martedì, Settembre 28

Per una storia d’Italia un po’ più autentica

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1814 Cominciamo bene: fine del regno d’Italia! Gli austriaci si annettono il Lombardo-Veneto e occupano Milano.

1816 Giovanni Berchet pubblica il manifesto del romanticismo italiano con il titolo assai accattivante di ‘Lettera semiseria di Grisostomo al suo figliolo’. Dire che va a ruba sarebbe un’esagerazione! Diciamo che non se lo legge nessuno.

1820 Accusato di essere un carbonaro, Silvio Pellico viene arrestato. Ribatte di essere uno scrittore e come prova porta la sua ‘Francesca da Rimini’. Gli vale come aggravante. Dallo Spielberg il patriota scrive ‘Le mie prigioni’. «Peggio di una battaglia perduta!» lo giudicherà il Metternich. «Peggio di un libro di Adriano Sofri!», commenteranno i critici.

1821 Passo di grande apertura umanitaria di papa Pio VII, che scomunica tutti gli affiliati alla Carboneria. Poi dice che uno bestemmia!

1823 Prima versione deiPromessi Sposi’. Gli italiani si appassionano alla commovente storia di due fidanzatini del comasco. Lui, Renzo Tramaglino, è scemo completo, lei, Lucia Mondella, sprizza sensualità da un paio di pori al massimo. Tutti gli altri glieli ha occlusi Don Abbondio. Riusciranno a sposarsi. Ricevimento in sordina.

1830 Niccolò Paganini esegue il suoMoto perpetuo’ alla velocità di 12 note al secondo. Gli chiedono pure il bis.

1831 Carlo Alberto sale al trono del Regno di Sardegna. Gli basta poco per fare la prima cazzata. Nomina Primo Ministro un teorico dell’assolutismo, Clemente Solaro della Margherita. Rosaria Bindi lo definisce impresentabile. «Parla per te!» risponde Solaro, e passa dalla Margherita al gruppo misto.

1837 Anno nero per la letteratura. A Napoli muore Giacomo Leopardi. A San Pietroburgo si spegne Aleksandr Puskin. A Dublino il quadrisavolo di Margaret Mazzantini è l’unico superstite di un’epidemia di peste.

1839 Si inaugura la prima linea ferroviaria italiana, da Napoli a Portici. Un improvviso sciopero del macchinista Gennariello Capece provoca gravi disagi al passeggero Totò Annarumma, che chiede il rimborso del biglietto.

1844 I fratelli Bandiera sono traditi e fucilati presso Cosenza. Fatale la chiamata in correo di un pentito della ‘ndrangheta al quale sono stati promessi alcuni benefici di legge, tra cui quello di essere eletto in Parlamento.

1846 Fumata bianca per Pio IX, che subito avvia qualche riforma liberale. Viene introdotto l’uso del cappuccio con fessure sugli occhi per le adulterine condannate al patibolo.

1847 Nel pieno della sua maturità artistica, il seienne Goffredo Mameli scriveFratelli d’Italia’. La canzone, rifiutata dallo Zecchino d’Oro perché giudicata troppo infantile dal Mago Zurlì, viene scelta come inno nazionale da una giuria di esperti. Decisivi i voti di Pupo e di Morgan.

1848 Prima guerra d’indipendenza. Si vince a Goito e a Monzambano; si trionfa a Valeggio e a Pastrengo. Pareggio senza reti a Curtatone. Decisiva la finale di Custoza. Gli schemi funzionano, ottime le ripartenze dei bersaglieri, ma ci condanna una botta di Radetzky da fuori area a tre minuti dalla termine. A fine gara si dimette l’allenatore degli austriaci Metternich.

1850 Il Parlamento piemontese approva la legge Siccardi, che limita il diritto di manomorta. Sollievo tra le passeggere della linea 64 di Roma.

1852 Cavour è finalmente Primo Ministro. Del suo gabinetto, frutto di un compromesso tra centro-sinistra e centro-destra, non fanno parte né Alfano né Brunetta. Prova ne è che il Governo lavora alacremente.

1855 Pio IX scomunica anche Camillo Cavour per via di una legge che non gli piace. Ormai in tutto il Regno di Sardegna, a poter fare la Comunione sono rimaste nove vergini sordomute di Moncalieri. Va di moda, a gennaio, la settimana bianca in Crimea.

1856 Al Congresso di Parigi Cavour siede al tavolo dei vincitori. Tra le varie ed eventuali riesce a infilarci la questione italiana. Intanto Francesco Cirio inaugura la prima fabbrica di piselli in scatola. Cirio regala, si dirà poi. Intanto per oltre un secolo vende che è una bellezza.

1857 Ennesimo fallimento di un moto mazziniano, questa volta a Sapri. Soprannominato il «D’Alema dell’Ottocento», il Peppe nazionale continua a non azzeccarne una.

1858 Cavour convince sua cugina, Virginia di Castiglione detta Nicchia (chi vuol capire capisca…), a sedurre Napoleone III. Com’è come non è (ma soprattutto com’è bbona la cugina), l’Imperatore prende a cuore l’indipendenza italiana.

1859 Seconda guerra d’indipendenza. Cuginaggio coi francesi, che sono un po’ più attrezzati al combattimento (per esempio hanno le armi). L’8 giugno Napoleone III e Vittorio Emanuele II sono insieme in passerella a Milano, tipo Dolce & Gabbana un po’ meno kitsch. Per la futura Italia, l’intesa si rivela una catastrofe gastronomica: insalata nizzarda e fonduta savoiarda passano ai menù francesi.

1860 Si mette in luce un esagitato di nome Giuseppe Garibaldi. In quattro mesi libera il meridione d’Italia dallo straniero. Soltanto i villaggi di Nusco e Ceppaloni, comandati da due signorotti analfabeti, risultano roccaforti imprendibili. Il 26 ottobre, per forti raffiche di vento, Garibaldi è costretto a uscire a Caianello. Al casello di Teano incrocia il re e lo avverte: «Maestà dia retta, segua la provinciale per Napoli!».

1861 Seicentocinquantasei nobilastri sfaticati proclamano Vittorio Emanuele II re d’Italia in sedici dialetti diversi.

1865 Trasferimento di capitali: quella d’Italia da Torino a Firenze; quello della Bastogi in Svizzera.

1866 Terza guerra d’indipendenza. Non se ne può più. Cosa vogliamo ancora? Ah già! Il Veneto! Lo otteniamo grazie a un capolavoro polemologico: infatti, pur perdendo tutte le battaglie, alla fine vinciamo la guerra.

1870 I bersaglieri sfondano Porta Pia ed entrano nel Centro Storico. Impresa che al giorno d’oggi- tra le 7.30 e le 19.30- sarebbe impossibile per chiunque non fosse dotato di apposito permesso. Per tutta risposta il Papa scomunica anche Vittorio Emanuele. Il sovrano si chiude nel suo dolore in un bordello di via Avignonesi.

1871 Dopo Torino e Firenze, Roma è la nuova capitale d’Italia. Le città di Isernia e di La Spezia avanzano la loro candidatura per le Capitaliadi del 1875.

1872 Mazzini perde anche l’ultima battaglia, quella con la vita. Fallisce anche il tentativo dei famigliari di pubblicare un necrologio su ‘La Nazione’, che ha spento le rotative da qualche minuto.

1874 Pio IX pronuncia il suo ‘non expedit’, con cui vincola i cattolici italiani ad astenersi dall’attività politica. È la prima volta che un Papa si cimenta con il genere comico. Il giornale-radio delle 7 annuncia la nascita di Guglielmo Marconi.

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