mercoledì, Ottobre 27

Pokémon Go fa lievitare i ricavi di Nintendo field_506ffbaa4a8d4

0

Pokémon Go non è un semplice videogioco. Il prodotto realizzato da Nintendo per iOS e Android si serve della realtà aumentata e della tecnologia GPS per consentire un’esperienza videoludica coinvolgente. Il giocatore ha infatti la possibilità di catturare i propri Pokémon nella città in cui si trova, tramite l’utilizzo di un sistema simile a Google Maps: è quindi possibile trovarsi in strade e in piazze realmente esistenti e interagire con una realtà virtuale. L’app si serve della fotocamera dello smartphone per costruire un mondo in realtà aumentata in cui i Pokémon da collezionare compaiono in posti reali.

Il video del ‘Financial Times’ mostra un gameplay e delle osservazioni circa i guadagni della società Nintendo. Il videogioco, pubblicato da pochi giorni, ha avuto un impatto decisivo nel rialzo del titolo della società nipponica in borsa, che ha registrato un rialzo del 59% nel giro di quattro giorni e un guadagno di circa 30 miliardi di dollari. Pokémon Go è diventato in pochissime ore un fenomeno virale e la diffusione è stata mondiale e velocissima. Nel video, la corrispondente Hannah Kuchler ha provato il videogioco e si è sbilanciata circa le prospettive future delle finanze della società nipponica, considerando l’enorme impatto avuto dal videogioco sul mercato degli investitori (si è verificato infatti un incremento del 25%). Ma il ricavo economico non riguarda esclusivamente le borse e la Nintendo: molti locali di ristoro infatti hanno sfruttato l’effetto virale dell’app accogliendo, al loro interno, gli utenti videoludici che, in attesa di catturare il proprio Pokémon, ordinano un’ulteriore consumazione.

A fare da contraltare alle rosee prospettive di Nintendo, ci sono i rischi paventati dagli esperti circa l’alienazione e il coinvolgimento totale degli utenti. Alcuni di essi infatti potrebbero sottoporsi a dei rischi reali andando a catturare il proprio Pokémon in posti pericolosi per la propria vita (vicino alle autostrade, dirupi, ecc.) senza prendere le dovute misure di sicurezza. Oltre a ciò, parecchi opinionisti videoludici si sono detti preoccupati circa i pericoli derivanti dalla violazione della privacy che mette in atto il videogioco: le critiche si focalizzano sull’accesso totale ai propri dati da parte dell’app, che richiede l’accesso alla propria email, alle proprie informazioni personali e stila una cronologia dei luoghi visitati.

(video tratto dal canale Youtube del ‘Financial Times’)

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->