sabato, Settembre 25

PIL incerto: eppur si muove

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Filippine investitori

Bangkok – Gli esperti locali di economia e finanza ritengono che la crescita inferiore alle aspettative del Prodotto Interno Lordo delle Filippine attestatasi al 5.7 per cento nel primo quarto dell’anno, non è da ritenersi fattore del tutto negativo, in ogni caso ha offerto indicazioni al vertice governativo perché metta sotto la luce dei riflettori della propria attenzione l’insieme delle limitazioni e gli altri rischi che si intravedono all’orizzonte. Ad esempio, Romeo Bernardo e Marie Christine Tang, economisti presso l’agenzia di esperti con base a New York Global Source hanno affermato che: «La crescita più lenta, dal nostro punto di vista, persino aiuta ad iniettare una buona dose di sano realismo nelle aspettative eccessive che alcuni temono avrebbero potuto condurre a bolle speculative ed aggiungere ulteriori nubi sull’espansione sostenibile in più lunghe prospettive».

Contrariamente agli equity traders i quali hanno venduto stocks sulla base delle notizie, Global Source afferma nelle sue ultime e più recenti ricerche che il report relativo al Pil del primo quarto d’anno – sebbene più basso delle aspettative diffuse nel mercato che lo avrebbero voluto vedere intorno al 6.4 per cento – non era del tutto negativo soprattutto in considerazione del fatto che le Filippine rimangono comunque la terza economia in ordine di velocità di crescita nella regione nonostante vi siano stati effetti devastanti degli eventi naturali che si sono abbattuti pesantemente sulla nazione nello scorso anno.

Global Source ha mantenuto comunque un outlook del PIL al 6.1 per cento nelle sue previsioni circa le Filippine per quest’anno, ma ha anche dovuto constatare – come tutti – la discesa in campo di rischi dovuti alla severità di alcuni più recenti sviluppi, quali il divieto del passaggio dei tir all’interno dell’area di Manila Metropolitana, gli effetti di El Nino e la stagione profondamente secca che ne è derivata ed infine altre limitazioni pesanti nelle infrastrutture, soprattutto per quel che riguarda il campo dell’energia.

Gli esperti di Global Source, così come tanti loro colleghi esperti di economia e finanza, rimangono comunque in allerta per qualsivoglia effetto negativo possa derivare dal cosiddetto scandalo dei barili di carne sulla spesa pubblica, soprattutto dopo che il Segretario al Bilancio Florencio Abad, il quale stava conducendo una forte campagna riformatrice per incrementare la trasparenza dei processi di trattamento del budget e per sveltire i rimborsi di natura pubblica, è finito con l’essere anch’egli incluso tra le centinaia di figure passate e presenti nelle file del Legislatore filippino e collegati alla mente dello scandalo, Janet Napoles, dipingendolo come il vero master che l’aveva sostenuta, fatto che anche Global Source constata e conferma.

Gli esperti locali di economia ritengono che –nonostante tutta la situazione contenga più di un elemento bizzarro- tutto permane comunque nella “normalità” delle cose filippine e secondo i suoi standard tragicomici. In ogni caso, vi sono nascosti rischi di errori anche più grandi nel trattare lo scandalo, il che potrebbe costare all’Amministrazione governativa attuale costi politici e di capitale peraltro diventati, così, necessari per mantenere alto il livello della fiducia nel breve termine e comunque anche oltre il 2016.

Mentre gli interessi sul debito pubblico e nell’ambito privato sono drasticamente diminuiti nel tempo, la Banca delle Isole Filippine conferma che una quantità molto ristretta di fondi di risparmio per capitali di spesa significativi come aeroporti, porti, impianti di energia, autostrade nazionali, strade, ponti, strutture destinate al post-tifone, irrigazione, nuove tecnologie per il raccolto in agricoltura e la produttività manufatturiera è stata effettivamente destinata a tali scopi. Oggi si spera che questi numeri siano una specie di chiamata al volersi rialzare e nell’implementare i propri livelli di atenzione sia per il Governo centrale sia per il settore privato circa la ristrettezza dei vantaggi che l’economia filippina fino ad oggi ha tratto dalla capacità di spesa e nell’ottenere forme di finanziamento sostenibile nel settore finanziario locale.

La Banca delle Isole Filippineuna delle più grandi banche del Paese –  stima ancora una crescita a fine anno fiscale 2014 del 6.2 per cento per il Paese, più veloce quindi del livello di parità. In ogni caso, in base al report di alcune agenzie di rating sul Pil del primo quarto d’anno, il tasso di crescita di sviluppo del Prototto Interno Lordo ha visto le sue stime scendere al 6.7 dal precedente 6.9 stimato ma disegna un tasso di crescita del 7.3 per cento per il 2015. Gli esperti di economia e finanza riconoscono che il primo quarto dell’anno è deludente ma sottolineano – allo stesso tempo – che il livello di crescita rimane superbo. L’infra-spesa e gli effetti della raccolta fiscale sostengono la fase di ristrutturazione della seconda metà d’anno e supporta un capitale di spesa più forte. La fiducia nella ripresa degli affari sostiene la crescita.

La domanda interna potrebbe essere sul punto di tornare ad un livello di crescita del 7 per cento su base annua conseguibile almeno nella seconda parte dell’anno. Dal 21.3 per cento del 2013 la componente di investimenti sul PIL potrebbe crescere fino al 21.9 per cento. Insomma, sembra che una certa ventata di ottimismo stia montando nelle Filippine nonostante il tasso di crescita più lento che alla fin fine sembra non toccare più di tanto il comune sentire e le previsioni comunque benevole nei confronti del prosieguo della ripresa. D’altro canto – affermano gli economisti – se un rallentamento della ripresa c’è stato, lo si può imputare agli effetti poco prevedibili nella loro entità finale del Super Tifone Yolanda.

Per altre agenzie di rating la crescita è comunque prevista lenta fino a raggiungere il 5.9 per cento nel 2014 dal 7.2 per cento del 2013 ma resta comunque al di sopra della media, grazie ad una robusta domanda interna. In presenza di una domanda fiacca, frequenti disastri naturali e limiti di spesa nelle infrastrutture, la crescita economica –sebbene lenta- per gli esperti locali è da vedersi come miracolosa, affermano alcuni economisti d’area. Se si evitano crisi politiche di ogni genere e livello, affermano altre agenzie di rating finanziario e studi di ricerca, si può anche raggiungere un livello del 6.1 per cento in termini di crescita del PIL per le Filippine nel periodo in corso.

Generalmente le agenzie di rating, al di là delle divergenze nelle stime, concordano tutte nel ritenere che non sarà certo raggiungibile nel breve periodo la cifra del 7 per cento di crescita del PIL. In ogni caso, stante la necessità di procedere a riforme che alleggeriscano il peso dei numerosi vincoli posti alla spesa e conseguentemente alla crescita e la necessità di rivedere l’apporto pubblico e privato nella implementazione delle infrastrutture, fattore estremamente importante per un Paese che voglia realmente crescere, permane il fatto che l’attuale contesto lascia più di qualche segno di speranza per un futuro recente migliore per le Filippine.

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