martedì, Settembre 21

Politica estera: sicurezza e diritti field_506ffb1d3dbe2

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Questa settimana a Strasburgo, il Parlamento europeo ha adottato diversi provvedimenti importanti riguardanti i prodotti alimentari, la protezione dei dati personali e l’operato, a detta dell’Europarlamento, errato della troika. Tra i vari provvedimenti, ci sono stati alcuni che hanno dato la possibilità di tracciare le linee generali dell’attuale politica estera dell’Unione Europea. Ci soffermeremo su tre rapporti che riguardano il ruolo chiave dell’Arabia Saudita nel contesto mediorientale e di supporto del dialogo con l’Iran, sul partenariato con i Paesi dell’Europa dell’Est che girano nell’orbita allargamento e sui rapporti USA-UE in seguito allo scandalo dello spionaggio delle varie capitali europee ad opera del NSA (National Security Agency).

L’Arabia Saudita è un partner politico e commerciale molto importante per i 28 Paesi membri e con la diplomazia europea sta agendo in piena sintonia sia per stabilizzare il Nord Africa che per riportare al dialogo la Siria e l’Iran con la comunità internazionale. Ma l’Ue, nonostante veda nella monarchia saudita un partner molto importante, non può fare a meno di notare che su alcuni punti ci sono ancora passi avanti da fare. Il Parlamento ha richiamato l’attenzione a rispettare i diritti umani  quindi la Carta Araba sui Diritti Umani, la Convenzione dei diritti del fanciullo, quella contro la tortura e la Convenzione sull’eliminazione di ogni forma di discriminazione contro le donne.
Sulla parità di genere il Paese deve ancora lavorare e sebbene abbia recentemente dato la possibilità alle ragazze di praticare sport nelle scuole private, resta ancora poco chiaro perché lo stesso diritto non possa essere esteso a quelle pubbliche. Anche i diritti dei lavoratori stranieri dovrebbero essere migliorati abolendo il sistema della‘ kafala’, ovvero della sponsorizzazione per ottenere un lavoro  che fa diventare il rapporto lavoratore-datore di lavoro al pari tra quello di schiavo-padrone. L’Arabia Saudita sembra si stia muovendo in questi termini.
Il Paese è importante ai fini della lotta al terrorismo e l’UE chiede un aiuto per fermare il movimento salafita che sta supportando le attività dei ribelli nel Mali.  Secondo l’Europarlamento, l’Arabia Saudita gioca un ruolo molto importante anche in tre questioni: la Siria, il dialogo sul nucleare con l’Iran e il conflitto israelo-palestinese In Siria, il regno saudita è invitato a donare in aiuti umanitari e a fermare qualsiasi aiuto militare, finanziario e politico ai gruppi estremisti. Infine Riyadh è ancora considerato  importante per i colloqui sul nucleare e per fare da broker nella questione israelo-palestinese. 

Per quanto riguarda il partenariato con i Paesi dell’Est, il Parlamento si definisce preoccupato per come questo partenariato venga minacciato da terze parti e l’iniziativa votata in plenaria si focalizza su alcuni punti di questa relazione. I comuni valori, che sono la base per l’integrazione europea, devo essere applicati e perseguiti, se si vuole far domanda di ingresso in base all’articolo 49 TUE. Infatti l’Unione è ben disposta verso Georgia, Moldavia e Armenia che hanno iniziato questo cammino e che, nel caso della Georgia, intendono candidarsi ad essere prossimo membro dell’Unione Europea.
Anche dal punto di vista delle politiche energetiche, l’Unione Europea vorrebbe consolidare il proprio partenariato, come condizione per modernizzare le economie di questi Paesi. Il partenariato con i Paesi dell’est Europa si fonda anche sui programmi di scambio tra le Università e gli stessi rientrano già nell’attivazione di Erasmus +. I programmi di istruzione, secondo il testo approvato dall’Europarlamento, dovranno tener conto del multilinguismo. Secondo Strasburgo, la diffusione dei valori comuni e dei diritti fondamentali deve passare anche attraverso le scuole. Infine il nodo da sciogliere più grande è la centralità dell’area e l’importanza della stessa sia per l’Unione che per la Russia. L’UE vorrebbe evitare di scontrarsi con il Cremlino ma allo stesso tempo vuole allargare il suo progetto europeo.

Infine, si è parlato dello scandalo NSA. Il Parlamento ha approvato un testo molto duro nei confronti degli Stati Uniti e ha intimato la Commissione europea a rivedere molti programmi di cooperazione, in quanto sono stati minati i diritti fondamentali dei cittadini europei e sono state messe in pericolo le stesse istituzioni. Inoltre alcuni Paesi membri, accettando questo tipo di spionaggio, hanno fatto da ingresso privilegiato per carpire le informazioni sensibili che riguardano il futuro delle politiche europee. Il relatore Claude Moraes  del S&D (Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici al Parlamento Europeo) ha presentato il testo e ha messo in risalto diversi punti.
L’Unione Europa, secondo il Parlamento, è stata attaccata da una violazione massiccia dei diritti fondamentali. Lo spionaggio della NSA ha di fatto violato molti dei diritti dei cittadini europei e ha minato i rapporti tra i due attori internazionali. Secondo la plenaria le relazioni vanno ricostruite in questi termini: «lo spirito di cooperazione all’interno dell’UE, come alcune attività nazionali di intelligence possono compromettere la realizzazione degli obiettivi dell’Unione;  i cittadini, che si rendono conto che non solo i Paesi terzi o le multinazionali, ma anche il loro Governo possono essere in gradi di spiarli. Bisogna garantire il rispetto dei diritti fondamentali, della democrazia e dello Stato di diritto, nonché la credibilità di garanzie democratiche, giudiziarie e parlamentari e la vigilanza in questa società digitale».
Infatti, lo scandalo ha travolto molte aree di cooperazione UE-USA, inclusa quella scientifica, ma è il trasferimento di dati e il settore tecnologico quello più in pericolo. La violazione di milioni di computer di privati cittadini e lo spionaggio di pubbliche istituzioni, come la volontà del Presidente degli Stati Uniti,  Barack Obama di riformare al più presto l’agenzia, ha reso evidente che la stessa abusasse del proprio potere e cercasse di pilotare i rapporti transatlantici.
Le raccomandazioni del Parlamento sono di varia natura. Strasburgo mette in guardia gli USA e i Paesi europei che hanno permesso lo spionaggio che continuare questa pratica significa ledere i diritti fondamentali sui quali l’Unione stessa è stata fondata. Richiama alcuni Paesi che fanno parte dei ‘9 eyes and 14 eyes programmes’ (tra i quali l’Italia) a rivedere e ove necessario riformare i propri sistemi di intelligence. Richiama in particolare Gran Bretagna e Paesi Bassi che hanno permesso attività sul proprio territorio a rivedere la propria legislazione in materia. Visto che la violazione della sovranità è stata palese soprattutto nell’utilizzo delle informazioni trasmesse attraverso le telecomunicazioni, il testo approvato dalla plenaria invita la Commissione Europea, a rivedere l’accordo SWIFT, cioè a rivalutarlo sotto l’aspetto del trasferimento dei dati. Richiama anche alla revisione degli accordi commerciali e di stanziare più fondi, all’interno di Horizon2020, per la ricerca nel settore della protezione dei dati.
Infine l’Europarlamento ha chiesto la creazione di un ‘digital habeas corpus, per proteggere i diritti fondamentali.

 

 

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