seconda economia del Sud Est Asia in ordine di grandezza ha subìto una vera e propria paralisi a causa di uno stato delle cose in politica –durato sei mesi- che potremmo dire mortale per l’economia nazionale, un periodo che ha visto proteste di piazza, il sabotaggio delle elezioni del 2 Febbraio scorso ed un movimento politico che continua nei suoi sforzi di scalzare il Governo in carica fino a giungere all’Amministrazione attuale che svolge compiti di Governo ad interim. Almeno 28 persone hanno perso la vita dal mese di Novembre scorso a causa delle violenze della Politica. Allo stesso tempo, il rating della Thailandia si è contratto nella produzione del 2.1 per cento nel primo quarto dell’anno, portando l’intero Paese sulla soglia della recessione. Nella giornata di ieri, l’Indice SET ha perso l’1.13 per cento mentre il Thai Baht ha perso un altro 0.2 per cento nei confronti del Dollaro USA scendendo al tasso di concambio 32.537.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->