mercoledì, Giugno 23

PNRR e welfare aziendale: un’’attività abilitante’ Il WA è un valore aggiunto per gli stakeholder e per il soggetto economico-shareholder dell’impresa sociale, anche in attuazione di alcune parti del PNRR

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Fra le ‘riforme abilitanti’ del PNRR, una delle linee di attività ‘funzionali a garantire l’attuazione del piano’ dovrà essere il focus sul welfare aziendale (WA) che si inserirà come parte integrante, funzionale ed utile per la ‘Missione 5: coesione ed inclusione’, per la ‘Missione 6: salute e one health’ e tutto ciò che attiene alle altre missioni e che può essere gestito in azienda. Le imprese sono, spesso, l’ultimo miglio di molte politiche di sistema.

Una definizione, fra le tante, dice che il WA è l’insieme di benefit e di servizi non monetari erogati e promossi dalle imprese al fine di incrementare, migliorare e sostenere la vita economica e sociale degli stakeholder interni ed anche esterni.

In questi ultimi anni il WA, pur nella drammaticità del contesto, è stato protagonista di spontanee dinamiche imprenditoriali (WA unilaterale) e della contrattazione collettiva (WA contrattuale).

Lo Stato, a fronte dell’indebolimento del welfare state, è intervenuto sul welfare aziendale tramite agevolazioni fiscali e tramite il Ministero del Lavoro, allocando risorse per progetti specifici.

Alcuni riferimenti che testimoniano l’intervento normativo o regolamentare sono: Legge di Stabilità 2016-art. 1, commi 182 a 190, legge 28 dicembre 2015, n. 208; Circolare 28E/2016, Agenzia delle Entrate; Legge di Bilancio 2017 modificato dall’art.1, commi 160 – 162, legge 11 dicembre 2016, n. 232; Legge 21 giugno 2017, n. 96; Ex art. 55 decreto legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito con modificazioni; Legge di Bilancio 2018 dall’art. 1, commi 28 e 161, legge 27 dicembre 2017, n. 205; Circolare 5E/2018, Agenzia delle Entrate.

Il WA è una componente indispensabile di gestione delle imprese sociali (profit e non profit) e il suo raccordo con l’economia aziendale si evidenzia già nella definizione di azienda di Gino Zappa, uno dei maestri dell’economia aziendale ove si esplicita che l’azienda è «l’istituto economico atto a perdurare che, per il soddisfacimento dei bisogni umani, ordina e svolge in continua coordinazione le attività di produzione e/o consumo di beni e servizi». (G.Zappa- Le produzioni nell’Economia delle Imprese, Vol. II e Vol. III, Giuffrè,1957 Milano).

Ed il ‘soddisfacimento dei bisogni umani’ è interno (dipendenti funzionali al successo dell’impresa) ed ora anche esterni (dei dipendenti/cittadini attori e fruitori di scelte di welfare dell’impresa per esempio con agevolazioni di affitto oppure opportunità per l’acquisto di case, ecc. nel territorio di riferimento). Il WA risponde ad ambedue le opzioni ed ha un effetto moltiplicativo in un orizzonte di filiera sul territorio per il suo sviluppo locale.

È importante tenere insieme il valore del WA connesso ai risultati produttivi/occupazionali dell’impresa ed alla dimensione comunitaria/sociale per valorizzare le risorse e le potenzialità dei territori non solo in senso geografico (da spazio a ‘luogo di vita’), ma anche di interazione tra diversi attori.

Il WA è perlopiù orientato all’ arricchimento delportfolio dei servizi’ (gestito prevalentemente da piattaforme di provider privati) a favore, in modo premiale, dei dipendenti e le valutazioni del WA sono correlate alla numerosità dei servizi offerti con una diversità evidente fra le PMI e le grandi imprese. Nella tabella seguente alcune differenze di massima riguardo all’adozione di servizi in logica di WA anche se vi è uno sviluppo costante nelle PMI:

Tutti i servizi citati sono collocabili come parte integrante delle Missioni del  PNRR, tuttavia vale la pena integrare la quantità (a volte anche solo nominalistica) e numerosità dei servizi con parametri di valutazione sociale e questa sarà una sfida imprescindibile se si vuole attuare il PNRR nella dimensione di sostenibilità e resilienza.

Tutto ciò per comprendere il loro impatto in logica di outcome e per determinare un ‘rating di WAche permetterà di avere un asset (quantitativo e qualitativo) di valutazione su cui basare le politiche di incentivi e sgravi fiscali.

Quindi si assume l’ampiezza, la numerosità del contenuto e l’originalità delle iniziative come condizione necessaria, ma non sufficiente, da integrare con la valutazione dell’impatto sociale del WA.

Essa ha per oggetto:

– gli effetti sociali diretti conseguiti dalle attività svolte, in quanto riconducibili all’interesse sociale dei dipendenti, dell’impresa e degli stakeholder in generale, nonché, quando rilevabili, i loro effetti indiretti;

i risultati aziendali in logica di IMPRESA SOCIALE, con formula imprenditoriale ove il WA è parte costituente;

– la comunicazione del livello di welfare (interno percepito dai dipendenti ed esterno generato sul territorio) in modo più semplice e immediato, facendo diventare il welfare aziendale un vantaggio competitivo.

Il tutto in una logica di ‘welfare universalistico a protezione variabile’ che deriva dall’impossibilità dello Stato di far fronte ad un welfare state universalistico assoluto.

Il WA può essere erogato:

1- in via unilaterale, ovvero nel rapporto diretto tra impresa e dipendente (welfare aziendale unilaterale)

2-per il tramite di contrattazione sindacale (welfare aziendale contrattuale).

Quale che sia la modalità di erogazione delle misure di welfare aziendale, numerosi studi dimostrano i benefici dell’adozione di politiche di welfare aziendale e fra questi:

  • miglioramento della produttività;
  • aumento della soddisfazione sul lavoro e della motivazione del dipendente;
  • impatto positivo sulla vita familiare;
  • fiducia del dipendente verso l’azienda;
  • vantaggi economici e finanziari per gli staheholder e oper gli soggetto economico-shareholder;
  • miglioramento delle performance.

Dalle definizioni sopra indicate, possiamo dedurre un forte legame fra welfare aziendale e CSR (Corporate Social Responsability). Questi concetti sono due facce della stessa medaglia: Se parliamo di welfare, si enfatizza l’aspetto dei benefit che l’azienda propone rivolto direttamente ai dipendenti e alle loro famiglie; se parliamo di responsabilità sociale d’impresa, poniamo l’accento sull’esigenza sociale di questi benefit e servizi.

Da un lato, il welfare aziendale può essere considerato un extra, un vantaggio, una premialità che accresce il wellbeing dei dipendenti e delle loro famiglie, dall’altro, possiamo considerare la CSR un dovere costituzionale: «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali.(cfr.articolo 41 Costituzione italiana». «L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali»

Il WA svolge spesso una funzione complementare e integrativa dei servizi pubblici, si orienta con un diverso grado di personalizzazione a seconda dei target (solo dipendenti o anche familiari,coniugi e figli o conviventi ecc.), è aggiuntivo o rafforza i contratti nazionali.

Il WA si sviluppa se supera il solo vantaggio fiscale (che comunque mantiene il suo ruolo di condizione necessaria) e si evolve in una visione moderna di impresa (IMPRESA SOCIALE) in grado di integrare le ragioni della produttività con quelle della redistribuzione sociale del valore creatro.

La valutazione dell’impatto economico e sociale del WA permetterà di confrontare i risultati in logica di ‘benchmark’ o ‘soglie obiettivo’ e ciò può avvenire tramite un ‘rating di WA’ che si basa su KPIs dei servizi offerti.

Il rating di WA valuterà la capacità di una impresa sociale (profit e non profit) di generare valore aggiunto e cambiamento in un certo contesto (interno ed esterno all’impresa), modificando lo status olistico dei dipendenti e della comunità di riferimento.

In sintesi, il WA è in espansione (grandi imprese, PMI, imprese artigiane, ecc.) ed ora è necessario configurare un ’rating di WA’ su base di quantità e qualità di servizi premiali ed anche della valutazione di impatto sociale del WA a cui collegare una ulteriore parte di sgravi fiscali. Il WA è un valore aggiunto per gli stakeholder e per il soggetto economico-shareholder dell’impresa sociale in ottica di attuazione di alcune parti del PNRR.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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