mercoledì, Luglio 28

PD, primarie agitate a Roma

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«Sono Gino Pollicardo e con il mio collega Filippo Calcagno oggi 5 marzo 2016 siamo liberi e stiamo discretamente fisicamente, ma psicologicamente devastati. Abbiamo bisogno di tornare urgentemente in Italia» sono queste le prime parole dei due ostaggi italiani liberati nella mattinata odierna a Sabratha in un video messo in rete dalla tv locale Sabratha Media Center, dove appaiono visibilmente scossi e provati dalla brutta esperienza vissuta. I tecnici della Bonatti sono sotto la tutela del consiglio militare locale e sembrerebbe che fossero stati abbandonati dai loro carcerieri per sette giorni, senza acqua né cibo, all’interno di uno scantinato appartenente ad una famiglia marocchina, che, secondo fonti della stampa libica, sarebbe stata fermata e messa sotto interrogatorio dalle prime ore della mattinata.

Molte le reazioni del mondo politico, prima fra tutte quella del Presidente della Camera Laura Boldrini: «È con sollievo che abbiamo ricevuto la notizia della liberazione » commenta «Ma non possiamo dimenticare che due nostri connazionali ieri sono stati uccisi colgo l’occasione per esprimere ancora una volta le mie condoglianze e quelle della Camera alle famiglie dei due connazionali barbaramente uccisi». Alla dichiarazione della Boldrini si aggiunge l’intervento del Ministro dell’Interno Angelino Alfano, che si dice sollevato per il rilascio di Pollicardo e Calcagno, ma ribadisce il suo immenso dolore per la tragica morte dei loro colleghi Fausto Piano e Salvatore Failla. Mentre dal mondo dell’opposizione il deputato Angelo Tofalo del Movimento cinque Stelle invita il Ministro della Difesa Roberta Pinotti, il Ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ed il Presidente del Consiglio Matteo Renzi a presentarsi al più presto in Parlamento per dare delucidazioni agli italiani sulla situazioni libica e sull’oramai sempre più concreto coinvolgimento dell’Italia all’interno del conflitto. Duri i toni dei rappresentanti del partito democratico Andrea Marcucci e Pina Maturani rispetto alle pesanti dichiarazioni rilasciate ieri dal segretario nazionale della Laga Nord, Matteo Salvini, che lo accusano di non risparmiare nemmeno il Presidente Sergio Mattarella nella sua funzione primaria di garante della pace per lo Stato italiano ricorrendo a volgari provocazioni. Nel frattempo dal Governo l’invito a mantenere una linea di riserbo e cautela per lasciare il tempo necessario alla Farnesina di poter fare tutte le verifiche del caso, dato che in queste ore sta provando a ricostruire i lunghi mesi di prigionia dei quattro tecnici e le dinamiche del rilascio degli unici due sopravvissuti.

Dal mondo delle primarie del PD, previste per domenica, emergono i primi veleni a Roma tra chi sosteneva l’amministrazione di Ignazio Marino e che propendeva per le sue dimissioni, dopo lo scandalo di Mafia Capitale e per la presunta inadeguata gestione della città eterna. Due i luoghi caldi  e che sono al centro della tensione politica: il IV Municipio, già prosciolto per mafia e che comprende il quartiere di Tor Bella Monaca abitato da circa 300.000 persone, e Ostia, la cui amministrazione potrebbe essere commissariata dall’antimafia per una segnalazione di Sel. A battersi per l’esclusione del primo centro d’interesse sopracitato vi è il commissario del PD Matteo Orfini, che aveva chiesto di votare la sfiducia al minisindaco e collega di partito Marco Scipioni, sostenendo che non fosse adatto a gestire il IV Municipio per aver sostenuto l’ex primo cittadino Ignazio Marino fino al termine del suo mandato, ma le diverse opinioni all’interno dei rappresentanti del PD hanno fatto si che la proposta decadesse lasciando l’amministratore al suo posto. Orfini ha dichiarato alla testata online ‘Huffington Post‘: «Chi ha votato la fiducia a Scipioni non ha un futuro nel Pd e neppure nel centrosinistra».

Viceversa la questione di Ostia, interdetta dalle votazioni per le indagini che si svolgeranno nei prossimi 18 mesi, non riguarda i battibecchi nelle file interne del partito, ma si espande a tutto il centrosinistra con la polemica di Stefano Fassina, che correrà al di fuori della coalizione legata al PD come rappresentante di Sel e Sinistra Italiana, che chiede direttamente al presidente Mattarella di intervenire sul veto imposto sostenendo che gli abitanti sono persone oneste ed hanno il diritto di esprimere il proprio voto in sede elettorale. A replicare alla lettera di Fassina vi è Stefano Esposito del Pd, che ricorda come in passato il X Municipio sia stata una vera ‘rocca forte’ ricca di sostenitori per l’aspirante sindaco che solo oggi si fa nuovamente vivo per aiutare la suddetta zona. Nonostante le polemiche per rappresentare la coalizione di centrosinistra alle prossime elezioni amministrative romane i nomi sono quelli di Roberto Giachetti e l’omonimo Morassut, e Stefano Pedica per il Pd, Domenico Rossi con Centro democratico, Gianfranco Mascia portavoce dei Verdi e l’outsider collega di partito Chiara Ferraro, affetta d’autismo che scende in campo per far valere i diritti dei disabili da tempo trascurati nella capitale.

Buone notizie dalla Camera dove è stato rivisto il tanto contestato decreto sui mutui che prevederà il sequestro dell’abitazione dopo diciotto rate non pagate anziché sette e l’attuazione di tale normativa solo per i prossimi contratti di prestito bancario, lasciando invariate le regole di quelli precedentemente stipulati. Forti le parole della Bordini alla conferenza tenutasi in mattinata dal titolo ‘La Polizia di Stato con le donne’, dove ha dichiarato «Sarebbe un segnale importante se tutte le istituzioni concordassero tra loro che ogni volta che una donna cade vittima di un femminicidio si esponessero le bandiere a mezz’asta in segno di lutto». Commovente anche l’intervento del Presidente Mattarella per l’anniversario della morte di Nicola Calipari  avvenuta durante le operazioni di liberazione della giornalista Giuliana Sgrena, che lo ricorda come un grande esempio per il popolo italiano in un momento difficile come questo.

Allarme per la carenza di farmaci, a lanciarlo a è quotidiano ‘Repubblica’ che questa mattina ha pubblicato un’articolo denunciando la sopracitata emergenza ed a rispondere per conto della maggioranza di governo vi il deputato e responsabile della sanità all’interno delle file del PD, Federico Gelli, che afferma «Sapere che sono centinaia i farmaci introvabili nel nostro Paese è un fatto molto grave che non si può accettare. Per questo motivo chiederò una audizione urgente in Commissione Affari sociali dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco».

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