giovedì, Settembre 23

Personaggetti

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Adesso che tutto è finito, ché pure in un ‘Paese senza’ come l’Italia si può ritenere arrivata al capolinea l’avventura politica del Governatore della Regione Campania, Vincenzo De Luca, adesso che, come dicevamo, tutto è finito come era prevedibile finisse, adesso che tutto è finito, o quasi, adesso rimane da chiedersi come siamo potuti finire nelle mani di simili personaggetti.

 

Perché il meno ‘colpevole’ di tutto questo è, paradossalmente, proprio De Luca. Che in fondo ha fatto il proprio ‘onesto lavoro di arrogante autocrate di provincia, ma da sempre con grande proiezione nazionale, mettendo in essere tutti i comportamenti che desiderava, al di qua ed al di là del confine di legge. Tutto ‘normale’, come se di normale qualcosa ci fosse in questo nostro straordinario, povero Paese. La questione vera è quella di quanti glielo hanno concesso, aiutandolo, sostenendolo, forzando la normativa, e le proprie potestà di specie, per concedergli di andare avanti per la sua strada. Certi che i prezzi pagato alla legalità, cioè le violazioni di legalità per favorire il De Luca medesimo, fossero ben spendibili costi rispetto al vantaggio che personalmente ne ritraevano.

 

E qui soccorre il nostro politologo principe. E Principe vero. Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi De Curtis di Bisanzio, più semplicemente Antonio De Curtis, o, volendo, Totò. Il quale, quando in teatro qualcuno ne disturbava l’esibizione, si fermava, guardava di sguincio la platea, poi traguardava non il reprobo, ma alternativamente i suoi vicini di destra e sinistra, sbottando in un «Io non ce l’ho con te, ma con chi ti sta accanto e non ti fa stare zitto». E dunque non ce l’abbiamo con De Luca, che fa il De Luca, ma con tutti quei personaggetti che il ‘fenomeno De Luca’ hanno permesso, avallato, coccolato, mallevato, o almeno tollerato da ignavi.

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