giovedì, Ottobre 28

Shuttle senza guida, nuovi test in GB

0

Durante le prossime tre settimane, circa 100 persone in Gran Bretagna, in particolare a Greenwich, viaggeranno sulla navetta prototipo ‘Harry’ su un percorso di 2km che ora viene utilizzato da pedoni e ciclisti. Il veicolo, un vero e proprio pod, è senza guidatore e viaggia fino a 10 miglia all’ora.

Lo shuttle viene controllato da sensori avanzati e software particolari per rilevare ed evitare gli ostacoli. Tuttavia, per il test ci sarà una persona addestrata a bordo che potrà fermare la navetta, se necessario.

Si tratta del primo prototipo del Progetto Gateway (Greenwich Automated Transport Environment), che sta cercando di trovare i modi in cui il veicolo può viaggiare in ambienti urbani complessi. La ricerca si propone di mostrare come i veicoli automatizzati possono essere utilizzati per collegare snodi di trasporto con le zone residenziali e commerciali.

Il progetto Gateway è finanziato dal Transport Research Lab (TRL), in collaborazione con il Consiglio di Greenwich e opera all’interno dello Smart Mobility Living Lab del Regno Unito. Harry è il primo shuttle completamente automatizzato del Regno Unito è stato sviluppato da Westfield Sportscars, Heathrow e Oxbotica che ha creato il software.

«Questa ricerca è un’altra pietra miliare nel cammino del Regno Unito verso veicoli senza conducente e un passo fondamentale verso la realizzazione di un tipo di trasporto più sicuro, più pulito e più efficace nelle nostre città», il commento del professor Nick Reed, il direttore dell’accademia a TRL. E spiega così il coinvolgimento nei test delle persone: «È fondamentale che il pubblico sia pienamente coinvolto in quanto queste tecnologie sta per diventare realtà. Il progetto Gateway ci permette di scoprire come i potenziali utilizzatori di veicoli automatici rispondono, in modo che i benefici previsti per la mobilità possano essere massimizzati».

(video tratto dal canale Youtube di Sky News)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.
End Comment -->