sabato, Aprile 17

Per non dimenticare Hiroshima Ormai c'è la presa di coscienza della gravità dell'evento, che non è più stato replicato nella storia

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Il Giappone non dimentica la tragedia di Hiroshima a 70 anni dalla prima bomba atomica sganciata dagli americani nella seconda Guerra Mondiale, grazie ai rintocchi delle campane e poi ad un minuto di silenzio. Solo quel giorno, secondo alcune stime, le vittime furono 14mila. E il 9 agosto del 1945 lo stesso destino toccò a Nagasaki. Un centinaio le nazioni rappresentate al Memoriale della Pace a Hiroshima, all’evento che ha visto per la prima volta la presenza di un rappresentante dell’amministrazione USA.  Il premier nipponico Shinzo Abe è stato chiaro:”Il Giappone ha l’importante missione di realizzare un mondo libero dalle armi nucleari attraverso misure realistiche e pratiche. Presenteremo una nuova risoluzione all’assemblea dell’Onu del prossimo autunno per l’eliminazione delle armi nucleari”.

Kazumi Matsui ha chiesto di promuovere nel mondo la via della pace sancita dalla Costituzione nipponica, il cui articolo 9 rinuncia per sempre alla guerra e all’uso della forza come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali, sperando che Hiroshima – col Giappone che ospiterà nel 2016 il G7 – possa essere visitata insieme a Nagasaki dal presidente USA Barack Obama e dagli altri leader mondiali “per ascoltare direttamente dai sopravvissuti” la tragedia della bomba atomica.Fino a quando ci saranno ordigni nucleari, ‘hibakusha’ (i sopravvissuti all’atomica, ndr) potrebbero esserci in qualsiasi momento“, ha osservato il sindaco.

Il numero di hibakusha allo scorso marzo si è attestato a 183.519, circa 8.000 in meno rispetto al 2014, con l’età media superata oltre 80 anni. In rappresentanza della amministrazione americana, Rose Gottemoeller, sottosegretario di Stato al Controllo delle armi e alla Sicurezza internazionale, che il 9 agosto sarà a Nagasaki. L’ipotesi è che Washington stia cercando di gettare le basi per la visita di Obama a Hiroshima e Nagasaki prima della scadenza del suo mandato.

Tuttavia cosa successe veramente il 6 agosto?

Il mattino del 6 agosto 1945 alle 8:15, l’Aeronautica militare statunitense sganciò la bomba atomica “Little Boy” sulla città giapponese di Hiroshima, seguita tre giorni dopo dal lancio dell’ordigno “Fat Man” su Nagasaki. Il numero di vittime dirette è stimato da 100 000 a 200 000, quasi esclusivamente civili. Per le implicazioni etiche comportate dall’utilizzo di un’arma di distruzione di massa e per il fatto che si è trattato del primo e unico utilizzo in guerra di tali armi, i due attacchi atomici vengono considerati gli episodi bellici più significativi dell’intera storia dell’umanità.

Negli Stati Uniti prevale la posizione secondo cui i bombardamenti atomici sarebbero potuti servire ad accorciare la Seconda guerra mondiale di parecchi mesi, risparmiando le vite dei soldati (sia alleati sia giapponesi) e dei civili, destinati a perire nelle operazioni di terra e d’aria nella prevista invasione del Giappone. In Giappone, l’opinione pubblica, invece, tende a sostenere come i bombardamenti siano crimini di guerra perpetrati per accelerare il processo di resa del governo militare giapponese. Altri sostengono siano giustificati soltanto da una vittoria sul fronte giapponese ormai vicino alla resa ma che fossero una dimostrazione di potenza verso quello che si profilava come il nuovo nemico, ovvero l’URSS che preparava l’invasione all’arcipelago nipponico proprio nei giorni successivi al bombardamento. Altri ancora aggiungono alle motivazioni quella di testare la potenza dell’ordigno costato miliardi di dollari su una città, e ciò spiegherebbe i due bombardamenti in cui si usarono le due tipologie di bomba prodotte. Universalmente condivisa è comunque la presa di coscienza della gravità dell’evento, che non è più stato replicato.

(tratto dalla sezione video del sito di ‘The Guardian’)

 

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