sabato, Luglio 31

Politica, erotismo e pornografia

0

«La pornografia è l’erotismo degli altri», ammoniva Alain Robbe-Grillet. Vale a dire che se una cosa la faccio io è raffinata, intelligente, consequenziale, magari leggermente trasgressiva ma pursempre all’interno delle norme del buon gusto. La stessa fatta dagli altri è volgare, scurrile, ingiustificata, insomma un comportamento intollerabile. Questo nella politica italiana è sempre stato un dato di fatto, ora addirittura con l’accelerazione della nota massima di Winston Churchill, secondo cui «in politica due settimane sono un periodo lunghissimo». Macché due settimane, neanche di una o di giorni, qui oramai di ore e minuti parliamo.

E dunque, madamina, proviamo a fornire un essenziale ‘catalogo’ delle diverse modalità di giudicare le cose secondo la prospettiva. Il fantastico Partito Democratico, in tutti i sensi compreso quello che non esiste più in quanto tale, ha come proprio principale interlocutore-nemico-concorrente il Movimento Cinque Stelle. E quindi gli imputa, giusto per stare ai casi più recenti, il comportamento rispetto al Sindaco di Quarto in Campania, Rosa Capuozzo, e le relative ingerenze di natura camorristica. E poi si indigna per il ‘diktat’ di Beppe Grillo (ma con all’origine soprattutto il cofondatore Gianroberto Casaleggio) nel lasciare ‘libertà di coscienza’ per quella parte della Legge sulle Unioni Civili che riguarda l’adozione del figlio del (o della) partner. Troppo semplice, sin banale, ripercorrere i disinvolti comportamenti degli uomini del PD, curiosamente tanto più disinvolti quanto più vicini a Matteo Renzi, in materia di Enti locali. Specie al sud. E parallelamente il fatto che Grillo assicuri ai suoi sulla delicata questione delle adozioni esattamente quanto con i propri parlamentari fa il PD.

Quanto a lui, il geniale egolatra genovese, per far passare questa ‘norma’, ché di questo si tratta visto il potere di vita e di morte (politica) all’intendo della sua forza politica, calpesta in primo luogo le più fondamentali regole stabilite a fondamento della stessa organizzazione. E raddoppia, e peggio, con l’incredibile normativa riguardante le candidature alle Comunali di Roma (ma fa qualcosa del genere anche a Torino). Penali da 150.000 Euro per dissidenza, espulsioni immediate ed altre insostenibili lepidezze che non hanno, al momento, trovato alcuna sdegnata smentita, anzi del caso qualche rafforzata difesa. Il PD chiede ora anche una legge per la democrazia interna ai partiti. Anzitutto degli altri. Ma anche i ‘suoi’ (nel senso di militanti e dirigenti grillini) che protestano ora sono gli stessi che hanno a suo tempo tranquillamente subito l’imposizione di ‘sottoscrivere’ uno degli impegni più errati, e strutturalmente anticostituzionali, della piattaforma politica del M5S, l’accettazione del ‘vincolo di mandato’ sacrosantamente dissolto dall’icastico articolo 67 della nostra Costituzione: «Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato». E quindi a lamentarsi poi…

Contro Grillo e Renzi, Renzi e Grillo, si innalza Silvio Berlusconi, con quel che gli è rimasto di Forza Italia, e gli alleati Matteo Salvini con Giorgia Meloni-Ignazio La Russa. Che a sentirli parlare di violazione delle regole e conflitto di interessi è come accogliere senza sghignazzare un richiamo alla civiltà dei comportamenti da parte di Roberto Formigoni e Maurizio Gasparri, formidabili insultatori seriali. Il ‘Family day’ è l’ultima occasione delle loro esibizioni, cui hanno risposto con insulti incrociati gli altrettanto arroganti, per quanto legittimi, difensori della propria libertà. E qui il cerchio si chiude, e se vogliamo riprende, ché quello che siamo andati enumerando si è via via trasformato in una sorta di scorpacciata di ciliegie in cui una nefandezza (altrui) tira l’altra, infine ricollegandosi. E quindi se da un lato nella nostra politica l’’erotismo’ proprio diventa immediatamente pornografia altrui, altrettanto ed ancor più è vero che «dipende, da che dipende, da che punto guardi il mondo tutto dipende», come cantava Jarabe de Palo. «Che il bianco sia bianco, che il nero sia nero, che uno e uno siano due, che la scienza dice il vero»: forse è lui quello che illustra meglio di chiunque altro su che spiaggia, arenati, ci troviamo.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->