mercoledì, Aprile 21

Perchè Sanremo è Sanremo

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di Gabriele Antonucci

 

«Non si può essere tutti giovani. E poi ci sono giovani vecchissimi e dei vecchi giovanissimi». Così si esprimeva il geniale Ettore Petrolini, con una distinzione che ancora oggi calza a pennello per la sessantaquattresima edizione del Festival di Sanremo, in scena dal 18 al 22 febbraio, condotto per il secondo anno consecutivo da Fabio Fazio e da Luciana Littizzetto. Fazio, di concerto con il direttore artistico Mauro Pagani, ha escluso dalla competizione i vecchi leoni del festival, ma come ha evidenziato Petrolini la gioventù non implica necessariamente freschezza, né tantomeno novità. Nelle ventotto canzoni che i quattordici big porteranno all’Ariston troviamo l’amore, non necessariamente mieloso e sdolcinato, in tutte le sue declinazioni, tanta melodia,tante(troppe?)ballad, niente politica o temi sociali, pochissima ironia. La formula delle due canzoni per concorrente, dimezzate in modo inappellabile dopo la prima serata per mano del televoto e della giuria della sala stampa, lascia più di un dubbio, rischiando di favorire la canzone più facile e orecchiabile  a discapito di quella con più sfumature e sottigliezze. In ogni caso, poiché nulla si crea e nulla si distrugge, i due brani sanremesi costituiranno la pietra angolare degli album che, con puntualità svizzera, verranno pubblicati appena si saranno spenti i riflettori sul Teatro Ariston. «Se dovessi definire l’atmosfera generale di questa edizione, userei il termine sentimentale. Evidentemente, in tempi di crisi c’è l’esigenza di stringersi intorno alle uniche certezze che ci rimangono», ha sentenziato Fabio Fazio riguardo i brani in gara. Curioso come l’hip hop, che da due anni domina le classifiche italiane , sia rappresentato dal solo, pur meritevolissimo, Frankie Hi Nrg Mc, che ha pubblicato il suo primo disco nel lontano 1992. Negli ultimi anni dobbiamo dare merito al Festival di aver lanciato due talenti veri come Sergio Cammariere e Raphael Gualazzi, in grado di comporre e suonare al pianoforte una musica raffinata,swingante e per nulla “sanremese”. Gualazzi, dopo aver vinto nelle Nuove Proposte nel 2011 e dopo la buona prova dell’anno scorso tra i big, sembra averci preso gusto, tornando con la sua esuberante vitalità per il secondo anno consecutivo tra i big. Probabilmente i suoi due brani, ‘Liberi o no’ ‘Tanto ci sei’, quest’ultimo scritto da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, saranno i momenti più adrenalinici e ballabili del festival, grazie anche al decisivo apporto di Bloody Beetroots, dj e produttore di Bassano del Grappa di fama internazionale, tanto che nel suo ultimo album canta perfino un certo  Paul McCartney. Molto quotato per la vittoria finale è Francesco Renga, una delle migliori voci maschile del Belpaese, che già si è aggiudicato il festival nel 2005 con la tenera‘Angelo’, dedicata alla figlia. Più del tradimento  in una camera d’albergo di ‘Vivendo adesso’, scritta da Elisa,la seria candidata al podio è ‘A un isolato da te’, composta dallo specialista  Roberto Casalino, che l’anno scorso ha firmato ‘L’essenziale’ per la vittoria di Marco Mengoni. Gli altri due vincitori di Sanremo in gara quest’anno sono Ron e Antonella Ruggiero. Nessuno mette in discussione le strepitose doti voci dell’ex cantante dei Matia Bazar, peccato che ‘Quando balliamo’ e ‘Da lontano’, in bilico tra una classica fisarmonica e un moderno tocco elettronico, risultano talvolta manieriste e non scaldano il cuore. Ron  rassicura in ‘Un abbraccio unico’, delicata ballad al pianoforte in cui è evidente l’influenza dell’amico Lucio Dalla e sorprende con l’originale folk di ‘Sing in the rain’,in un testo ricco di citazioni dell’immaginario felliniano. Attore, regista e sceneggiatore, l’eclettico Frankie Hi Nrg, dopo un silenzio discografico di sei anni, ritorna alla musica con il non facile compito di rappresentare da solo la florida scena hip hop italiana,un fenomeno in costante espansione. La contagiosa  ‘Pedala’, in bilico tra rap e reggae, è un invito a darsi dare da fare in prima persona,niente recriminazioni e testa bassa, per cambiare ciò che non ci piace, mentre  ‘Un uomo è vivo’, che ricorda per sonorità il primo Jovanotti,  è un brano ispirato e personale sull’imperituro amore di un figlio per i genitori che non ci sono più.  Dopo l’exploit spensierato di ‘Sincerità’ e la partecipazione in veste di giudice a X Factor, Arisa prosegue nella sua ricerca di una precisa identità musicale, più introspettiva e matura. L’intensa ‘Controvento’ è scritta dall’ex fidanzato Giuseppe Anastasi, mentre ‘Il primo che passa’è opera della cantautrice di culto dell’indie-rock  Cristina Donà,  un bolero che racconta un amore frustrato. Il promettente Renzo Rubino è stato catapultato nel giro di un anno dal premio della Critica fra i Giovani dell’anno scorso con ‘Il Postino (amami uomo)’ direttamente al proscenio dei big, dove proporrà la teatrale e solare ‘Ora’,ricca di godibili giochi linguistici,  e l’elaborato collage ‘Per sempre e poi basta’,forse troppo raffinato e crepuscolare per fare breccia nel cuore degli spettatori catodici.Francesco Sarcina, ex voce de Le Vibrazioni, sarà l’unico a portare un po’ di rock sul palco del Teatro Ariston con due brani alla Bon Jovi,il tenero ‘Nel tuo sorriso’,dedicato al figlio di sei anni, l’unico brano del Festival nel quale è presente un assolo di chitarra e la power ballad ‘In questa città’, le cui sonorità ricordano da vicino quelle della sua band di provenienza, ricche di slancio e di intensità. La grintosa Noemi, amatissima dal pubblico più giovane, porta in gara  due pezzi, ‘Bagnati dal sole’ e‘L’uomo è un albero’, nei quali è evidente l’influenza che su di lei ha esercitato l’atmosfera cosmopolita di Londra, dove la cantante si è trasferita, con un sapiente tocco di elettronica dal sapore internazionale, anche se i testi non brillano per spessore. Il primo ha un coro da stadio che rischia di diventare un tormentone radiofonico, il secondo è una vitale metafora botanica. Atmosfere completamente diverse caratterizzano le intense canzoni d’autore di Cristiano De André, pupillo dei padroni di casa Fazio e Pagani,  che in ‘ Invisibili’, dove spicca un ritornello in dialetto genovese, tratteggia un inquietante dialogo con un personaggio nel quale in molti intravedono il padre («tu abitavi in via dell’amore vicendevole, e io qualche volta passeggiavo da quelle parti lì, tu camminavi nell’inquieudine, e la mia incudine era un cognome inesorabile, un deserto di incomunicabilità, tu eri fortissimo a inventarti la realtà, io liberissimo di crederla o non crederla»). Dopo i Marta sui tubi nel 2013, quest’anno toccherà ai Perturbazione, talentuoso  gruppo piemontese,  tenere alte le insegne dell’indie rock a Sanremo. ‘L’Italia vista dal bar’, pur infarcita di luoghi comuni, è un’istantanea divertente e godibile del nostro Paese, nella quale affermano sconsolati: «Non c’è governo che tenga, una possibilità che qualcosa potrà cambiare». L’ex Tiromancino Riccardo Sinigallia è l’outsider di lusso dell’edizione 2014, che nella sperimentale e onirica ‘Prima di andar via’ canta un amore desolato,sul quale aleggia l’ombra della crisi economica e di un Italia disorientata e confusa. Solarità,ritmo e melodie vintage sono da sempre l’inconfondibile marchio di fabbrica di Giuliano Palma, ormai affrancatosi dai Bluebeaters, che farà battere il piede al pubblico dell’Ariston con la canzone scritta per lui dall’amica Nina Zilli, ‘Così lontano’, mentre ‘Un bacio crudele’ è un accattivante gioco di citazioni da ‘You Can’t Hurry Love’ delle Supremes a ‘Passenger’ di Iggy Pop, fino a ‘These Boots Are Made for Walkin’ di Nancy Sinatra. Unica assente dal primo ascolto collettivo alla stampa è stata Giusy Ferreri, la vincitrice morale della prima edizione di X Factor nel 2008, che non è riuscita a completare i suoi brani ‘L’amore possiede il bene’ ‘Ti porto a cena con me’per problemi legati alla salute del padre. Non sono ancora stati confermati i nomi degli ospiti del festival,ma dai rumors che circolano in questi giorni i nomi dovrebbero essere quelli di Claudio Baglioni, Gino Paoli con Danilo Rea, Raffaella Carrà, Laura Pausini e, forse, Giorgia in coppia con Alicia Keys.Visti i tempi di crisi e di spending review, non possiamo lamentarci.

 

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