mercoledì, Giugno 16

PNRR e sostenibilità: cosa c’entrano la ‘metonimia’ e la ‘sineddoche’? La sostenibilità non è una parola d’ordine di moda e stagionale, ma un dover essere per il sistema socio economico e per la vita dei cittadini

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Nel PNRR, in modo diretto ed intuitivo, si declina la sostenibilità nella Missione 3 che riguarda ‘le infrastrutture per una mobilità sostenibile’ e nella Missione 2 ove ‘rivoluzione verde e transizione ecologica’ sono la cifra significativa; per il resto la sostenibilità si declina tramite la figura retorica qualitativa  della ‘metonimia’ (sostituzione di un termine con un altro che ha con il primo una relazione di vicinanza, attuando una sorta di trasferimento di significato) applicata alla Missione 1 della ‘digitalizzazione, innovazione,compatibilità e cultura’, alla Missione 4 della ‘istruzione e ricerca’, alla Missione 5coesione e inclusione’ ed alla Missione 6 cioè ‘la salute’.

In tutte le Missioni c’è evidenza diretta o sottotraccia del concetto di sostenibilità degli investimenti/ interventi. Ci sono anche alcune  incursioni del concetto di ‘sineddoche’ (dire una parte per l’intero) quando si usano termini e quantità che sono parte di un concetto più ampio: un esempio è l’assistenza domiciliare per affermare che c’è una politica a favore degli anziani (ovviamente da verificare ex post). Forse è un vezzo culturale che poteva essere evitato aggettivando e declinando tutte le missioni con il termine sostenibile’. In modo chiaro a tutti!

La sostenibilità non è una parola d’ordine di moda e stagionale, ma un dover essere per il sistema socio economico e per la vita dei cittadini; è una dimensione dinamica e di sviluppo equilibrato integrando gli aspetti economici, ambientali e climatici, sociali e di governance in una logica produttoria e moltiplicativa. Il risultato è più che proporzionale rispetto alla somma delle singole risorse. Non ho scritto 3/4/n dimensioni perché esse variano in funzione del mutare dell’ecosistema. Per esempio, in era COVID, la sostenibilità delle imprese deve trovare risorse per la ricerca di base e sperimentale; infatti, in caso di nuove e prevedibili situazioni di emergenza, bisogna avere uno stock di ricerca che può essere usato per far fronte all’imprevedibile (‘entelechiano’). In era pre-COVID questo approccio era appannaggio solo di alcune imprese.

Michael Kremer, premio Nobel per l’economia 2019, afferma che “dovremo prepararci per le pandemie del futuro, per garantire una capacità di produzione adeguata e avere la filiera della ricerca e sviluppo a posto”. E’ una nuova visione e nel Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRR la sostenibilità è uno degli indirizzi cardine delle riformeabilitanti’ (cioè le azioni che rendono operative le ‘riforme orizzontali, innovative e strategiche’ nonché le ‘riforme di accompagnamento’. La sostenibilità deve essere misurata e valutata tramite indicatori. L’importante è che la coperta del Recovery Fund, che oggi copre anche i piedi, non si accorci a fronte di lavaggi di spreco e quindi ‘lasci fuori i piedi’ del sistema.

In termini generali e ancor più in era COVID, la sostenibilità deve essere veicolata da organizzazioni e strutture operative che hanno, in sé, il senso di responsabilità economica, sociale, ambientale e di governance. Se ciò non avverrà, saremo ancora una volta nel mondo delle dichiarazioni d’intenti e nella narrazione edulcorata e affascinante, ma priva di concretezza. E qui emerge il ‘tormentone’ per cui lemissioni del PNRR si realizzano tramite imprese sociali con impatto sociale e sostenibile.

Sostenibilità è una parola mantra e pass partout; il punto critico è come fare sviluppo sostenibile integrando l’approccio multidisciplinare e multifattoriale e rendendo operative le scelte di responsabilità d’impatto mantenendo l’equilibrio ‘costi-ricavi’. Sostenibilità come innovazione, fare sistema, digitalizzazione, economia circolare, filiera sussidiaria. Estrarre dai giacimenti culturali ed operativi delle imprese, le idee di sviluppo e le buone pratiche di sostenibilità. Senza sostenibilità non c’è strategia vincente e differenziale competitivo sui mercati nazionali ed internazionali. Quindi non solo estrarre, ma trasformare i giacimenti di sostenibilità in aree di sviluppo sostenibile ambientale, sociale ed economico costruendo risultati misurabili e valutabili (si veda per esempio European Green Deal con stanziamento di circa 100 miliardi in 10 anni), raggiungendo i goal degli SDGs (Agenda-2030) e gli obiettivi condivisi per il 2050 (per esempio ‘emissione 0’). Sviluppare una redditività sostenibile dell’impresa come insieme di valori che vengono generati per la qualità di vita degli stakeholders e dei soggetti economici-shareholders.

Nel PNRR gli ambiti della sostenibilità sono vari: economia circolare, decarbonizzazione, miglioramento della qualità dell’aria, sviluppo delle infrastrutture del verde regionale, tutela della risorsa idrica; ed ancora contenimento del consumo di suolo, agricoltura e pesca sostenibile, green public procurement. Ed ancora: coesione sociale, semplificazione, giustizia efficiente, tutela della diversity. Tutte componenti che dovrebbero migliorare la qualità della vita non come auspicio, ma come condizione, in alcuni casi, di sopravvivenza. La sostenibilità non serve solo per ottemperare a leggi e regolamenti nazionali ed europei, ma per i cittadini che hanno consapevolezza che l’ambiente, il sociale e l’economico sono interdipendenti. E questo è l’orientamento rilevato fra i ‘millenials’ (nati 1980-2000) e la ‘generazione Z’ (nati dopo il 2000). Bisogno di competenze per la sostenibilità e le imprese hanno già iniziato a fare formazione ed informazione per i propri dipendenti e per i cittadini che sono i loro clienti. Tutto in chiave di Next Generation EU.

Lo strumento digitale non può essere un optional che aumenta il valore del prodotto/servizio sostenibile, ma è ormai dentro il prodotto/servizio ed il cliente lo dà per scontato. È una comodity. Incoraggiare la così detta «personalizzazione dei servizi», che consentirebbe di coinvolgere il cittadino nel processo di produzione del servizio stesso, garantendo la sua partecipazione attiva anche in una dimensione dico-produzione’. Questo meccanismo permetterebbe di rispondere ai bisogni dell’utente-cliente in modo più completo, di determinare un abbattimento dei costi economici e di incoraggiare la nascita di nuovi legami sociali, attraverso la partecipazione attiva dei cittadini intesi come comunità. Abbiamo aperto con ‘parole sconvenienti’ quali ‘metonimia’ e ‘sineddoche’ del PNRR; ora chiudiamo con il concetto ‘conveniente’ di ‘sostenibilità  indispensabile’ del PNRR.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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