lunedì, Luglio 26

Piano migranti, l'Ue si spartisce i profughi Va via chi non ha bisogno di protezione. Non c’è pace in Palestina

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Continuano ad andare a piedi, km dopo km, nonostante la stanchezza accumulata e l’ansia del futuro, ma è la forza della disperazione che li spinge. I migranti in cammino per raggiungere il nord Europa hanno dato una lezione a tutti: non ci sono leggi che reggano contro la volontà dei popoli. Così come hanno dimostrato anche i cittadini tedeschi, ungheresi, austriaci e tedeschi che hanno accolto i migranti e li hanno supportati nel loro viaggio. E allora l’Europa ha iniziato a capire. Germania, Francia e Spagna, infatti, accoglieranno il 59 per cento dei 120 mila richiedenti asilo che si trovano in Italia, Grecia e Ungheria, così come previsto dal nuovo schema di distribuzione della Commissione europea, anticipato da fonti di stampa e confermato da una fonte europea. La Germania, secondo il nuovo schema, potrebbe accogliere 31.433 persone, la Francia 24.031 e la Spagna 14.931. Ma ci sono ancora molte cose da discutere e già la prossima settimana potrebbe tenersi un vertice europeo straordinario dei capi di Stato e di governo sull’immigrazione. Mercoledì prossimo, invece, la Commissione europea, per voce del suo presidente Jean-Claude Juncker, presenterà le nuove proposte sulla gestione dei  flussi migratori. Fra le nuove misure che l’esecutivo Ue presenterà c’è anche un inasprimento delle norme per il rimpatrio dei migranti senza diritto di asilo, arrivando anche a esortare lo stato di fermo se c’è il rischio che violino l’ordine di rimpatrio. Le anticipazioni del piano sono state date da El Pais secondo cui, tra l’altro, la Commissione prevede multe ai Paesi che non intendono accettare rifugiati, ma anche ai Paesi che vengono meno all’obbligo di adottare e rafforzare le procedure di rimpatrio. Nuove regole anche per quanto riguarda le sanzioni previste per chi intende rifiutarsi di accogliere. L’ammontare di questi soldi ricavati dalle multe, secondo il piano di Bruxelles, finirà in un fondo europeo destinato a finanziare l’attuazione del diritto d’asilo. Il vertice europeo dovrebbe tenersi nella stessa settimana del Consiglio straordinario degli Affari interni prevista per il 14 settembre, anche se una data non è ancora stata fissata.

Intanto, prosegue incessante la fuga di migranti attraverso la cosiddetta rotta balcanica. Circa 5 mila migranti sono entrati in Macedonia dalla Grecia nelle ultime 24 ore, fra domenica mattina e stamane, quasi tutti in prevalenza siriani, afghani, pachistani e iracheni in fuga da guerre e povertà. Ma questa mattina ci sono stati anche dei tafferugli tra polizia macedone e migranti proprio al confine con la Grecia. Come riferiscono i media locali, gli incidenti sono scoppiati quando circa 2 mila persone, in attesa nella località di Idomeni, hanno cercato di entrare in Macedonia in massa, mentre le autorità di Skopje consentono l’ingresso a piccoli gruppi ogni mezz’ora. Dopo momenti di alta tensione, la situazione è tornata alla normalità, con le autorità che hanno consentito l’ingresso in Macedonia a un migliaio di migranti fino a metà giornata. A Monaco di Baviera, oggi, dovrebbero arrivare fino a 10.000 migranti  attraverso l’affollato percorso ferroviario dell’Ungheria e dell’Austria, come riferito dalla stazione ferroviaria principale di Monaco. Christoph Hillenbrand, governatore dell’Alta Baviera ha spiegato che il numero comprende tre treni speciali che arrivano da Vienna con 2.100 persone a bordo.

La Germania, dunque, continua ad essere la meta del 80% dei profughi che, varcando i confini, sono sempre più sereni, perché vicini alla conclusione di un viaggio durato mesi. «Berlino si sta dando molto da fare per trovare tende e altri alloggi di emergenza ai rifugiati» ha detto Hillenbrand sperando che molte di queste persone, siano state destinate ad altri Stati tedeschi. «Qui siamo al limite» ha commentato, dopo un fine settimana in cui quasi 20.000 persone hanno presentato domanda di asilo politico. Di questi circa i due terzi sono stati sistemati all’interno del Land bavarese, lo Stato più grande della Germania. «Lo sconvolgente flusso di migranti che arrivano qui occuperà e cambierà il il nostro Paese nei prossimi anni» ha detto stamattina Angela Merkel, che ha ringraziato i volontari per quello che hanno fatto negli ultimi giorni per i rifugiati, dipingendo un quadro della Germania «che può renderci orgogliosi». La cancelliera ha poi chiarito che chi ha bisogno di protezione la riceverà, ma quelli che non hanno possibilità di ricevere asilo saranno rimandati indietro rapidamente. Con queste parole è stata, così, confermata la linea dell’Ue che intanto domani a Strasburgo presenterà nuove proposte per una maggiore responsabilità e una maggiore solidarietà degli europei. «É nel nostro interesse proteggere chi ha bisogno, essere coerenti con i nostri valori, perché questo è parte della nostra credibilità internazionale» Parola di Federica Mogherini, Alto Rappresentante per la politica Estera Ue.«Siamo visti in questo momento all’estero come un punto di approdo sicuro ed è giusto che chi fugge dalle guerre trovi in Europa non soltanto i fondi che consentono ad altri Paesi di accoglierli, ma anche una parte di accoglienza. É un messaggio non buonista, ma realista: è l’unico modo in cui ci possiamo attrezzare per gestire un fenomeno di queste proporzioni e probabilmente di una durata non breve. Non è solo umanità, è un investimento di medio-lungo periodo sulla credibilità dell’Europa» ha detto.

La questione della gestione dei migranti sta facendo discutere molto, soprattutto quei Paesi che sono reticenti e che hanno sempre negato di voler essere coinvolti nella spartizione delle quote. Eppure c’è chi cede, forse anche grazie alla potenza della foto del piccolo Aylan, morto sulla spiaggia di Bodrum e per cui la polizia turca ha arrestato un quinto sospetto. Il primo ministro del Regno Unito David Cameron, infatti, proprio oggi ha portato all’attenzione dei deputati di tutti gli schieramenti il piano per i rifugiati che ha cominciato a prendere forma.  E dopo che nella serata fra sabato e domenica  l’esecutivo aveva fatto sapere di voler prendere in carico non più di 15mila profughi, è arrivata nel pomeriggio la notizia che, invece, il Regno Unito accoglierà fino a 20mila rifugiati siriani entro il 2020. Ancora ostile, invece, l’atteggiamento del premier ungherese. Viktor Orban, oggi, in una riunione con gli ambasciatori del paese non ha escluso di accettare, in futuro, il sistema di quote dell’Ue, ma non per ora. «Il problema sta nelle priorità» ha detto. «Più tardi potremmo anche parlare di quote, ma ora il problema è la difesa delle frontiere dell’Ue. La maggioranza dei profughi, infatti» ha aggiunto Orban «viene qui, non perché in pericolo di vita, ma perchè‚ cerca una vita migliore nell’Europa ricca. Noi, in Ungheria, conviviamo da secoli con i rom, ma non vogliamo convivere con musulmani. É un’altra cultura e gli ungheresi non vogliono questa presenza» ha detto ancora. La linea del governo è molto precisa e la polizia la applica a perfezione tanto che nel pomeriggio ha bloccato un gruppo di profughi arrivata dopo aver varcato il confine con la Serbia. «Vogliamo andare via, lasciateci andare» hanno gridato disperati mentre gli agenti in tenuta antisommossa li hanno circondati per portarli in un centro di identificazione provvisoriamente allestito in uno spiazzo di terra in aperta campagna nei pressi di Roszke. È collaborativo Francois Hollande. Ha scherzato con un giornalista gli chiedeva se sarebbe pronto a seguire l’esempio del premier finlandese Juha Sipila, il quale ha messo a disposizione dei rifugiati una casa non utilizzata di sua proprietà. «Non ho una seconda casa, ma capisco questo gesto» ha detto il capo dell’Eliseo parlando dell’emergenza migranti. «Quello che ci si attende da un presidente e da un governo è anzitutto assumere delle scelte» ha continuato « e saranno anche i sindaci e i prefetti a coordinare gli sforzi di accoglienza. Il diritto di asilo è uno dei principi fondamentali delle nostre istituzioni» ha voluto, infine, ricordare.

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