sabato, Maggio 15

Politica, Governo e ‘piazza’ Barnum Italia. Lenoni, funamboli, ippopotami e pagliacci / 9

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Un piccolo slittamento semantico può mutare del tutto il significato, e il governo del concetto. E siccome non leggiamo le parole lettera per lettera, ma ne cogliamo il senso già prericonosciuto incentrandoci sulla prima e sull’ultima, molti tra i non pochi (ci auguriamo) nostri abituali lettori avranno letto il ‘sottotitolo’ come abitualmente dopo quel ‘Barnum Italia’ che dà il senso dell’intera serie narrativa. E quindi : ‘Leoni, funamboli, ippopotami e pagliacci’. Che già così va abbastanza sul pesante.

Solo che i ‘Leoni’ sono in realtà diventati ‘Lenoni’. Con la semplice aggiunta di una ‘n’. In realtà e forsanche nella realtà italiana. E i ‘leoni’ divenuti ‘lenoni’ ci pare efficace metafora. Specie se così non nobilitano più il nostro ‘Gran Circo’ italico, e rimangono solo ‘funamboli, ippopotami e pagliacci’. Mano a mano che i giorni passano, e che le settimane e la XVIII Legislatura proseguono, appare evidente come già notavamo e prefiguravamo che è proprio la ‘politica’ in quanto tale e nel suo complesso, cioè l’occuparsi della ‘polis’, a mostrare nude le proprie oscene membra, mentre molti dei responsabili continuano a gloriarsi ritti sulle macerie che hanno provocato invece di doverosamente scomparire. E riacquistano lustro e protagonismo. Continuerà sino a che un ragazzino, ‘il popolo’, ‘la gente’, superato ogni limite di sopportazione, si rialzerà a dire che il Re è nudo e che occorre cambiare. Ne avrebbe, ne avremmo, tutto il diritto. Forse, ancor di più, il dovere.

Il primo Governo di questa Legislatura, presieduto dall’Avvocatoprofessor Giuseppe Conte sta incardinandosi, ma su tutto si staglia il razionale e pericoloso attivismo del leader neoleghista Matteo Salvini, Ministro dell’Interno. Il Movimento Cinque Stelle evidentemente arranca, anche in termini di consenso elettorale reale, desunto dal voto amministrativo, e presunto, dedotto dai Sondaggi. Deve fare i conti con la concretizzazione delle grandi speranze che ha suscitato da ormai non pochi anni, e non è facile. E certo Salvini è ancor più inquietante e pericoloso con la sua trionfante Neolega perché capace ed empatico. E perché sta dimostrando di saper assecondare al meglio, cioè al peggio, la pancia del Paese, quanto ‘la piazza’, gli italiani (non tutti, ma molti di più di quelli che si potesse pensare), vogliono sentirsi dire e vogliono veder fare.

Rispetto all’Esecutivo guidato da Conte l’unico atteggiamento serio e realmente responsabile, lo ribadiamo ancora una volta, è quello di aspettare e vedere cosa sarà in grado di fare in concreto. La competenza, pragmaticità, dialogicità, intelligenza delle situazioni dell’ormai non più esordiente Presidente del Consiglio vengono quotidianamente messe a dura prova. Sull’altro versante, quello della quotidianità dei cittadini, è bene se e quando la ‘piazza’ diviene reale, così come è un bene che la gente ‘in piazza’ ci vada, in senso sia reale che metaforico. Per incontrare, incontrarsi, svagarsi o magari per occuparsi della ‘città’ e quindi del fare ‘politica’. Ma occorre anche avere e dare un contenuto positivo e propositivo, con un protagonismo riempito di operatività, riflessione e dialogo. Certo, per raccontare questo nostro Paese, e questo momento, servirebbe proprio un Pasolini.

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Sull'autore

Giornalista. Editore con ‘La Voce multimedia’

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