martedì, Maggio 18

Pd sotto stress destra febbricitante

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Mai più profetiche parole furono quelle di Piercamillo Davigo, presidente dell’Anm, che, tra una critica e una pacca sulla spalla, sembra aver emesso un vero e proprio vaticinio sulla politica italiana. A farne le spese è ancora una volta il Partito Democratico (Pd) che a seguito della vicenda campana, che ha visto l’iscrizione nel registro degli indagati per un’inchiesta di stampo mafioso il presidente regionale del partito Stefano Graziano, subisce un’altro colpo ‘gobbo’ con l’arresto in mattinata del sindaco di Lodi, Simone Uggetti. A mettergli le manette è stata la sezione di polizia tributaria della Guardia di Finanza con l’ipotesi di i turbativa d’asta in relazione ad un appalto che prevedeva la gestione  delle piscine comunali. Dal Pd il primo commento ad arrivare è quello del vicesegretario ed ex sindaco del comune lodigiano Lorenzo Guerini, che afferma: «Ho conosciuto in questi anni Simone Uggetti come amministratore competente e accorto e come persona più che corretta e limpida. Detto questo, piena e totale fiducia nel lavoro dei magistrati, confidando che si faccia chiarezza con la massima rapidità». Immediata la contro reazione dei pentastellati con il ‘delfino’ Luigi Di Maio che dal suo profilo di Facebook scrive: «Nelle ultime 3 settimane, 3 inchieste con arresti per il Partito Democratico: stamattina hanno arrestato il Sindaco di Lodi per turbativa d’asta negli appalti. E tutto sembra essere partito da un esposto del Movimento 5 Stelle.Adesso è chiaro perché questo Governo abbia approvato un codice degli appalti che impedisce all’autorità anticorruzione di controllare oltre l’80% dei lavori pubblici. Perché i loro uomini di partito devono “lavorare” indisturbati. Ma noi non glielo permetteremo. Alle prossime elezioni comunali del 5 giugno cacciamoli via dai nostri comuni». Non da meno il collega Alessandro Di Battista, sempre attraverso i social, afferma: «Gli arrestati del Pd non fanno più notizia. Il Pd ha un immenso problema con il malaffare. Il M5s ha da mesi pronto un pacchetto anti-corruzione che farebbe risparmiare centinaia di milioni di euro ai cittadini. Gli arresti quotidiani, l’entrata, di fatto, in maggioranza del condannato per corruzione Verdini e tutti gli scandali che hanno travolto il Pd (Expo, Mose, Mafia capitale, Trivellopoli) vi fanno capire perchè non approvano le nostre proposte. Resterebbero in pochi evidentemente. Vi prego, votiamoli via». Dalle file del carroccio tuona il segretario Matteo Salvini che commenta: «Dopo il presidente del Pd della Campania indagato, dopo il consigliere comunale del Pd di Siracusa arrestato, oggi è il turno del sindaco del pd di Lodi, anche lui arrestato. Forse nel Pd di Renzi c’è qualche problema di onestà? Prossima riunione a San Vittore?». Attualmente non si hanno ulteriori informazioni sullo svolgimento della vicenda lodigiana, ma dal sito ufficiale del comune si evince che  Simone Uggetti è sospeso dalla carica per l’ordinanza di custodia cautelare firmata nei suoi confronti.

Non commenta e si concentra sulla stesura della ‘enews’ il Premier Matteo Renzi che tornando a parlare del Referendum costituzionale dichiara: «Nel merito le ragioni del sì sono fortissime. Ma più in generale c’è qualcosa di ancora più grande: c’è un’Italia che non si ferma alla rassegnazione, al pessimismo, alla lamentela. C’è un’Italia che dice sì al futuro. Che dice sì al cambiamento. Che dice sì all’ottimismo e al coraggio. Questa Italia, l’Italia che dice sì, è l’Italia che ci porterà a vincere il referendum costituzionale». L’attenzione del Presidente del consiglio si rivolge poi al prossimo ritorno di Salvatore Girone in Italia, dopo 4 anni di permanenza forzata in India, e dei rapporti tra l’Italia e il paese del Premier Modi: «Festeggiamo la straordinaria notizia che arriva dall’Aja: il tribunale internazionale ha decretato che il nostro marò Salvatore Girone potrà attendere la sentenza in Italia. È un passaggio di grande importanza, che dimostra come sia stata corretta la strategia del nostro governo dopo gli errori evidenti dei momenti iniziali di questa triste vicenda.
Adesso lavoriamo tutti insieme per ristabilire ottimi rapporti di amicizia e collaborazione con il popolo e il governo indiano». Conclude rimarcando ancora una volta il grande successo del Jobs Act, senza accennare alla crisi di oggi nella borsa italiana: «I politici italiani sono stati a lungo campioni mondiali di vittimismo: non abbiamo soldi, non possiamo far niente, non cambierà mai. Adesso i soldi ci sono e gli alibi sono finiti. Al lavoro, per favore. Lo dobbiamo a chi un lavoro non ha, per creare speranze e opportunità. E lo dobbiamo a tutti gli italiani che vogliono riscoprire il senso delle parole orgoglio e appartenenza» e prosegue: «Può festeggiare la festa del lavoro chi ha un lavoro. Perché i disoccupati – come è ovvio – non festeggiano un bel niente. Da quando siamo al Governo ci sono 398 mila posti di lavoro in più (di cui 354 mila sono a tempo indeterminato innanzitutto grazie al JobsAct). Ci sono anche 373 mila disoccupati in meno. Non sono cifre: sono persone in carne e ossa. Tuttavia, non basta: guai a chi si accontenta. Il JobsAct è solo l’inizio». 

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