lunedì, Ottobre 25

Pescatori a casa, Haftar legittimato, i galletti in volo, e … l’italietta ridicola va Non è per niente normale che il Presidente del Consiglio e il Ministro degli Esteri vadano a parlare con un piccolo rais locale. E’ stato un atto politico importantissimo, hanno fatto quello che in diritto internazionale si chiama riconoscimento, cioè l’Italia riconosce Haftar come capo di un governo legittim(at)o

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Siamo alle solite, e va bene penso sempre male, ma che volete farci! Con quella che non può non apparire, per la nostra piccola e scadente politica interna, una mossa di pura ripicca, insomma una cosa che rientra nel solito infantilismo dei nostri politici, Giuseppe Conte, duole ripeterlo sempre più solo unapochette sotto la quale niente’, rinvia l’incontro con Matteo Renzi -che Renzi a sua volta aveva rinviato con la solita arroganza magari offensiva con la scusa della Bellanova all’estero, come se la Bellanova in un incontro del genere contasse qualcosa!- per andare a riprendersi i pescatori di Mazzara del Vallo. Mentre Renzi è diventato uno scrittore logorroico e manda lettere di venti pagine in politichese stretto!
Non dico di no, magari davvero il fatto era imprevisto, ma, perdonatemi, non ci credo. E quasi quasi mi farebbe anche piacere, perché con uno come Renzi, un po’ di schiaffi ogni tanto fanno bene. Non dico di no, ma certo Renzi lo penserà, e questo è ciò che conta, perché, da un lato, renderà più difficile il presunto redde rationem (che non ci sarà e non ci sarebbe stato) e dall’altra imporrà a Renzi, lo vedrete, di alzare il prezzo della apparenza … non potrà dire nulla sul momento, ma non mancherà di fare la sua ripicca: il mio nipotino di due anni e mezzo, lo farebbe di certo.
Ma, poi, la cosa è un po’ più articolata, e quindi vediamola con ordine.

Intanto, a sostegno dell’idea che il volo a Bengasi è una scusa per dare un buffetto a Renzi, non è molto normale che addirittura il Presidente del Consiglio (dopo ben 108 giorni, badate bene!) vada a recuperare dei pescatori sequestrati, non si sa se illegittimamente da un … appunto da un che? Cosa è Khalifa Haftar se non un piccolo rais locale? quasi ‘amico’ dell’Egitto e quasi ‘amico’ di Mosca, ma certo nemico di Fayez al-Serraj … il nostro amico’, che noi abbiamo abbandonato a sé stesso, permettendo che, senza muovere un dito, anzi, senza muovere nemmeno una barca a remi, arrivassero in Libia i turchi a toglierci quel po’ di forza e di influenza, ma specialmente di petrolio, che avevamo in Libia … e nell’Egeo.
Domani, certo, in Parlamento e fuori i peana alla pochette non potranno mancare, ma se qualcuno chiedesse perché abbiamo abbandonato Serraj, perché abbiamo accettato l’arrivo dei turchi, perché la nostra posizione con Haftar è ambigua e incomprensibile (si tenga conto che dal punto di vista giuridico internazionale, Haftar è un delinquente da punire duramente, anche sul pian personale per i massacri compiuto in Libia -la Corte penale internazionale sta, starebbe, lì apposta): lo invitiamo, poi lo condanniamo, poi ci trattiamo … boh! Il fatto è che ormai in Libia non contiamo più nulla, e il fatto che anche altrove, grazie anche alle performance di Giggino e di Fico, contiamo nulla non dovrebbe confortarci.
E sì, perché la cosa non accade da sola. Haftar è amico di Abdel Fattah al-Sisi (Egitto, il ‘cattivone’ che ha fatto ammazzare Regeni e tiene in prigione Zaki) e al-Sisi è stato ricevuto l’altro giorno da Emmanuel Macron … e in precedenza (lo ricordate?) anche Haftar, provocando la ridicola reazione di Giggino e pochette a Palermo, che ancora ci ridono dietro. Ma, risate a parte, ora che va a fare pochette a Bengasi?

Badate: tecnicamente parlando, ha compiuto un atto politico importantissimo. Dubito che lo capisca, e meno che mai che lo capisca Giggino (oltre tutto preoccupato per il mancato scioglimento del sangue di San Gennaro), ma sta in fatto che se un capo di Governo (senza manco avvertire nessuno e, credo, manco Matterella, se no lo avrebbe fatto sapere) va a parlare ufficialmente e con tanto di bandiera con un ribelle delinquente, fa quello che in diritto internazionale si chiama riconoscimento: cioè afferma che l’Italia riconosce Haftar come capo di un governo legittim(at)o e quindi che ha un ruolo, per di più proprio quando al-Sisi e Recep Tayyip Erdogan si sono accordati per fare elezioni, magari fasulle, in Libia, per cui noi andiamo a riaccendere la miccia! E per di più, giusto quando noi stiamo a stracciarci le vesti per la questione Regeni (altra cosa su cui la nostra politica estera ha ‘brillato’ come un buco nero, e sorvolo sul pasticcio del Tribunale di Roma!) e per quella Zaki, andiamo a trovare ed omaggiare l’amico di alSisi, cioè alSisi stesso. Ma che bravi!
E per di più il giorno dopo che alcuni italiani, persone serie finalmente cui va tutto la mia sconsolata ammirazione, hanno dimostrato che si può essere persone serie, restituendo a Macron la legion d’onore … non ne ho sentito gran che parlare sulla stampa, ma nemmeno tra i ‘governanti’! Ho detto ‘sconsolata’: eh sì, hanno fatto un gesto che li priva di una cosa importante e rispettata … per nulla, perché la pochette nazionale ha buttato il loro gesto nel … andando a fare un salamelecco ad al-Sisi, che, secondo me (scommettiamo?) ora farà, così per caso, un gesto di condiscendenza ‘liberando’ Zaki.

Che bella politica, chiara specialmente. Nella quale, tra l’altro, abbiamo anche detto che noi a pescare da quelle parti non ci andremo più, visto che ci sequestrano i pescatori, noi chiediamo loro pure scusa, e la nostra flotta, vanto del nostro onore militare, sta ad arrugginire nei porti perché Giggino, Grillo e Salvini non vogliono correre il rischio di trovarsi qualche ‘naufrago migrante clandestino tra i piedi’, ma anche perché sono degli incapaci tremebondi. E sorvolo, perché se no mi si blocca la digestione per una settimana, sugli squittii del marchettiere di Macron, che per il caso Regeni vuole che intervenga la mamma … l’Europa, insomma: roba da matti! Sia chiaro dico ‘marchettiere’ perché l’ha detto lui che le istituzioni europee e i relativi edifici sono marchette a Macron, mica io!
Incidentalmente, leggo che li vanno a prendere e li portano in Italia, peccato che non abbiamo più l’air force Renzi … se no ce li portavano anche con le navi!

Ma poi, a parte la assoluta stranezza del tutto: leggo da qualche parte ‘irritualità’ … irritualità? Ma scherziamo? Leggo anche che la signora Emma Bonino ‘della quale sono indubbie le competenze internazionali’, se lo dice lei … , dice che hanno fatti benissimo. Sarà, contenti loro. Forse se dessero un’occhiata (non dico Giggino e pochette, per carità, ma qualcuno ci sarà che sappia leggere al Ministero degli Esteri, no?) a un manuale elementare di politica internazionale e di diritto internazionale forse si renderebbero conto di quello che hanno fatto. Perché una grossa irritualità c’è e non è solo grave, è ridicola, una volta di più.

Con tutto il rispetto e l‘affetto per quei pescatori che hanno la sventura di essere italiani oggi, non esiste al mondo che il capo del Governo vada a prenderli personalmente. E nemmeno che ci vada il Ministro degli Esteri o sedicente tale. Ma che ci vadano tutti e due è assolutamente una enormità, è ridicolo, ci fa fare una figura da peracottari a livello internazionale (del resto noi siamo quelli che copriamo le pudenda delle statue per evitare di turbare gli ospiti stranieri che non sanno che esistono … le pudenda!) ed è solo motivata, suvvia lo sappiamo benissimo tutti, dal fatto che i due galletti volevano la scena in prima persona. Come fanno sempre, lo ricordate: arriva la sequestrata e tutti e due lì all’aeroporto ad accoglierla, e così via.

Evviva. E ora l’incontro tempestoso tra pochette e mangiafuoco. Dopo le ferme richieste e chiare del PD (di Bettini): intervenire sulla sanità, il lavoro le imprese, non ci si sarebbe mai pensato!
Saranno scintille?
Macché: chiacchiere, qualche impegno, qualche promessa e, sotto banco, qualche tecnico. Naturalmente la solita minaccia ‘noi aspettiamo la risposta’, insomma prole, salvo forse la pretesa di mettere le mani sui servizi segreti e sul controllo di internet: potere e ricatto, insomma secondo prassi. Certo, se mangiafuoco non fosse solo un rodomonte con i brufoli, questa potrebbe essere l’occasione per dire: beh, ora mangiatevi il panettone e poi, con calma, senza strilli, a Gennaio cambiamo cavallo senza storie come Churchill a suo tempo … se non ci fosse anche il guaio che un Churchill non ce l’abbiamo (Draghi non credo proprio che voglia starci) e certo uno, che so, come Bettini provocherebbe troppa ilarità.

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Sull'autore

Giancarlo Guarino, ordinario, fuori ruolo, di diritto internazionale nell’Università degli Studi di Napoli Federico II, è autore di numerose pubblicazioni su diverse tematiche chiave del diritto internazionale contemporaneo (autodeterminazione, terrorismo, diritti umani, ecc.) indagate partendo dal presupposto che l’Ordinamento internazionale sia un sistema normativo complesso e non una mera sovrastruttura di regimi giuridici gli uni scollegati dagli altri.

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