venerdì, Ottobre 22

Piccoli comuni, arriva la legge

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Il più piccolo comune d’Italia per numero di abitanti si chiama Pedesina, si trova in provincia di Sondrio e conta solo 36 esseri umani. Moncenisio e Briga Alta, in Piemonte, seguono a ruota con 37 e 38 unità, nell’elenco dei cento comuni meno popolosi d’Italia, dove al centesimo posto c’è Quaranti, in provincia di Asti, con 185 abitanti.

A vederli, questi borghi, sembrano tante cartoline di un Paese lontano anni luce, mucchietti di case sparse, un campanile, boschi e un patrimonio di storia e di tradizioni secolari, custodito con tenacia da quei pochi che non sono andati via oppure che sono, testardamente, tornati. Pedesina ha pure un suo gruppo su Facebook. L’animatrice della pagina lo descrive così: «Piccolo paese tra le montagne della Valle del Bitto di Gerola, Valgerola. Tranquillo e solivo è la meta ideale per chi ama la pace e la natura». Sulla pagina wikipedia di Moncenisio è specificato che: «La popolazione è nuovamente scesa a 39 residenti ufficiali, che si riducono a poco più di una decina da settembre a giugno. Nei periodi di massima presenza non si superano comunque mai le sessanta, settanta unità».

All’inizio di quest’anno il ministero dell’Interno ha chiesto a tutte le Prefetture di rendere effettivi gli obblighi di gestione associata delle funzioni fondamentali nei Comuni fino a cinquemila abitanti, che sarebbero poi stati identificati come ‘piccoli comuni‘, limite che scende a tremila per quegli enti compresi in Comunità montane. Per i comuni inadempienti è previsto il commissariamento. Il riferimento è la legge Delrio, la 56 del 2014, la stessa che ha riformato le Province; anche se, a ben vedere, le disposizioni sulle Gestioni Associate Obbligatorie prendono origine dal decreto legge 78 del 2010, convertito nella legge 122 del 2010. La legge Delrio, da subito ha trovato molti oppositori, soprattutto tra i sindaci dei piccoli comuni. La sua applicazione è slittata al 2016 ma, dall’Alto Jonio al monregalese, sono diverse le comunità pronte a scendere in piazza per impedirne la piena entrata in vigore.

La presidente dell’Associazione Nazionale Piccoli Comuni d’Italia, Franca Biglio, è agguerrita su questo tema: “Quella legge va rivista. Dopo due anni di proroghe è chiaro che risulti inapplicabile. Peraltro anche la Corte dei conti, ha palesato perplessità sugli effettivi risparmi derivanti da una riforma del genere. E’ stato dimostrato che non si generano risparmi bensì si generano costi aggiuntivi, e ciò nonostante i prefetti continuano a convocare i sindaci. Eppure nell’assemblea dell’Anci a Torino, qualche giorno fa, proprio il ministro dell’Interno ha chiaramente detto che i piccoli comuni vanno salvaguardati, non tagliati”. Angelino Alfano, infatti, da Torino, ha preso almeno a parole le difese dei piccoli comuni: «Se c’è una cosa che gli italiani non vogliono tagliare è proprio il loro comune perché piccolo non vuol dire affatto inutile. Non bisogna confondere l’efficienza dei servizi col taglio dei piccoli comuni», annunciando entro novembre la convocazione di una Conferenza Stato-Città straordinaria dedicata ai piccoli comuni.

Franca Biglio è sindaco di Marsaglia, comune di poco più di 280 abitanti, in provincia di Cuneo. Amministra questo piccolo borgo dal 1985, ininterrottamente se non fosse per una breve parentesi nel 2004 in cui è stato eletto Marco Quaglia, un solo mandato però, durante il quale Biglio è stata vice sindaco, poi è tornata alla guida dell’amministrazione, confermata anche nel 2014 con il 68% delle preferenze, pari a 137 voti. Ha ben chiare le dinamiche della macchina amministrativa, che ha dovuto adeguare continuamente in un trentennio durante il quale di norme che riguardano i comuni ce ne sono state tante e non tutte a favore delle piccole comunità. Parla del suo come di un comune virtuoso e della legge Delrio come uno strumento fallimentare: “Il territorio di Marsaglia è completamente videosorvegliato, con vigili e protezione civile molto presenti ed efficienti, una pro loco molto attiva, allora perché dovremmo associarci a comuni che potrebbero non avere le stesse caratteristiche? Per accollarmi eventuali carenze e disservizi di altre amministrazioni? Questa legge calata dall’alto, ingessata in una uniforme soglia di abitanti prevista dagli ambiti ottimali, è inapplicabile. I piccolissimi comuni possono avere territori molto vasti da governare, difficoltà logistiche in una eventuale associazione di funzioni e servizi e non è detto, poi, che con una gestione associata i servizi costino di meno. Pensiamo piuttosto a come frenare il fenomeno dello spopolamento dei nostri comuni”.

La presidente nazionale dell’Anpci contesta metodologie e strumenti con i quali lo Stato interviene in queste faccende, rompendo equilibri vitali: “E tutti sanno che tra i comuni italiani con bilanci in dissesto o predissesto non c’è nessun piccolo comune”, puntualizza Biglio, “Allora chi più spende più deve ridurre e chi più è virtuoso più deve essere premiato”. Infine sbotta: “Basta con leggi e provvedimenti salva Napoli, salva Palermo, salva Roma”.

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