giovedì, Ottobre 28

PD: primarie nell'occhio del ciclone field_506ffbaa4a8d4

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Sembra non esserci fine per le primarie del PD tenutesi domenica scorsa nelle grandi città del centro e sud Italia, questa volta dopo lo ‘spaccio’ di monete da un euro ai cittadini che passavano all’esterno dei seggi napoletani, ecco spuntare le schede bianche ‘extra’ a Roma usate probabilmente per gonfiare la scarsa affluenza di elettori che, dal 2013 al 2016, erano passate da centoduemila presenze per eleggere l’allora candidato Ignazio Marino a circa cinquantamila per dare il consenso all’attuale Roberto Giachetti. Da alcune indiscrezioni rilasciate da un dirigente di casa PD in forma anonima al ‘Messaggero‘ sembrerebbe che, per non sfigurare a causa dell’oramai sempre più evidente flop partecipativo da parte dei tesserati ed aventi diritto di voto, siano state inserite all’incirca duemila schede in bianco in più «tra la notte di domenica e il pomeriggio di lunedì sono state gonfiate virtualmente le schede bianche e le nulle. Qualcuno pensava così di fare del bene» avrebbe ammesso il fantomatico informatore.

Tempestive le reazioni del neoeletto Giachetti che perplesso dalla situazione commenta così sul suo profilo di Twitter: «Se è vero vorrei conoscere quel genio che ha messo schede bianche per aumentare affluenza. Che cambia con 2.000 voti in più? Pensiamo a Roma». E a lui si aggiunge lo stupore dell’escluso Roberto Morassut: «Ho letto che stanno facendo una riconta. Io sto ai dati che avevamo registrato la sera dello spoglio che ci davano 43mila votanti, dato che abbiamo diffuso. Non ci risultavano schede bianche o comunque in percentuali minimali. Questo dato delle 3.000 schede bianche è un po’ anomalo. Se è vero che sono state aggiunte è stato un errore inutile e dannoso, che potevamo evitare anche perché tra 43 e 47 mila votanti non cambia nulla».

Non la passa liscia nemmeno il commissario straordinario del PD romano, Matteo Orfini, entrato nel mirino del pentastellato Alessandro di Battista che in un ‘tweet‘ lo provoca dicendogli che ‘Mafia Capitale’ inizia proprio con azioni simili. Al suo attacco il presidente del PD risponde con poche righe: «Sarebbe piuttosto curioso gonfiare la partecipazione attraverso l’astensione. Un discreto non senso». Alla traballante situazione romana si raggiunge la già dibattuta querelle napoletana con Antonio Bassolino che vede respingere dalla commissione di garanzia delle primarie del centrosinistra il ricorso presentato per la compravendita dei voti immortalata dal video di  ‘Fanpage.it’.  L’istanza presentata dall’ex governatore è stata bocciata  con otto voti contro l’unico favorevole di Fabio Benincasa, esponente di Centro Democratico. «Abbiamo verificato i verbali e abbiamo ufficialmente proclamato Valeria Valente quale vincitrice delle primarie a Napoli», ha affermato il presidente della commissione, Giovanni Iacone. «Valente è quindi la candidata della coalizione di centrosinistra». Durante l’assemblea due membri della commissione di garanzia, Vincenzo Serio e Antonio Giordano, hanno abbandonato la riunione e si sono sfogati con i giornalisti presenti all’esterno della camera di consiglio: «Ci troviamo di fronte a una sentenza preconfezionata sul ricorso e non ci prestiamo a una farsa». In difesa di Bassolino si schiera anche Pier Luigi Bersani che afferma: «E’ irrituale che ci siano stati pronunciamenti di esponenti dell’esecutivo del partito prima della commissione di garanzia. A prescindere dagli esiti, non ci dovrebbero essere queste sgrammaticature e bisogna entrare nel merito perché c’è un problema politico gravissimo: il disagio dei nostri elettori». All’ex leader di partito si associa anche Gianni Cuperlo che invoca l’intervento  dell’organo di garanzia nazionale: «Ho rispetto per gli organi di garanzia del nostro partito ma di fronte all’esito della vicenda di Napoli, con il respingimento del ricorso, si pone un tema che è la necessità di superare la giurisprudenza domestica, che viene esercitata in una logica di partito locale laddove i membri sono espressione delle correnti da giudicare» e aggiunge «Sarebbe opportuno  affrontare il tema davanti all’organismo di garanzia nazionale».

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