martedì, Maggio 11

Per un Partito Laburista italiano field_506ffb1d3dbe2

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Pedica

C’è chi lavora per una forte leadership di Renzi anche fuori dalle fila del Partito Democratico. Tra le forze politiche oggi in campo infatti anche Cantiere Democratico che esplicitamente guarda al sindaco di Firenze come il politico chiave in grado di coaugulare tutte le forze del centro sinistra in vista dell’avvento di un vero sistema bipartitico, con due grandi contenitori, uno di centrodestra, uno di centrosinistra. Cantiere Democratico riunisce politici già appartenenti all’Italia dei Valori di Antonio Di Pietro usciti dal partito dell’ex Pm all’indomani degli scandali, quello dell’ex capogruppo Vincenzo Maruccio nel Lazio in primis, che hanno travolto il partito. Stefano Pedica, già senatore dell’Idv è oggi coordinatore nazionale di questo movimento, pronto a fare la sua parte e a mettere le proprie idee e i propri programmi in una costituenda forza di centrosinistra, superando il Partito Democratico stesso.

 

Stefano Pedica, Cantiere Democratico è un partito o un movimento?

Siamo un movimento politico, la parola partito è allergica al mondo intero. Siamo più un movimento perché Cantiere Democratico nasce per costruire un nuovo centrosinistra, con quello che sta facendo Renzi.

Avete amministratori pubblici?

Noi abbiamo degli eletti che sono in parte ex scontenti Idv, usciti quando c’è stato lo strappo delle vicende giudiziarie che hanno coinvolto Italia dei Valori perché noi avevamo sentore che qualcosa non funzionava, specie per quanto avveniva nei congressi. Questa è la prima cosa. Era un modo inoltre per non fare politica. Italia dei Valori diceva sempre di no ma non portava soluzioni ed inoltre offendere o attaccare il presidente Napolitano o altre figure istituzionali che rappresentava quel mondo del Partito Democratico che ci aveva messo in coalizione nelle due legislature precedente. Idv nacque nel 2006 con Veltroni che la fece mettere in coalizione. Ora Sel si è messa in coalizione però sta facendo gli stessi errori che avevamo fatto noi perché non riconosce il ruolo principale del Pd.

Lei l’esperienza di Rivoluzione Civile come l’ha vissuta?

Io sono uscito prima quando ci sono stati gli arresti. Io sono uscito anche perché si parlava di Rivoluzione, pensavo che un nome simile, come poi è stato, non avrebbe portato a niente.

Vi considerate una forza politica satellite del Pd?

Siamo un contenitore che vuole, insieme a Renzi, costruire il nuovo Pd, un nuovo centrosinistra che dentro il Pd dia un senso a quel bipartismo che il segretario appunto vuole lanciare in futuro che comprenda tutte quelle forze politiche che hanno un senso se stanno dentro una casa grande come quella del partito democratico, non hanno senso se vivono di bipolarismo, il bipolarismo significa che all’interno dei due poli ci sono tanti movimenti che non rappresenterebbero niente se non quattro o cinque parlamentari. Vogliamo un nuovo centrosinistra fatto da tutti quegli scontenti dalla politica tradizionale da una parte e dall’altra da tutti quei partiti che da soli non rappresentano più niente, vediamo Rifondazione Comunista, Verdi, la stessa Italia dei Valori che oggi conta lo 0,5, Sinistra e Libertà che non raggiunge il 4 per cento. Questi partiti devono essere coscienti e consapevoli che devono rappresentare quel partito di sinistra, grande, che sia in grado di governare ma con un unico programma condiviso all’interno di un grande partito. C’è questa idea di Matteo Renzi di creare un unico partito, un partito laburista, alla maniera inglese con due grandi partiti, i laburisti e i conservatori.

Voi auspicate nel futuro “partito laburista” di Matteo Renzi”?

Deve essere un contenitore dove ci sono tanti campi all’interno che rappresentano tante realtà. E’ un gesto di responsabilità di tutti i partiti di centrosinistra per confluire all’interno di un grande contenitore che potrà anche non chiamarsi partito democratico ma abbia un nome che rappresenti più un’idea di sinistra. Questo è quello che si sta maturando e maturerà non solo nella testa di Matteo Renzi ma di tutto il centrosinistra. Uniti si può vincere, si può combattere insieme. Creare dei piccoli partiti che rappresentano solo dei momenti di personalismo non serve a niente, l’esempio classico è quello di Sel che va contro il governo, ma che con un programma di governo è entrata in parlamento. Basta con questi giochetti.

Questo perché la legge l’ha consentito.

Bisogna far nascere questo partito laburista italiano che rappresenti tutte queste anime, senza fare giochetti consentiti non solo con questo ma anche col precedente sistema elettorale e poi scrivere una volta per tutte che chi cambia coalizione o non rispetta il programma di governo, oppure fa un gruppo diverso deve essere automaticamente escluso dal Parlamento perché serve ormai un gesto di responsabilità da parte di tutti i partiti e di tutti gli eletti altrimenti non se ne viene mai a capo. Si troverà sempre un personaggio che si monta la testa e si fa un partitello solo per avere un po’ di visibilità per tre giorni e che poi scompare all’interno di un aula parlamentare.

Vi presenterete alle elezioni europee e alle elezioni amministrative?

Stiamo facendo questo percorso. All’europee metteremo un candidato di Cantiere Democratico nella lista del Pd. Per le amministrative laddove non c’è modo di portare un contributo come coalizione al candidato sindaco del centrosinistra, cercheremo, laddove siamo in grado di presentare una lista in coalizione, laddove non siamo in grado di presentare una lista metteremo un nostro candidato nella lista del centrosinistra.

In Sardegna siete presenti?

No. In Abruzzo invece siamo lavorando per fare una lista insieme. La stessa cosa avverrà in Piemonte quando sarà

Renzi per voi è il futuro?

Renzi per noi è la novità. Noi non depositiamo il cervello a Renzi. Noi siamo un movimento che ha portato Renzi sin dal primo momento perché abbiamo condiviso il programma appunto  del segretario del Partito Democratico però su alcuni punti, come quello del lavoro, pensiamo ci siano alcuni problemi, ci sia necessità di alcune limature, come quelle sull’articolo 18…

Lei è d’accordo sulla proposta di non applicare l’articolo 18 per i primi tre anni?

Non crediamo che porti un’utilità lasciare in balia per tre anni un lavoratore, ma bisogna leggere bene, per adesso abbiamo solo letto i titoli. Quando sarà presentato nel dettaglio studieremo bene. La novità è che mette tutto in rete. Renzi accetta modifiche suggerimenti da fare. Noi abbiamo delle persone che stanno studiando per dare un contributo migliorativo. Così come è stato presentato ci preoccupa. A noi interessa lo sviluppo. Si parla di assumere ma non di come rilanciare l’impresa. Quello che ci piace di Renzi e avere una persona che ascolta, che recepisce dei suggerimenti da inserire in un bel programma del nuovo Pd che ora è in fase embrionale.

 

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