mercoledì, Giugno 23

'Pensionati in fuga dallo stress'

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Quante storie vi hanno raccontato con la scusa di avere informazioni su queste mete? Siete anche una valvola di sfogo per chi è costretto ad andarsene da qui?

C’è il classico vorrei ma non posso, mi informo ma poi alla fine non posso concretamente portare avanti questo discorso. Ma ci sono anche tanti che decidono di partire senza problemi. C’è chi racconta di quanto male viva qui con quel poco di pensione che ha e vede nei Paesi esteri una possibilità di vivere bene, finalmente, una nuova vita insomma. E devo dire che per chi affronta questo passo ci vuole coraggio. C’è chi ha i nipoti ma alla fine rimane, o chi invece pensa ‘ora è il momento di dedicarmi un po’ a me’, dopo una vita di duro lavoro. In generale però il pensionato che arriva qui viene anche a sfogarsi di cosa non va in questo Paese, una sorta di premessa che poi sfocia in un ‘dove posso andare per stare meglio?’.
Diverse mete, tra cui Tunisia e Grecia. La prima con la questione terrorismo, la seconda per la crisi, sono ancora mete desiderate?
Per la prima ancora poco, per la Grecia tante telefonate ma si concretizza poco, non tanto per i problemi politici ma per quelli economici e per la questione di scarsità dei servizi. Alla fine il pensionato deve guardare a questi che sono tutt’altro che particolari marginali, soprattutto quando si parla di salute e sicurezza. C’è invece molto movimento in Spagna e nella Costa Blanca: c’è un clima eccezionale tutto l’anno, vita tutto l’anno, ottimo servizio per disabili ,vita che costa la metà che da noi e il servizio sanitario locale è molto efficiente. E’ una meta ambita perché ci sono tanti pro e, a pensarci bene, di contro non ce ne sono. E’ anche raggiungibile in poco tempo con un aereo e permette a chiunque di tornare in Italia quando vuole e ad un prezzo accessibile. Tutto in generale è molto ideale per un pensionato. Altrimenti per chi ha pochi soldi la Bulgaria è perfetta.

Che servizi offrite a chi va fuori?

Oltre alla semplice consulenza, seguiamo tutto quello che ci viene richiesto. Ci viene richiesto il trasloco, magari portare la macchina, immatricolarla lì. Ogni trasferimento comporta diverse cose da fare, poi ovvio che la parte burocratica è quella che porta via maggiore tempo, ma tutto deve essere compiuto in maniera scrupolosa, senza errori, per poi non incappare in qualche problema. C’è chi ci chiede di fare tutto, dall’assistenza immobiliare al trasloco, dall’assistenza sanitaria alle pratiche per la residenza e la pensione, chi invece ci chiede solo alcuni servizi. Noi facciamo sempre una lista di tutti gli adempimenti da fare, poi lui decide cosa dobbiamo fare. Anche l’iscrizione all’AIRE è da valutare. Se in Italia per esempio hai tre appartamenti e fai l’iscrizione in un altro Paese, vieni cancellato dall’anagrafe italiana e queste risultano tutte seconde case. Bisogna valutare caso per caso se ne vale la pena. Tante sono le cosa da tenere d’occhio, non c’è solo da chiudere la valigia e partire. Bisogna sapere tante cose per non trovarsi spiazzati successivamente.

C’è anche una sezione per i giovani, lì c’è qualche riscontro?

Sì, l’abbiamo messa per completezza, ma a dire il vero le richieste sono davvero poche. I giovani vivono su internet, sono davvero nati nell’era della Rete e sono abituati a cercarsi sul Web tutte le cose di cui hanno bisogno e non hanno bisogno di certi servizi se non in casi particolari. Ma a tutti, non solo a loro, dico che su Internet non si trovano solo informazioni giuste. Ci sono tanti siti che raccontano cose non vere. Bisogna capire quando una informazione e corretta equando una non lo è.

Il vostro è un servizio a persone che ne hanno anche bisogno, vedi i pensionati. Ma in certi casi non c’è anche la rabbia nel vedere persone che devono abbandonare la propria vita in Italia per vivere meglio fuori?

Non tutti sono costretti per fortuna, ma quando ci chiama il pensionato perché è arrivato ad un punto di non ritorno, perché non riesce più a vivere qui o perché per motivi di salute ha bisogno di andare in un posto con un’assistenza migliore, allora è chiaro che dispiace. E’ il tuo Paese, dovrebbero essere gli altri a fare a pugni per venire qui, non noi che andiamo in Paesi con meno qualità (per certi versi) ma con più possibilità di vivere dignitosamente. Perché non possiamo dare anche noi queste opportunità? La classica discussione con il pensionato che viene a chiedere informazioni è: “Come è possibile che l’Italia, che ha spiagge, montagne, cultura, storia, cucina, quindi in teoria il miglior posto del mondo, come è possibile che stiamo così male. Ma non c’è nessuno che ce lo sa spiegare. Abbiamo tutto, ma ce la passiamo male, vuol dire che qualcosa nell’ingranaggio non funziona. E in particolare nella macchina politica. Sentiamo tutti i giorni i proclami di chi cerca di mostrare al popolo che è stato fatto qualcosa di buono, riforme necessarie e che possono farci crescere, ma alla fine le cose non cambiano davvero. Non ci sono servizi per i pensionati, ma in generale per nessuno. Siamo contenti di dare questi servizi, ma dovrebbero essere per chi vuole andare in ul altro posto per mille motivi, ma non per chi vuole stare meglio in quel senso.

 

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