giovedì, Dicembre 2

Perù piegato dal mercurio e dai disastri petroliferi

0

Una zona che comprende più di 500 chilometri del fiume Rio delle Amazzoni è, attualmente, contaminata dal mercurio. E’ questa l’emergenza che sta affrontando il Perù, per colpa dello sfruttamento illegale e sregolato delle miniere d’oro, che per decenni ha riversato migliaia di tonnellate di mercurio nei fiumi. I funzionari peruviani sostengono che il 50 per cento della popolazione di Madre de Dios è colpita dall’intossicazione e già a maggio il governo ha dichiarato lo stato di emergenza.

A complicare il tutto, un disastro petrolifero: la fuoriuscita dall’oleodotto Petroperu che trasporta il greggio dal nord del Paese attraverso le Ande, fino alla costa del Pacifico. A rischio la foresta amazzonica e le comunità locali. Parliamo di un’infrastruttura petrolifera che negli ultimi 5 anni ha prodotti 20 incidenti, di cui tre dall’inizio di quest’anno, provocando gravi disagi ambientali. Secondo alcuni abitanti di un villaggio indigeno, la fuoriuscita di greggio è stata avvistata il 24 giugno, ma probabilmente l’oleodotto perdeva già da giorni perché il petrolio ha raggiunto anche il fiume Marañón, un importante affluente del Rio delle Amazzoni. Già pesantemente colpite le comunità di Bagazán e Angamos. A risentirne maggiormente, l’approvvigionamento idrico e la pesca per almeno 30 comunità.

Nonostante l’OEFA, l’organismo per il controllo e la tutela dell’ambiente, avesse già ordinato all’oleodotto Petroperu di sospendere le operazioni e di riparare o sostituire le sezioni deteriorate, la compagnia petrolifera non ha rispettato le disposizioni, rischiando di conseguenza multe per più di 25 milioni di dollari, per i danni che ha causato all’ambiente e alle comunità.

 

La gravità del disastro è incalcolabile: il Marañón è una fonte sicura di cibo ed  acqua, nonché il luogo dove molte comunità lavano i piatti e i panni e dove fanno il bagno. Da adesso, per molte comunità peruviane, non sarà più possibile contare su queste acque e la risorsa più affidabile rimane l’acqua piovana.

(Video tratto dal canale Youtube: Al Jazeera english)

L’informazione che non paghi per avere, qualcuno paga perché Ti venga data.

Hai mai trovato qualcuno che ti paga la retta dell’asilo di tuo figlio? O le bollette di gas, luce, telefono? Io no. Chiediti perché c’è, invece, chi ti paga il costo di produzione dell'Informazione che consumi.

Un’informazione che altri pagano perché ti venga data: non è sotto il Tuo controllo, è potenzialmente inquinata, non è tracciata, non è garantita, e, alla fine, non è Informazione, è pubblicità o, peggio, imbonimento.

L’Informazione deve tornare sotto il controllo del Lettore.
Pagare il costo di produzione dell’informazione è un Tuo diritto.
"L’Indro" vuole che il Lettore si riappropri del diritto di conoscere, del diritto all’informazione, del diritto di pagare l’informazione che consuma.

Pagare il costo di produzione dell’informazione, dobbiamo esserne consapevoli, è un diritto. E’ il solo modo per accedere a informazione di qualità e al controllo diretto della qualità che ci entra dentro.

In molti ti chiedono di donare per sostenerli.

Noi no.

Non ti chiediamo di donare, ti chiediamo di pretendere che i giornalisti di questa testata siano al Tuo servizio, che ti servano Informazione.

Se, come noi, credi che l’informazione che consumiamo è alla base della salute del nostro futuro, allora entra.

Entra nel club L'Indro con la nostra Membership

Condividi.

Sull'autore

End Comment -->