sabato, Ottobre 23

Persiste la Turchia nell’area cipriota

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L’invasione della zona economica esclusiva cipriota da parte della nave di ricerca turca “Barbaros”, rappresenta una nuova aggressione turca contro Cipro, Paese membro dell’Unione europea.

Abbiamo chiesto ad Aref Alopeid, insegnante di geopolitica presso l’Accademia militare di Atene, di rispondere ad alcune domande su questi argomenti e soprattutto di commentare l’incursione della nave di ricerca turca “Barbaros”, seguita da navi da guerra, nella zona economica esclusiva cipriota.

Gli abbiamo anche chiesto di esprimere un parere sui rapporti tra Egitto, Grecia e Cipro e su quelli tra Israele, Grecia e Cipro.

Qual è lo scopo dell’invasione della zona economica esclusiva cipriota da parte della nave turca per ricerche petrolifere “Barbaros”? Ankara sta conducendo una nuova operazione in stile “Attila” come quella dell’invasione di Cipro del 1974 o sta tentando di ricattare Cipro e di ottenere ciò che vuole al tavolo delle negoziazioni con la minaccia e l’azione militare?

Ankara cerca di mostrare che ha un ruolo dominante nella regione e che non può essere ignorata dagli attori regionali e internazionali. È anche un modo per dimostrare la sua rabbia per la situazione di stallo delle sue prospettive europee. La spedizione della nave di ricerca ”Barbaros” è strettamente legata all’asse energetico tra Grecia, Israele e Cipro. L’eventuale successo di questo progetto potrebbe portare a una sorta di emarginazione della Turchia dalla cooperazione energetica nel Mediterraneo Orientale. Invece, l’eventuale costruzione di un gasdotto tra Israele, Cipro e Grecia promuoverebbe l’importanza geopolitica della Grecia e di Cipro (due Stati membri dell’UE), perché questi due Paesi potrebbero contribuire a un’indipendenza parziale dell’Unione europea dalle risorse energetiche esterne all’Unione, soprattutto quelle che vengono trasferite attraverso la Turchia.

Cosa vuole realmente la Turchia dalla zona economica esclusiva cipriota? Crede che miri al controllo della zona economica esclusiva cipriota?

La Turchia non riconosce la Repubblica di Cipro. L’ingresso della Repubblica di Cipro nella Comunità europea è stato un successo della diplomazia greca contro la diplomazia turca. Ankara, in nome dei ciprioti turchi, vuole difendere i propri interessi e sfruttare tutte le risorse (naturali e non) di Cipro per rafforzare la propria economia nazionale.

Nonostante le intenzioni e le considerazioni turche, sembra che la soluzione del problema di Cipro con l’applicazione delle risoluzioni delle Nazioni Unite sia una necessità irrevocabile. Per la prima volta, assistiamo a manifestazioni di protesta contro i turchi anche da parte dei ciprioti turchi.

Secondo lei, quale dovrebbe essere la posizione del Governo di fronte alle pretese di Ankara di fare del gas naturale di Ciprio una questione di consultazioni pubbliche?

 Primo, è ovvio che serva una strategia comune e un personale diplomatico unito tra Atene e Nicosia per fronteggiare le pretese turche. Secondo, i due Paesi dovrebbero approfittare dei rapporti amichevoli con Israele per mettere fine all’occupazione turca di Cipro. È un dato di fatto che la Lobby israeliana negli USA sia molto forte e potrebbe influenzare direttamente la politica americana in Medio Oriente a favore di Cipro. Terzo, la diaspora greca potrebbe mobilizzarsi in aiuto di Cipro, nonostante l’influenza dei greci all’estero sui rispettivi Governi. Quarto, la Grecia e Cipro dovrebbero rafforzare la loro politica d’informazione e comunicazione nel mondo arabo e islamico e dimostrare che il fulcro del problema di Cipro non è quello presentato dalla propaganda turca, che specula sui sentimenti religiosi.

Il problema di Cipro è un problema internazionale e Cipro ha bisogno di alleati nella sua battaglia contro Ankara.

Secondo lei, qual è la vera posizione degli USA e dell’UE di fronte all’invasione turca della zona economica esclusiva cipriota?

Gli USA e l’UE sono molto interessati alla Turchia. Tuttavia, i loro pareri divergono sulla questione cipriota. Ciò è stato reso evidente dalla decisione dell’UE di accettare Cipro come Stato membro. L’importanza delle relazioni commerciali e di scambio tra la Turchia e alcuni Paesi europei così come quella tra la Turchia e gli USA non dovrebbe essere sottovalutata. Inoltre, ci sono alcuni fattori a favore della Turchia, come il contenimento del nazionalismo del Presidente russo Putin e le basi militari britanniche a Cipro. La Gran Bretagna ha mostrato interesse in questa situazione, così da non mettere in discussione lo status e la presenza delle basi militari britanniche a Cipro.

Gli americani hanno promesso più volte di trovare la soluzione del problema di Cipro ma non hanno tenuto fede alle loro promesse.

Dati gli interessi economici e la posizione geopolitica della Turchia in Medio Oriente e vicino alla Russia, gli USA sono più tolleranti nei confronti delle politiche turche e dell’occupazione turca di Cipro. A questo punto bisognerebbe dire che i turchi non avrebbero mai invaso Cipro nel 1974 se non avessero ricevuto l’ok dall’America.

Secondo lei, qual è la posizione dell’Egitto e di Israele, Paesi vicini a Cipro e alla zona economica esclusiva cipriota? Hanno ragione a temere l’aggressività turca nei confronti di Cipro e le ambizioni egemoniche turche nel Mediterraneo Orientale?

La posizione di Israele è complessa e si basa su interessi nazionali. Da un punto di vista geopolitico, il Governo israeliano non può permettere alla Turchia di realizzare le proprie ambizioni in Medio Oriente e nel Mediterraneo Orientale. È un problema di sicurezza nazionale per Israele. Nonostante tutto, sembra che la cooperazione tra i servizi di intelligence dei due Paesi non sia stata interrotta. Finora Israele ha tenuto conto dello spazio aereo turco nell’eventualità di uno sciopero contro il programma nucleare di Teheran.

Tuttavia, la politica energetica di Israele, in seguito alla scoperta di risorse molto importanti nella zona economica esclusiva israeliana, è la priorità principale.

Questa nuova realtà impone a Israele la necessità di cooperare con Grecia, Cipro e Egitto affinché il loro gasdotto arrivi nell’UE senza dipendere dall’arroganza turca.

La posizione dell’Egitto sembra essere più evidente nei confronti dell’aggressività turca. L’ultimo vertice al Cairo tra Egitto, Grecia e Cipro cambia il contesto regionale per Ankara. La Turchia ha rapporti tesi con la maggior parte dei Paesi del Medio Oriente. L’Egitto è ben determinato a espandere la sua influenza regionale e a limitare l’influenza turca sia nel mondo arabo sia nel Mediterraneo Orientale. La zona economica esclusiva cipriota è stata delimitata da molti anni. La delimitazione della zona economica esclusiva greca è in cima alla lista delle priorità. A questo punto si dovrebbe sottolineare che i buoni rapporti tra Grecia e Israele potrebbero essere usati per mediare tra Egitto e Israele e ridurre così i problemi esistenti tra i due Paesi. In questo caso i risultati della cooperazione regionale potrebbero essere amplificati e potrebbe essere stabilito un nuovo equilibrio strategico. Sarebbe un cambiamento strategico maggiore nei confronti dell’aggressività e delle ambizioni turche.

 

Traduzione a cura di Francesca Fiorenza

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