sabato, Aprile 10

Più trasparenza per l’accordo transatlantico TTIP

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Riaperto il dibattito sul TTIP, l’accordo transatlantico sul commercio .Risponde la commissaria UE al commercio internazionale Cecilia Malmström

«La Commissione europea ha fatto un vero sforzo per rendere più trasparenti i negoziati per il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership). Mi rendo conto che a volte la Commissione ha bisogno di parlare in maniera riservata con gli Stati Uniti per poter condurre in porto un negoziato efficace. Ma la resistenza statunitense a pubblicare alcuni documenti dell’accordo non basta da sola a tenere il pubblico europeo all’oscuro. La Commissione deve garantire in ogni momento che eventuali deroghe ai diritti fondamentali dei cittadini dell’Ue di accedere ai documenti siano ben fondate e giustificate». Così il difensore civico (Ombudsman) europeo, l’irlandese Emily O’ Reilly, ha commentato ieri la posizione della sua istituzione a proposito del trattato transatlantico sul commercio e investimenti tra Ue e Stati Uniti (TTIP) in via di negoziazione.

La dichiarazione di Emily O’ Reilly giunge al termine di una consultazione pubblica lanciata dall’ufficio del difensore civico europeo lo scorso luglio. L’inchiesta fu avviata dopo le proteste di vari cittadini europei allarmati dalla segretezza delle trattative e preoccupati per presunte eventuali preferenze concesse ad alcuni a danno di altri. Durante questi sei mesi (l’inchiesta si è chiusa a fine anno) il difensore pubblico ha ricevuto più di 6000 e-mail in risposta alla sua consultazione pubblica.

Sulla base delle risposte ottenute, l’Ombudsman ha concluso che servivano altri passi concreti per potenziare la legittimità del negoziato agli occhi del pubblico ed ha quindi chiesto alla Commissione di stilare un elenco di documenti, pubblici e non, relativi al negoziato e di attivarsi in maniera più concreta per rendere pubblici tali documenti, comprese le minute degli incontri con i lobbysti.
Un’altra richiesta è che tutti i negoziatori incontrino solo coloro che sono iscritti nel registro ufficiale dei lobbysti (Transparency Register).

Compito dell’ombudsman è quello di indagare sulle denunce dei cittadini in merito alla cattiva amministrazione delle istituzioni europee. Ogni cittadino europeo, o impresa o associazione di imprese in uno degli stati membri dell’Ue, può denunciare un caso di cattiva amministrazione all’Ombudsman che ne penderà visione e fornirà una risposta. Nel caso del TTIP è stata decisa una consultazione pubblica dopo la levata di scudi di cittadini e associazioni contro la segretezza del negoziato commerciale avviato con gli Stati Uniti.

Al difensore pubblico europeo ha risposto la commissaria europea al commercio internazionale, la svedese Cecilia Malmström, che ha spiegato oggi pubblicamente quale sarà la linea che la Commissione intende seguire nel rendere pubblica la propria azione nel corso della durata dei negoziati. E’ la prima volta da quando la Commissione ha annunciato l’avvio dei negoziati bilaterali che dei documenti “legali” vengono resi pubblici a conferma della sua volontà di rendere concreto il suo impegno alla trasparenza. “Sono lieta” – ha detto la commissaria Malmström – “di poter iniziare il nuovo anno con una chiara dimostrazione del nostro impegno, preso poco più di un mese fa, per una maggiore trasparenza nel negoziato”.
Nelle “proposte testuali” pubblicate dalla Commissione vengono indicati gli impegni che la Commissione vorrebbe veder applicati nelle parti normative dell’accordo. Le otto proposte fin qui pubblicate vanno dalla concorrenza alla sicurezza alimentare, dal settore fitosanitario a quello animale, dalle questioni doganali alle barriere tecniche al commercio, dalle piccole e medie imprese (PMI) “è la prima volta” – ha detto Malmström- “che un un accordo commerciale include le PMI” al regolamento delle controversie tra governi. Altri documenti messi in rete vanno dallo sviluppo sostenibile alle autovetture al settore ingegneristico per un totale finora di 15 documenti. Per renderli più accessibili anche al grande pubblico la Commissione ha anche pubblicato una “Guida” per spiegare la terminologia usata nel testo e soprattutto rendere le sigle più accessibili a tutti.

Tutti i testi sono disponibili sul sito EU negotiating texts in TTIP.

«Sono convinta» – ha poi aggiunto la commissaria europea – «che per avere un dibattito che includa gli interessi di tutti bisogna dire chiaramente cosa esso contiene». La prossima tornata di negoziati Ue-Usa si aprirà in febbraio ma è difficile per il momento fissare un calendario preciso. L’auspicio secondo Malmström è di avere lo schema di un accordo completo entro fine anno, non prima.

Cosa avviene sul versante stutunitense, è stato chiesto alla Commissaria?
«Noi pubblicheremo i nostri documenti» -ha risposto – «gli Usa lo faranno quando avranno trovato un accordo tra tutti sulla trasparenza. Il materiale che rendiamo pubblico è già stato condiviso con Parlamento e Consiglio e continueremo a pubblicare documenti non appena saranno pronti salvo alcuni documenti che sono considerati come riservati». Quali sono questi settori “riservati”? «Ne stiamo parlando» – ha risposto Malmström –« Noi sappiamo quello che vogliamo rendere di pubblico dominio ma ora che raggiungiamo una fase più politica del negoziato dobbiamo essere il più trasparenti possibile».

Anche il Parlamento europeo ha voluto far ascoltare la sua voce nel momento in cui la Commissione faceva professione di chiarezza e trasparenza sotto l’impulso dell’Ombudsman europea. Il presidente della commissione commercio internazionale del Parlamento, il socialista tedesco Bernd Lange, ha definito la pubblicazione dei documenti da parte dell’esecutivo europeo «un primo importante passo verso un dibattito pubblico sui fatti piuttosto che sulle ipotesi».
«I documenti della trattativa» – ha aggiunto Lange – «sono stati pubblicati grazie alle nostre richieste di più trasparenza nei nei colloqui con gli Usa. Dovremmo considerare questo come il primo passo sulla strada ancora molto lunga che abbiamo davanti. Il Parlamento europeo continuerà a incoraggiare la Commissione a garantire il livello più elevato di trasparenza a mano a mano che si procederà con il negoziato».
Per Lange quello che ha compiuto ieri la Commissione europea «è un primo passo importante verso un dibattito pubblico basato sui fatti più che sulle ipotesi o i sospetti». «E’ importante»– ha concluso – «che la nostra richiesta di trasparenza non si ferma al TTIP ma si riferisca anche a tutti gli altri trattati commerciali che l’Ue sta attualmente negoziando».

 

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