sabato, Ottobre 23

Peggy Lee, la bionda innamorata della musica nera

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Il 26 maggio 1920 nasce a Jamestown, nel North Dakota, Norma Jean Deloris Egstrom destinata a diventare, con il nome d’arte di Peggy Lee, una delle più popolari cantanti del periodo d’oro del jazz orchestrale e poi del rock and roll.

Bionda e dalla pelle bianchissima, è ancora adolescente quando s’imbatte nella musica nera, in particolare nel jazz, e se ne innamora. A soli diciassette anni si esibisce per la prima volta su un palcoscenico cantando con l’orchestra di Will Osborne. Non si fermerà lì. Testarda e decisa a fare della musica la sua ragione di vita e la sua professione, accetta di cantare in ogni situazione possibile. In particolare diventa una delle voci più contese e apprezzate dai vari gruppi vocali che si esibiscono soprattutto nei locali della California.

La svolta decisiva nella sua carriera avviene a Chicago nel 1941, quando il pianista Mel Powell la nota mentre sta cantando in un locale e la presenta a Benny Goodman. Il maestro ascolta e le chiede se è disponibile a prendere nella sua orchestra il posto che fino a quel momento è stato di Hellen Forrest . La giovane Peggy dice immediatamente di si.
Ha soltanto ventun anni ma, un po’ per incoscienza e un po’ per la grande passione che la anima accetta di entrare nell’organico di quella che è considerata una delle più grandi e popolari big band di quel periodo.
Il debutto nell’orchestra del  ‘Re dello swing’ cambia definitivamente la sua vita e la sua carriera.
Nel 1942 la sua interpretazione di ‘Why don’t you right’ fa il giro del mondo.
L’anno dopo sposa il chitarrista Dave Barbour e lascia la formazione di Goodman per continuare come solista. Sono scelte che non sembrano premiarla.
Dopo il matrimonio è costretta a ridurre le sue esibizioni a causa della assillante gelosia di Barbour, anche se proprio al fianco del chitarrista ottiene i primi lusinghieri risultati come compositrice.
Nonostante qualche interpretazione di buon di successo e alcune apparizioni cinematografiche la sua stella sembra destinata progressivamente ad appannarsi.
Sulla stampa non mancano articoli maliziosi che alludono a un suo prematuro ma inesorabile declino. Hanno torto. Smentendo questi profeti del malaugurio, negli anni Cinquanta, la non più ingenua Peggy, ritrova nuova vitalità, nuovi stimoli e nuove strade consacrandosi come uno dei personaggi musicali più interessanti di quel periodo.

Liberatasi dall’ingombrante presenza di Barbour, da cui divorzia nel 1952, centrerà una lunghissima serie di successi come cantante, come compositrice e anche come attrice.
Il suo percorso musicale verrà scandito dal successo di brani come ‘Lover‘, ‘Johnny guitar‘, ‘Waiting for the train to come in‘ e tanti altri.
Nel 1955 la sua drammatica interpretazione nel film ‘Pete Kelly’s blues‘ (uscito nelle sale italiane con il titolo ‘Tempo di furore‘) le varrà la nomination all’Oscar.
Come compositrice collaborerà con quasi tutti i protagonisti del jazz e della musica orchestrale di quegli anni, da Duke Ellington a Quincy Jones, da George Shearing a Benny Carter. La sua versatilità artistica le consentirà di superare indenne anche la bufera del beat reinventandosi geniale conduttrice di show televisivi di successo e confermandosi come una delle grandi ‘signore della canzone’ del dopoguerra.

Affetta da diabete muore il 21 gennaio 2002, causa un infarto al miocardio, all’età di ottantuno anni. È sepolta al Pierce Brothers Westwood Village Memorial Park Cemetery di Westwood, Los Angeles.

 

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