domenica, Aprile 18

Per andare su Marte: più economico, più veloce

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Accadeva il 4 luglio 1997: la sonda Mars Pathfinder atterrava nella Valle di Ares del Pianeta Rosso. La missione, a carattere totalmente scientifica, fu realizzata dalla Nasa per l’esplorazione di Marte ed è stata la prima ad aver trasportato il rover Sojourner per analizzare il suolo e le rocce del pianeta nostro vicino mentre il lander operò essenzialmente come una stazione meteorologica. E’ stata un’operazione importante messa a punto dall’ente americano che lanciò il sistema il 4 dicembre 1996 con un razzo Delta II appena un mese dopo l’invio della sonda Mars Global Surveyor progettata dal Jet Propulsion Laboratory e prodotta da Lockheed Martin nello stabilimento di Denver per svolgere una mappatura efficace del pianeta e per poi fotografare le tracce e i resti delle altre sonde lanciate in passato. Il 2 novembre 2006 a seguito di problemi di gestione dei pannelli solari, non è più stato possibile stabilire un canale di comunicazione e venti giorni dopo la Nasa dichiarò conclusa la vita operativa di Global Surveyor.

Torniamo alla missione nata il 4 luglio: dopo un viaggio di 7 mesi, Pathfinder si posò in una regione che sembra essere un’antica pianura fluviale nell’emisfero nord, tra la parti più rocciose del pianeta. Il sito venne scelto dagli scienziati perché è un luogo sufficientemente sicuro dove far atterrare la sonda e realmente contiene una grande varietà di rocce depositate da una ipotetica inondazione. Dopo l’atterraggio il sito venne chiamato Carl Sagan Memorial Station in onore all’astronomo, leader nel campo delle missioni spaziali senza equipaggio. Possiamo affermare che il successo di Pathfinder determinò la consacrazione del secondo progetto del Discovery, che promuoveva l’uso di veicoli a basso costo e con lanci frequenti con il motto “cheaper, faster and better” (più economici, più veloci e migliori) promosso dall’amministratore della Nasa Daniel Goldin, un ingegnere che è stato il nono amministratore della Nasa, molto vicino al presidente George H. W. Bush e ideatore di una nuova filosofia progettuale che ha guidato la politica spaziale dell’altra sponda dell’oceano. Tuttavia questo approccio si rivelò controverso, con il fallimento di importanti missioni proprio per l’esplorazione di Marte a causa degli errori nella gestione dei progetti, tanto che lo stesso Goldin fu costretto a supervisionare Pathfinder per evitare di squalificare la Nasa e gli Stati Uniti in una ricerca così avanzata.

Come la precedente, la missione fu diretta dal JPL sotto la responsabilità di Tony Spear, un tecnico che veniva dai ranghi dell’Air Force e dalle cattedre delle università californiane. L’importanza di Pathfinder è stata certificata quale la prima missione di una serie ideata per raggiungere la superficie di Marte dai tempi di Viking, nel 1976. Mosca aveva inviato con successo dei rover sulla Luna negli anni Settanta, ma i tentativi di inviarne due su Marte si erano conclusi con dei fallimenti. La tecnologia era evidentemente impreparata e le missioni sui due corpi celesti sono fortemente distanti. Per quanto si può sperare di riutilizzare molti know-how, la sfida è così forte che le probabilità di insuccesso sono sempre molto alte. Un’opportunità di collaborazione sarebbe stata l’occasione di risparmi finanziari e di maggior velocità di soluzioni. Ma non è andata così.

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