giovedì, Aprile 22

#Petaloso, anche L'Indro aderisce alla campagna "Tu hai messo insieme petalo + oso --> petaloso = pieno di petali, con tanti petali"

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“Una bella storia”, come ha chiarato anche il Premier Matteo Renzi su Twitter. Una storia tutta italiana, che ha dell’incredibile, che unisce la potenza dei social network alla purezza e semplicità di un bambino.

Siamo a Copparo, un comune di 20 mila abitanti in provincia di Ferrara. Tutto è partito da un tema in classe, da un compito sugli aggettivi, assegnato dalla maestra Margherita Aurora ai suoi allievi della scuola primaria, in cui il piccolo Matteo, tra gli aggettivi di sua conoscenza, ha aggiunto il neologismo, ‘petaloso’, assente, per il momento, dai dizionari della lingua italiana.
Colpita dall’intuizione e dall’acume del piccolo studente, la signora Margherita ha sottoposto il termine, che indicherebbe la presenza di petali in un fiore, al vaglio dell’autorevole “Accademia della Crusca”.

Tu hai messo insieme petalo + oso –> petaloso = pieno di petali, con tanti petali“, risponde l’Accademia, evidenziando che in italiano esistono alcune parole simili, come ‘peloso’ e ‘coraggioso’. D’altro canto però l’Istituzione della lingua italiana ricorda che per far entrare una parola nel dizionario (il quale ne conta già più di 270 mila), bisogna che questa sia utilizzata da un vasto numero di persone.

Ecco il motivo per cui anche la redazione di ‘L’Indro‘ si unisce all’appello con l’hashtag ‘petaloso’. Una parola semplice, chiara e che nasce in un momento in cui ci si ritrova circondati da inglesismi. E quindi, dopo il dibattito su ‘stepchild adoption’, ma anche solo dopo ‘weekend’, perché non ‘petaloso’?

#Petaloso #ForzaMatteo

 

(video tratto dal canale YouTube di Trekking tv)

 

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