martedì, Aprile 20

Petrolio e Natura field_506ffbaa4a8d4

0

BangkokL’importanza del petrolio e di altre forme di energia primaria per Paesi in via di sviluppo è di natura lapalissiana. Il Bangladesh, come altre Nazioni asiatiche, sta puntando molto su queste forme di energia per crescere e svilupparsi. Ma l’incidente occorso nelle ultime ore in una zona naturalistica di particolare complessità e delicatezza apre più di qualche squarcio nella riflessione dei pianificatori locali. La crescita incontrollata, infatti, alla ricerca spasmodica di energia per alimentare la propria produzione ed economia ha un alto prezzo da pagare in termini di risorse naturali e umane, esempi in tal senso non mancano, come ben sanno in India e soprattutto in Cina.

Ora, in Bangladesh, alla luce di un grave incidente nelle sue acque interne, si corre ai ripari. E come spesso accade –non solo in Bangladesh- si cerca di correre seppur tardivamente ai ripari.

Dopo sei decenni e mezzo dalla stesura del documento del Porto di Mongla in Bangladesh, le Autorità hanno recentemente deciso di sviluppare la propria capacità di management dei versamenti petroliferi in mare. Il porto, che è stato operativo fin dal 1950, individuerà poi le caratteristiche richieste per raggiungere la piena operatività relativa a tale gestione, come ha affermato il Commodoro Habibur Rahman Bhuiyan nella giornata di Giovedì scorso. Ha aggiunto inoltre che gli altri progetti di sviluppo relativi alla gestione di altri porti la cui costruzione è più datata sono anch’essi oggetto di valutazione da parte delle Autorità nazionali competenti in materia.

La decisione giunge dopo la lotta alla dispersione di petrolio in mare dovuta ad un mezzo di trasporto navale recentemente inabissatosi, il Southern Star-7, nei fiumi Shela e Poshur lungo le Sundarbane . Colpito da una nave cargo, la petroliera s’è inabissata nel fiume Shela nella giornata di Martedì scorso. Da quel momento il petrolio ha cominciato a spargersi in un raggio di 50 chilometri nelle acque nei dintorni della più grande foresta di mangrovie del Mondo, mettendo la locale biodiversità in stato di grave rischio. Sebbene incidenti similari siano accaduti già altre volte in passato, le autorità portuali non hanno mosso alcun passo per ridurre il pericolo nei confronti dell’equilibrio naturalistico locale. Quando i media locali ne hanno chiesto il motivo, il Presidente Habibur ha evitato di dare una risposta chiara e diretta. Ha affermato che il porto è stato non-funzionante tra il 2001 ed il 2008. L’Autorità nel 2008 ha ripreso la sua operatività ed ha intrapreso un relativo numero di progetti di sviluppo. Secondo una bozza del Piano Contingente di Politica Nazionale Marittima scritto nel 2000, il Porto di Mongla, situato a 3 chilometri a Nord delle Sundarbane, avrebbe dovuto delineare la logistica atta a occuparsi di limitare la dispersione nelle acque di petrolio o altri disastri ambientali.

Le Autorità portuali, in ogni caso, non hanno intrapreso finora alcun tipo di azione in linea con quanto stilato nella bozza del Piano Contingente di Politica Nazionale Marittima, come peraltro confermato da fonti all’interno del Dipartimento per l’Ambiente. Ufficiali incaricati in ambito forestale affermano che un mezzo cargo petrolifero affondato nel fiume Shela nel 1994, aveva causato grave danno alla biodiversità dell’intera foresta.

Nel 2000, una nave straniera scaricò petrolio dal motore nel fiume Poshur nei pressi del Porto di Mongla ed un altro mezzo cargo petrolifero si capovolse nel fiume Bishkhali nel 2012.

Una vasta e spessa macchia di petrolio galleggia sulla superficie delle acque dei fiumi Shela e Pashur nei pressi delle Sundarbane macchiando il suolo e imbrattando le piante lungo le coste e nei canali adiacenti, dato che dalla giornata di ieri non è stato ancora possibile frenare la fuoriuscita di petrolio dal mezzo navale. Come accaduto nella serata trascorsa quando il petrolio disperso è giunto a coprire un’area di 50 chilometri fino a Koromjal, anche nelle vicinanze di Kachikali nelle foreste circostanti, hanno confermato fonti collocate presso le Autorità forestali, vi sono altre gravi dispersioni.

Le operazioni di salvataggio non possono nemmeno avere inizio, fino a quando un mezzo navale o imbarcazione s’imbatterà nella zona di Mongla.

Il Ministro per le Attività Marittime Shajakan Khan ha riferito ad un famoso network televisivo globale, nella notte scorsa, che una imbarcazione per la ricerca –Nirbhikè già in movimento in qualità di imbarcazione di salvataggio. Un altro mezzo di salvataggio denominato Kandari-10 è già in movimento ed è in direzione della macchia di petrolio galleggiante. Gli esperti in operazioni di salvataggio sperano che le operazioni di ricerca possano avere inizio al più presto possibile. Anche oggi stesso.

Il versamento in acqua del petrolio ha preso avvio nella mattinata di Martedì scorso, dopo che una nave cargo che trasportava 0.358 milioni di litri di petrolio d’altoforno e 8 membri dell’equipaggio sono affondati presso il Mongla intorno alle 5 del mattino.

La petroliera, Southern Star-7, s’è inabissata dopo uno scontro con un altro mezzo navale. Tra il personale di bordo, Mokhlesur Rahman permane ancora disperso mentre gli altri sette sono riusciti a salvarsi nuotando via dal mezzo durante il suo affondamento.

Mentre continuano le operazioni di estrazione del petrolio dalle acque e nella zona circostante l’incidente, è stato disposto il divieto di passaggio per qualsiasi imbarcazione. La perdita di petrolio avrà certamente un impatto notevole sulla vita acquatica e sulle piante di mangrovia lungo tutte le cose della zona dove la spessa coltre di petrolio sta letteralmente spiaggiando. I pesci e le altre forme di vita acquatica potrebbero cominciare a morire in uno-due giorni mentre le mangrovie potrebbero cominciare a morire dopo un mese. La dispersione petrolifera potrebbe anche causare un problema grave e vasto su tutte le coste e i canali agli animali che vi si affacciano e che possono bere acqua infetta, come confermano gli esperti naturalisti locali.

 

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->