sabato, Maggio 15

Petrolio indigesto per la Guidi field_506ffbaa4a8d4

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«E poi dovremmo riuscire a mettere dentro al Senato, se è d’accordo anche ‘Mariaelena’, quell’emendamento che mi hanno fatto uscire quella notte, alle quattro di notte» diceva Federica Guidi, attuale Ministro dello Sviluppo economico, durante una telefonata al compagno Gianluca Gemelli, riferendosi ad uno specifico emendamento che doveva essere inserito all’interno della Legge di Stabilità e che si riguardava alcuni progetti di lavoro per il centro oli della Total in contrada ‘Tempa rossa’, a Corleto Perticara (Potenza), argomento molto interessante per chi come Gemelli si trova a contatto con ambienti del campo petrolifero. Un’intercettazione ‘scottante’ che attualmente si trova in mano agli inquirenti, che a loro volta l’hanno inserita negli atti dell’inchiesta aperta dalla di Potenza in merito allo smaltimento dei rifiuti legati alle estrazioni petrolifere. Al termine del dialogo con la compagna, Gemelli compose il numero di un dirigente ai vertici di una società petrolifera per informarlo delle novità appena apprese dicendogli «che avrebbe sbloccato Tempa rossa: La chiamo per darle una buona notizia». Nonostante questi sviluppi il gip del Tribunale di Potenza, Michela Tiziana Petrocelli, ha respinto la richiesta di arresto presentata nei confronti di Gianluca Gemelli, dato che l’inchiesta ha condotto ai domiciliari cinque dipendenti dell’Eni per traffico illecito di rifiuti al centro oli di Viggiano (Potenza). Il primo attacco politico alla Guidi è arrivato dai grillini con le dichiarazioni di Michele dell’Orco, capogruppo M5s alla Camera, e Nunzia Catalfo, capogruppo M5s Senato: «Scandalo ‘Tempa Rossa’ a Potenza: si dimettano i ministri Guidi e Boschi, la misura è colma, si devono vergognare e andare a casa subito» e rincarano la dose «Ora si capisce il perchè il Pd ed il governo tifano per l’astensione sul referendum delle trivelle che intacca gli interessi delle compagnie petrolifere il fidanzato della Guidi indagato dalla procura concordava con l’amata emendamenti a favore degli impianti ‘Tempa Rossa’ di Total legati al deleterio provvedimento ‘sblocca italia’. E la Guidi chiedeva a sua volta l’avallo della Boschi». Federica Guidi non aspetta il rientro del premier Matteo Renzi, ancora impegnato nel suo viaggio in visita degli USA, e poco fa si è dimessa immediatamente lasciando il suo incarico governativo.

Il Primo Ministro, alla vigilia dell’incontro con il Premier Barack Obama, si trova a Chicago «L’Italia è in un momento particolare, molto buono. Dopo molte polemiche siamo finalmente in grado di creare e scrivere una nuova pagina per il futuro» ha commentato Matteo Renzi aggiungendo :«Il parlamento ha approvato molte riforme, come quella per il mercato lavoro, il jobs act – ‘ho copiato l’espressione di Obama’, scherza – e abbiamo cambiato la legge elettorale che dà garanzie di stabilità» e rivolgendo uno sguardo all’Europa conclude. «In Europa spesso abbiamo paura del futuro, lo consideriamo come minaccia e non come opportunità. Noi possiamo combattere il terrorismo e lo possiamo sconfiggere ovunque ma serve un differente approccio, perchè il rischio è proprio quello di chiudersi nella paura».

Ma Renzi non trova pace neppure oltre oceano dato che quest’oggi è stato attaccato alla Camera, durante la Commissione cultura, dai parlamentari del Movimento cinque Stelle (M5S) : «Il premier Renzi va negli Usa, visita i centri di ricerca statunitensi pieni di studiosi italiani e, senza ritegno, fa pure retorica sulle eccellenze nostrane. Quei luoghi rappresentano il fallimento cocente della ricerca italiana» e concludono: «Se i nostri ricercatori sono all’estero, e se i ricercatori degli altri Paesi non vengono qui, è perché l’Italia è ultima per investimenti pubblici e privati in ricerca, ultimo per investimenti in istruzione, compresa l’università, e non ha neanche un piano nazionale della ricerca, che attendiamo da anni».

Dalle amministrative arriva la smentita di Ignazio Marino che nega una sua possibile candidatura: «Vi chiedo di scegliere insieme un uomo o una donna che non sia io, che possa guidare la città di Roma, vincere le elezioni e continuare il lavoro fatto» afferma ieri durante la presentazione del suo libro ‘Un Marziano a Roma’

 

 

 

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