lunedì, Settembre 27

Piano Colao, ‘Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022’ : spigolature sociali C’è bisogno di trovare soluzioni progressive utili per innescare un processo di rilancio con imprese che assumono funzionalmente importanza sociale

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Il coronavirus COVID 19 morde l’economia e c’è bisogno di trovare soluzioni progressive utili per innescare un processo di solidarietà imprenditoriale non riparativa, ma di rilancioper il sistema Italia.

Il Piano Colao offre alcuni spunti importanti per il rilancio ‘Italia 2020-2022’ e nella fattispecie mi fermo, prevalentemente, sul tema del ruolo delle imprese che assumono funzionalmente importanza sociale. Anche se esiste una sorta di pruderieculturali a dichiarare che tutte le imprese dovrebbero essere sociali, non tanto in logica di buonismo filantropico, ma in logica di strutturazione economica di base del sistema.
Non si è ancora superata la sola narrativa sull’impegno della responsabilità sociale delle imprese e non si sono adottate decisamente azioni che incentivino queste scelte operative.

Leggendo e spigolando le ‘Iniziative per il rilancio Italia 2020-2022’ possiamo cogliere, fra i tanti, alcuni temi d’interesse.

  • la riforma del welfare è affrontata esortando a considerare l’approccio universalistico come obiettivo fattuale, l’eliminazione della disparità di trattamento per diverse categorie di lavoratori (‘Gig economy’) nonché uno zoom sul welfare dei lavoratori autonomi.

    Approccio interessante che deve trovare dei ‘veicoli’ sociali che che ‘mettono a terra’ queste esortazioni. In sintesi ‘chi fa, che cosa’ in logica di funzionalità operativa e non solo di ‘distinguo/attributivo’ giuridico. Oggi comunque il ‘welfare universalistico’ è un ‘welfare universalistico a sussidiarietà variabile’, dove la filiera sussidiaria fra Stato, profit e non profit è condizione imprescindibile.

  • Individui e famiglie. Si declinano gli approcci positivi della resilienza (attenzione alla ritualità nominalistica) e della coesione sociale come azioni per ridurre le disuguaglianze e le discriminazioni sociali e affrontare il tema della parità di genere con efficacia. Fra l’altro si dovrebbero sviluppare azioni incentivanti la magnanimità istituzionale ed individuale (filantropia? capitalismo compassionevole? donazioni come investimento?) nonché la forza strutturale del Terzo settore che chiamo Settore delle imprese Sociali in logica economico aziendale.

  • Rafforzare la capitalizzazione delle imprese, essendo la sotto-capitalizzazione di molte di esse uno dei principali fattori della loro vulnerabilità, facilitando gli aumenti di capitale, incentivandoli e semplificandone l’iter e favorendo una strutturale riallocazione del risparmio verso la così detta ‘economia reale’. Questa esortazione potrebbe ‘trovare le gambe’ nella creazione di una Borsa Sociale dei Valori che integra o è complementare alla tradizionale attività della Borsa Italiana tramite la Valutazione dell’Impatto Sociale delle imprese quotate(VIS) siano esse quelle del primo mercato siano esse quelle del listino AIM e quelle del perimetro S-Extra MotPro.
    Creando un ‘rating’ delle imprese sociali profit e ancorando questa valutazione (valutazione di impatto economico e sociale) ad una monetizzazione che non è esaustiva del valore, ma è un proxi della comprensione del valore economico-sociale. Queste brevi considerazioni sono l’incontrovertibile interpretazione di una situazione economico-finanziaria che, se non adotta questi capisaldi di management finanziario solidale, rischia di perpetuare uno stile speculativo poco attento agli ‘stakeholders’ come opportunità, ma molto orientato ai soli ‘shareholders’ opportunistici, e in questo periodo post COVID19 sarebbe il collasso per il sistema.

  • Rafforzare le micro – PMI, le filiere e sviluppare lo sviluppo di un’economia sostenibile’ e questo vuol dire anche completare la riforma del Terzo Settore, in particolare per quanto riguarda la fiscalità delle imprese sociali. Ma vuol dire anche sviluppare il ruolo degli OICR (organismi di investimento collettivo del risparmio) tramite l’attività dei fondi comuni di investimento, le Società di Investimento,(Sicav, e Sicaf).

  • Il sostegno all’acceso e alla diffusione di strumenti di finanza sociale italiani e europei che vuol dire sviluppare la diffusione di social bonds, social impact bonds e creare opportunità di investimento in questo senso. Ma le banche? Quale ruolo?

  • La facilitazione tramite incentivi fiscali e di credito per l’aggregazione degli enti non profit che in questo modo svilupperebbero economie di scala e curve di esperienza sempre più efficaci e tali da aumentare la loro stabilità finanziaria.

  • Edilizia abitativa ed edilizia sociale per il tramite di social impact bond come forma di finanziamento misto pubblico-privato.

  • La rimozione delle cause delle diseguaglianze e delle discriminazioni, esplicitamente richiamata nell’art. 3 della Costituzione proponendo un welfare inclusivo e territoriale di prossimità. Lestrutture operative potrebbero essere i Presidi Multiservizi presso i Comuni più grandi, con particolare attenzione per azioni volte ad accrescere la coesione sociale nelle periferie urbane e svolgendo azione sussidiaria nei confronti di altri comuni più piccoli che non avrebbero la forza di sostenere costi indispensabili per una funzionalità efficace ed efficiente con economicità.

  • Gli interventi a sostegno delle persone fragili e rese vulnerabili dalle crisi, occorre adottando un approccio basato sulla domiciliarità dell’assistenza, per mantenere i legami territoriali e proteggere maggiormente le comunità. Il rafforzamento dei servizi territoriali per la salute mentale, la costruzione di un’alternativa al ricovero in RSA e RSD tramite progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati e di vita indipendente per persone con disabilità, minori, anziani, persone con disagio psichico, e la sistematizzazione delle politiche del lavoro per le persone con disabilità’. Tutto questo ha bisogno di proposte organizzative funzionali e del coinvolgimento delle imprese sociali del terzo settore che per prossimità e contatto conoscono la profilatura della domanda.

Ora è necessario comprendere non solo l’entità degli investimenti, ma anche comerilasciare’ (il delivery) operativamente queste raccomandazioni.

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Sull'autore

Professore associato di Economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche presso l'Istituto di Pubblica Amministrazione e Sanità (IPAS). Direttore del Master in Management delle aziende cooperative e imprese sociali non profit (NP&COOP). Docente senior dell' Area Public Management & Policy della SDA Bocconi. Membro del comitato scientifico della rivista Non Profit, Maggioli Editore. Membro del comitato medico-scientifico della rivista Vivere oggi del Comune di Milano. Membro del comitato scientifico della rivista Azienda Pubblica, Maggioli Editore. Fondatore e promotore della collana "Aziende non profit. Strategie, struttura e sistema informativo", EGEA, Milano. Membro dell'editorial advisory committee di Health Marketing Quarterly e del Journal of Professional Services Marketing, The Haworth Press, Inc., Binghamton, New York. Membro del comitato scientifico dell'Unione Nazionale Imprese di Comunicazione, UNICOM. Membro dell'Associazione Italiana di Economia Sanitaria, AIES. Membro dell'Osservatorio Camerale Economia Civile, Camera di Commercio di Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana Fundraiser di Forlì, ASSIFF. Membro del Consiglio di Gestione della Fondazione a sostegno della solidarietà sociale Umanamente, gruppo RAS. Membro del comitato etico di Coop Lombardia, Milano. Membro del comitato etico di Investietico, BPM Milano. Membro del comitato scientifico dell'Associazione Italiana della Comunicazione Pubblica e Istituzionale.

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