mercoledì, Settembre 29

PNL in Italia, usi e disusi confusi

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Tutti potenzialmente possono diventare Coach, “esattamente come suonare il violino, afferma Baglini, espressione che rappresenta in pieno la mentalità PNL secondo cui «questa magia che compiono – psicoterapia… come altre attività umane complesse quali dipingere, comporre musica, o mandare un uomo sulla luna – ha una struttura ed è, quindi, imparabile, date le risorse adatte» come afferma lo stesso Bandler nel libro ‘La struttura della magia’ (1975).

Suonare il violino come dipingere, mandare un uomo sulla luna come eliminare le fobie. Tutto ha una struttura che può essere appresa e riprodotta. Poco importa se, di fatto, in alcuni casi si entri nel campo della psicoterapia. Poco importa se ad entrarci siano persone che non hanno fatto un percorso pluriennale di studi sulla psicologia, non hanno fatto un tirocinio, un esame di stato, non siano abilitati e iscritti in alcun albo sanitario. “Diciamo che mentre uno psicologo e uno psicoterapeuta si occupano di aspetti maggiormente patologici, un Coach non fa altro che accompagnare una persona da uno stato attuale a uno stato desiderato, senza andare ad intervenire in nessuna patologia, ci mancherebbe” ci tiene a precisare Baglini, “non si danno medicine né ci si occupa di patologie”.

Anche la suddetta ‘Fast Phobia Cure’ è vista nell’ottica PNL, non intesa quindi come ‘percorso di cura’ ma come ‘tecnica’: “Dipende da come la vedi. La fobia tecnicamente è una generalizzazione di una esperienza che collega una risposta a un determinato stimolo generalizzato: mi morde un cane, mi viene la fobia dei cani e ho paura di tutti i cani, anche solo di un cane che vedo in un film o sul computer. Si va a intervenire sulla fobia attraverso questa tecnica, ma non è una tecnica segreta” sottolinea Baglini “questa tecnica è una tecnica che si vede su Youtube, ci sono i passaggi e i motivi attraverso i quali alcuni dicono che funziona. Quindi se vuoi apprenderla, la apprendi e la metti in pratica. Non stai curando nessuno”. E ancora “Nelle associazioni e nei contratti che sono presentati dalle scuole di Coaching c’è tutto un codice etico. In un corso che noi facciamo presentiamo come si fa un contratto di Coaching e quali sono le linee guida comportamentali e etiche che stanno alla base del contratto stesso. Normalmente uno che fa Coaching seriamente ha un contratto che fa leggere al Coachee, cliente del Coach, dove è spiegato quello che il Coaching fa e tutto quello che il Coaching non fa, ecco perché da me non sentirai mai la parola curare, perché c’è scritto.

A tal proposito ricordiamo che la fobia è un vero e proprio stato ‘patologico’ e che quindi la ‘cura’ spetta solo ad uno psicoterapeuta o psichiatra. Se poi tale psicoterapeuta è anche un esperto in PNL, è un altro conto.

Le precisazioni sono legittime e necessarie in quanto la legislazione italiana non contempla la figura professionale del Coach in PNL e non ne prevede un Albo professionale. Ci si rifà alla legge n. 4 del 2013 sulle disposizioni in materia di professioni non organizzate in ordini e collegi.  La legge 4/13 “ha dato le linee guida su come le associazioni di categoria dovessero avere dei principi democratici al proprio interno e ci sono diverse associazioni che rappresentano il Coaching e anche la PNL”, conferma Baglini che, tra le associazioni, annovera la General Coach professionisti e l’Associazione italiana Coaching in PNL.  Fondamentale ricordare, come si legge sul Registro Nazionale Coach Professionisti a proposito di tale legge, che «non solo le attività sanitarie oggi esistenti e riconosciute sono escluse dalla 4/13, ma anche le eventuali duplicazioni o camuffamenti delle stesse non possono vantare nessuna possibilità di vedersi accreditare in campo sanitario. “Eventuali atti diagnostici e terapeutici, degni di tale nome, non possono essere svolti in nessuna altra maniera, se non attribuendoli ad una delle professioni sanitarie esistenti e regolamentate”.

Pertanto, programmi formativi che includono procedimenti di diagnosi e cura (come nel caso della ‘cura delle fobie’ inserita nei programmi di scuole di Coaching & PNL), se non rivolte a professionisti sanitari abilitati dallo stato, sono da ritenersi svolte in violazione di legge».

In attesa di una normativa più specifica, chi garantisce l’affidabilità di una scuola o di un Coach? Baglini risponde che “in generale ci sono scuole riconosciute e scuole non riconosciute. Fondamentalmente le scuole dovrebbero essere riconosciute da quelli che sono i co-creatori della PNL”. L’affidabilità viene “dalle associazioni di categoria. Per le associazioni di categoria, la maggior parte hanno per entrare un esame ad esempio, oltre che a una certificazione. In alcune per esempio è necessaria anche una laurea per entrare a vari livelli. Le associazioni dove sono io cioè l’Asso Coaching e Asso PNL a seconda del tipo di laurea entri a un livello diverso come associato, oltre alla competenza in PNL”. Sembra dunque che il riconoscimento da parte di Bandler e Green sia l’unica strada in tal senso, anche se si tratta pur sempre di autoregolamentazione, non accreditata e non riconosciuta da alcun ente. “Diciamo che il tuo vicino apre una scuola di PNL. Siccome non è regolamentata e fa delle cose, io che c’entro?”, afferma Baglini.

Quanto può guadagnare un Coach, ce lo dice Baglini: “Ci sono delle società enormi in Italia che hanno case editrici, che hanno scuole di Coaching con molte persone, quindi dipende, il fatturato può andare dal trainer singolo che fa i suoi seminari e che magari ci tira fuori uno stipendio, a una società molto grande. In Italia dipende dalla grandezza della società, come in tutte le cose. E’ come nello stampaggio plastico. Quant’è il fatturato? Nello stampaggio plastico il fatturato può essere da 12000 euro l’anno cioè da farci uno stipendio a 12 milioni di euro. E’ una domanda un po’ particolare. Portala su qualche altro campo: quant’è il fatturato negli studi odontoiatrici? Qual è il fatturato medio dei giornalisti?”. Gli ricordiamo che odontoiatri e giornalisti sono professionisti iscritti ad un Ordine professionale, Ordine che è anche una forma di tutela. “Pensi che gli ordini siano così importanti? Sinceramente… iI fatto che in altri Paesi non ci siano, cosa ti dice? Che non c’è tutela? Esempio: in libertà giornalistica siamo abbastanza indietro. Diciamo che siamo dopo Haiti. Ci sono tantissimi Paesi davanti a noi dove non c’è l’ordine dei giornalisti. Questo che cosa ti dice?”.

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