sabato, Maggio 15

Plastic Bank, pulire i mari dalla plastica per aiutare i poveri I fondatori del gruppo americano, impegnato a recuperare la plastica dagli oceani per trasformarla in una risorsa, pochi giorni fa in Vaticano

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Più di 300 milioni di tonnellate di plastica si trovano a navigare nelle acque del mondo. Un’emergenza reale, come testimoniato dai risultati dell’ultima ricerca dell’Università di Newcastle. Un gruppo di accademici dell’ateneo inglese ha trovato tracce di bottiglie, imballaggi e tessuti sintetici nel ventre di creature marine, a 11 chilometri sotto il livello del mare.

Pochi giorni fa in Vaticano, Papa Francesco ha ricevuto David Katz e Shaun Frankson, co-fondatori del gruppo americano Plastic Bank, impegnato a recuperare la plastica dagli oceani per trasformarla in una risorsa per i Paesi più poveri. Il gruppo collabora da anni con importanti aziende mondiali. Tra queste Ibm ha sviluppato con Plastic Bank un sistema per trasformare i rifiuti recuperati nei fondali, in bonifici destinati ai poveri. Ad Haiti, ad esempio, sono stati coinvolti i cittadini, che vengono remunerati per la plastica recuperata dal mare.

«Più dell’80% della plastica sversato in mare proviene dai Paesi più poveri. Recuperando la plastica dall’Oceano, queste persone riescono a permettersi ciò che non potrebbero, dall’acqua potabile alle scuole, passando per uno smartphone e la copertura sanitaria», ha spiegato David Katz, cofondatore di Plastic Bank. Un’iniziativa davvero interessante.

(video tratto dal canale Youtube di IBTimes UK)

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