martedì, Aprile 13

Perché l’India deve riclassificare i vecchi file segreti e delicati

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New Delhi – La decisione del Primo Ministro Narendra Modi del 23 gennaio (il suo compleanno) di riclassificare i file segreti relativi a Netaji Subash Chandra Bose, uno dei combattenti per la libertà dell’India, il quale, rompendo le file con il Mahatma Gandhi e con Jawaharlal Nehru si alleò a Hitler e al Giappone durante la Seconda Guerra Mondiale (voleva l’indipendenza dell’India attraverso la sconfitta della Gran Bretagna), è un passo positivo. Si tratta del coronamento di una lunga procedura, richiesta non solo da parte dei membri della famiglia di Bose ma anche da parte di storici e studiosi dell’India contemporanea.

Di fatto, durante i suoi giorni all’opposizione, il Bharatiya Janata Party (BJP) e molti dei suoi leader (gran parte di questi ora ministri senior nel governo Modi) avevano chiesto la riclassificazione dei ‘Netaji Files’ e del report Henderson Brooks sulla guerra contro la Cina del 1962. Ma dopo la salita al potere, il governo BJP ha iniziato a suonare una musica non molto diversa da quella del precedente governo Congressista, sostenendo che, visti i temi delicati che toccano e le probabilità di impatti negativi sulle relazioni con le nazioni amiche, questi documenti non dovrebbero essere riaperti. In altre parole i collaboratori di Modi si nascondono dietro l’Official Secrets Act nazionale, concepito nel 1923 dagli allora signori coloniali, la Gran Bretagna. Questo Atto stabilisce, tra le altre cose, che la divulgazione di qualsiasi informazione riguardante la sovranità e l’integrità dell’India, la sicurezza dello Stato o le relazioni con gli stati stranieri è punibile.

Controtendenza, la decisione del Primo Ministro di riclassificare i ‘Bose files’, opposta alle dichiarazioni dei propri colleghi di governo, è un passo positivo, nonostante parte del merito vada anche alla Primo Ministro del Bengala Occidentale, Mamata Banerjee, la quale, con l’obiettivo di mettere in cattiva luce il governo BJP, ha recentemente pubblicato 64 file relativi a Bose di proprietà dello Stato. Talvolta la politica competitiva in una democrazia torna utile alla comunità, e questo episodio ne è un esempio.

A proposito di ciò, mentre l’India indipendente continua ad aderire all’Atto del 1923 stipulato dalla Gran Bretagna, quest’ultima  nel 1989 ha prodotto un’importante correzione a tale Atto rimuovendo le precedenti restrizioni. Ora, in Gran Bretagna, tutte le informazioni ufficiali possono essere divulgate ‘a meno che non ci siano ragioni valide per la segretezza’, ma questo requisito di ‘segretezza’ non può essere invocato per occultare un’informazione se è trascorso un periodo di 30 anni. Infatti, grazie alla ‘legge del trentesimo anno’, il Governo britannico pubblica (normalmente l’1 gennaio ) i documenti fino ad allora ‘segreti’. Grazie proprio ad un documento pubblicato due anni fa, si è scoperto che il Governo guidato al tempo da Indira Gandhi accettò il suggerimento britannico su come gestire il problema riguardante i militanti Sikh che nei primi anni ‘80 occupavano virtualmente il Tempio dall’interno. Tutto ciò nonostante il fatto che l’episodio Blusestar (1984) non fosse una questione che riguardava solo l’India ma anche il Regno Unito stesso, il Canada e gli Stati Uniti, dove i Sikhs vivono in gran numero.

Ancora, basandosi su uno di questi documenti riclassificati, il quotidiano britannico The Indipendent ha pubblicato la notizia di come Sir Winston Churchill, il Primo Ministro britannico durante la seconda guerra mondiale, progettava di giustiziare Adolf Hitler sulla sedia elettrica se mai fosse caduto nelle mani degli Alleati. Churchill definiva Hitler come “la causa del male” e “gangster”, e voleva dargli la morte attraverso la sedia elettrica, nonostante questo metodo non fosse mai più stato utilizzato in Gran Bretagna dall’abolizione della pena di morte avvenuta nel 1965. Per gli indiani potrebbe essere molto più interessante sapere che Churchill fu molto felice di sapere che il Mahatma Gandhi, padre dell’India, era morto durante uno sciopero della fame nel 1943.

Prendiamo ora il caso degli Stati Uniti, un’altra vivace democrazia. Secondo la loro legge pertinente (datata 29 dicembre 2009) è previsto un controllo obbligatorio per riclassificare tutti i documenti secretati da 25 anni o più. Grazie a queste riclassificazioni siamo a conoscenza di informazioni decisamente importanti a livello mondiale. Per esempio, ora sappiamo del brutale “Massacro My Lai”: il resoconto dell’omicidio di massa di 347-504 civili disarmati della Repubblica del Vietnam (Vietnam del Sud), commesso dall’esercito americano il 16 marzo 1968. Prima di essere uccise, alcune delle vittime furono violentate e molestate sessualmente, picchiate, torturate o mutilate. Anche alcuni dei cadaveri furono mutilati.

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